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domenica 28 maggio 2017

TRADING ON MACRO NEWS E LE CAZZATE CHE VI VENDONO I BROKERS PT. 2

Per la prima parte, clicca qui.
In questo post cercheremo di capire le dinamiche della qualità del mercato e del trading algoritmico nell' ambito dell' attività di negozizione on macro news. Vi ricordo che i dati oggetto di questa serie di posts sono riferiti allo strumento finanziario State Street SPDR S&P 500 Exchange Traded Fund (ETF), tradato sul Nasdaq. Si tratta di uno strumento la cui elevata liquidità consente di estendere i risultati delle analisi alle ipotesi di trading on news aventi ad oggetto titoli o strumenti altrettanto liquidi.
L' impatto del trading algoritmico sulla qualità del mercato durante l' arrivo di notizie macro può essere analizzato esaminando tra l'altro:
  • il comportamento degli spreads;
  • la profondità del book di negoziazione;
  • il trading volume;
  • la volatilità realizzata, talvolta detta storica, consistente nel calcolo della deviazione standard dei rendimenti effettivi di una certa attività nell'arco di una data finestra temporale.

A questo punto, qualcuno di voi potrebbe obiettare: «Hai detto che la natura algoritmica del trading condotto in real time difficilmente può essere rilevata, se non utilizzando questa procedura (clicca qui) limitatamente ad alcune strategie degli HFTs : in che modo sarebbe rilevabile dunque l'impatto del trading algoritmico sui mercati?» Come al solito, utilizzando di alcune proxies tra le quali la “message activity totale” (detta anche trading activity) sia le numerose tipologie di “fleeting orders” (i fleeting orders sono quegli ordini inseriti sul book e poi cancellati nell' arco di tempo compreso tra i 50 ed i 100 millisecondi. L' inserimento e la cancellazione degli ordini rappresenta solo una porzione, seppur particolarmente consistente ed in alcuni mercati maggioritaria della message activity complessivamente considerata, nella quale rientrano anche i trades effettivamente eseguiti). Usando l'analisi di regressione, emerge che il trading algoritmico incida, in maniera variabile a seconda della finestra temporale dell' evento e del tipo di algoritmi attivi, sulla qualità del mercato osservata immediatamente dopo la news release

L' attività degli algos, nei primissimi minuti successivi alla release, può estendersi a tutto il book o solo ai primissimi livelli:
  • nel primo caso, gli effetti sulla profondità del book sono eterogenei ma è possibile notare un aumento dei volumi e della volatilità ed una riduzione degli half-spreads;
  • nel secondo caso, half spreads si allargano.
Nei 5 minuti successivi all' evento, un aumento del trading algoritmico (TA) su tutto l'order book non sembra condizionare ulteriormente il trading volume mentre sembra condurre ad una riduzione della volatilità; una maggiore concentrazione dell'attività sui primi livelli, invece, contribuisce ad incrementare sia la volatilità che il trading volume. Il tutto dipende, lo ribadiamo, dal tipo di strategie algoritmiche prevalentemente attive in quel dato momento.
Nei 3 minuti precedenti il rilascio di una macro news rilevante è possibile osservare:
  • una riduzione dello spessore del primo livello del book di riferimento;
  • una riduzione -abbastanza netta- della complessiva profondità del book, tendente a raggiungere -nei 3 minuti seguenti l'annuncio- i livelli pre-release.
Nel corso dell' intero trading day per il quale siano previsti annunci macro è possibile osservare half spreads leggermente più larghi rispetto a quelli osservati nei trading days privi di annunci. L'allargamento si fa consistente nei 3 minuti antecedenti l' annuncio e tende a ridursi nei 3 minuti successivi.
Nel corso dell' intero trading day per il quale siano previsti annunci macro è possibile osservare:

  • realized spreads, una parametro che stima i ricavi dei liquidity providers (quindi anche quelli vostri nel caso in cui proviate a negoziare le macro news a mezzo di limit orders) partendo dall' assunto che questi possano chiudere le rispettive posizioni in “x” secondi, più bassi rispetto a quelli rilevabili nei trading days privi di annunci. Ricordiamo che una riduzione dei realized spreads può anche essere associata ad una riduzione della market power dei market makers.
  • advese selection costs (o price impact), un parametro che stima le perdite dei liquidity providers, più alti rispetto a quelli rilevabili nei trading days privi di annunci;
  • un volume medio, U-shaped con picco in corrispondenza della release, più alto rispetto ai volumi dei giorni privi di macro news rilevanti;
  • una realized volatility ed una bi-power variation, entrambi U-shaped con picchi in corrispondenza della release;
  • un' algorithmic trading activity concentrata sui primissimi livelli del book avente connotazione U- shaped attenuata ma presentante picchi più numerosi e più elevati rispetto rispetto a quelli rilevabili nei trading days privi di macro news particolarmente price sensitive;
  • fleeting orders a 50 ms e somma totale degli ordini decrescenti a partire dai 5 minuti antecedenti la release. Nello specifico, la contrazione maggiore riguarda proprio il totale degli ordini, il che vuol dire che vengono ridotte molte posizioni sul book normalmente prese tramite ordini diversi dai fleeting (ad esempio, da istituzionali non necessariamente operativi tramite tecnologia HFT). 

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