Translate

venerdì 5 settembre 2014

BANCHE ED HEDGE FUNDS: LA STRUTTURA “MAPS” DELLE BASKET OPTIONS NEL POST QUANT QUAKE EVENT

Accanto alla basket options a struttura COLT esaminate qui, negli anni è stato possibile osservarne altre a struttura MAPS. La prima versione (in voga tra il 1998 ed il 2007), era praticamente identica alle COLT(la differenza di acronimo era dovuta al fatto che fossero due banche diverse a commercializzarle); la versione rivisitata (strutturata a partire dalla fine del 2007) presentava alcuni aspetti peculiari conseguenti all'evento che colpì l'industria degli hedge funds, noto come “Quant Quake”. Nell'Agosto 2007, molti degli hedge funds impieganti strategie di arbitraggio statistico similari basate su modelli algoritmici, soffrirono significanti perdite in un lasso di tempo relativamente breve a causa dell'elevata correlazione esistente tra i modelli operativi, nonostante la circostanza che vide il mercato rimanere -al contempo- in una condizione complessivamente neutrale. Quindi, quel tipo di hedge funds sperimentarono grosse perdite, nonostante un mercato tendenzialmente stabile. Il “Quant Quake Event” dimostrò che i fondi, usando le stesse strategie di arbitraggio statistico corsero un rischio chiamato “duplicazione”, in relazione al quale reagendo tutti i modelli nella stessa maniera, potrebbero indurre altri ad emularne il comportamento, generando più ampie ed inaspettate perdite. La ristrutturazione delle MAPS fu completata sul finire del 2008 e di seguito cercherò di dar conto dei mutamenti più significativi.
  • La banca venditrice iniziò a suddividere gli assets di riferimento di ogni opzione collocando i relativi sets in un sotto-conto separato, anziché continuare a raggrupparli in uno solo (come accadeva prima). Detta suddivisione significava che, se si fosse continuato a negoziare gli assets tramite un proprietary account, gli stessi sarebbero state tracciati separatamente potendo essere identificati come appartenenti ad una specifica opzione, laddove precedentemente non era possibile determinare quali assets appartenevano a quale opzione.
  • Le nuove opzioni avevano linee guida di investimento diversificate per ogni sotto-conto, pur mantenendo quelle generali per la struttura globale del prodotto finanziario.
  • La banca venditrice decise di passare dalle opzioni americane e a quelle europee, nel senso che non sarebbe più stato possibile esercitarle in un qualsiasi momento antecedente la scadenza, ma soltanto in una data specifica.
  • Nell'ambito della struttura contrattuale dei MAPS, anziché una commissione fissa, all' investment advisor veniva corrisposta una performance fee pari al 2% dei profitti realizzati, risultando più elevata dalla precedente ma ancora detratta dai guadagni risultanti sul option account.
  • La banca venditrice mutò la formula usata per il calcolo del premium pagato dall'hedge fund acquirente dell'opzione.
  • Le nuove MAPS, prevedevano il diritto del buyer di decidere se controllare o meno la liquidazione del conto.



Le MAPS così ristrutturate furono negoziate dal 2009 al 2010. Nel 2010, dopo l'emanazione del GLAM (Generic Legal Advice Memorandum) sulle basket options, la banca cessò la sottoscrizione delle MAPS OPTIONS, per oltre un anno. Nel 2012 riprese ad offrirle prevedendo, però, termini di esercizio tutti inferiori all'anno nonché l'obbligo di dichiarare i guadagni come short-term capital gains. Quelle COLT, invece, furono offerte -nonostante l'esistenza del GLAM- sino al 2013, quando anche per esse fu prevista una vita complessiva inferiore all'anno.

Foto tratta da: it.123rf.com