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domenica 14 settembre 2014

OMBRE SULL' INTEGRITA' DEI MERCATI FINANZIARI USA: QUALCUNO FA TRADING INFORMATO PRIMA DELLE PUBBLICAZIONE DEI DATI MACROECONOMICI

 Con questo post intendo proporre alcune osservazioni sullo studio -indagine condotto da Hu, Bernile, Tang, docenti della Singapore Management University, riguardante la presenza o meno di trading informato, anteriormente al rilascio dei dati macroeconomici più significativi da parte delle agenzie governative USA.
Grazie.

Noi tutti sappiamo che la pubblicazione di dati macroeconomici produce un impatto considerevole sul prezzo degli assets quotati in una ampia gamma di mercati; proprio al fine di garantirne un accurato rilascio, le agenzie governative statunitensi consentono ai data vendors di accedervi a partire da un certo momento antecedente a quello dell' effettiva diffusione, nel rispetto degli embargo agreements. Quindi da una parte, alle varie agenzie di stampa accreditate viene riconosciuta -con priorità rispetto a chiunque altro- la possibilità di accedere a dati sensibili al fine di raffinarne la significatività, chiedere delle delucidazioni e preparare i reports garantendone al contempo una pubblicazione tempestiva alla data loro imposta; dall'altra, il mancato rispetto della segretezza degli stessi (segretezza che deve durare sino al giorno previsto dalle autorità per la pubblicazione) è potenzialmente in grado di garantire ad alcuni partecipanti un vantaggio iniquo e forse illegale, simile a quello di cui godono gli insiders nel momento in cui fanno attività di trading sulla base di informazioni sensibili non disponibili pubblicamente.




Gli studiosi hanno analizzato gli effetti della violazione della segretezza di 4 tipologie di dati, durante la vigenza dei macro-news emabrgoes:
  1. Federal funds target rate (comunicato dalla Federal Open Market Committee)
  2. Nonfarm payroll and Consumer Price Index or (CPI) (comunicati dal Department of Labor - DOL)
  3. Gross Domestic Product (GDP) (comunicato dal Bureau of Economic Analysis - BEA).
Osservando gli high frequency trading data disponibili, essi hanno riscontrato robuste evidenze circa lo svolgimento di trading informato nei maggiori Equity Index Futures e ETFs, antecedentemente agli annunci di politica monetaria da parte della FOMC. Più nello specifico, hanno documentato anormali aumenti di prezzi e sbilanciamento degli ordini proprio nella direzione indicata dai dati resi pubblici (a sorpresa) ai mercati solo in un momento successivo. Tuttavia, questo fenomeno:
  • è stato osservato solo dopo l'entrata in vigore degli embargoes dell' FOMC e non prima, a conferma del legame esistente tra lockup periods ed informated trading;
  • è stato osservato solo con riguardo agli annunci della FOMC e non anche delle altre agenzie, il che rafforzerebbe l'ipotesi in base alla quale il rilascio di dati rilevanti potrebbe dipendere dall'assetto istituzionale della commissione in esame.
Gli studiosi hanno raggiunto risultati importanti:
  • tra tutte le securities esaminate, hanno trovato traccia di trading informato prima degli annunci a sorpresa della FOMC, concentrato negli ultimi 30 minuti antecedenti la comunicazione ufficiale. Nel caso degli E-mini S&P500 futures, l'anormale aumento del prezzo registrato nel lasso di tempo in cui i dati degli annunci a sorpresa della FOMC non erano ancora pubblici, è risultato essere più alto di 20.5 punti base rispetto a quello registrato per gli annunci programmati (non a sorpresa); lo squilibrio degli ordini di mercato per gli annunci a sorpresa della stessa Commissione è invece risultato più alto dell' 8,4% - 9,5% rispetto a quelli non a sorpresa. Tale situazione è stata riscontrata anche negli E-mini Nasdaq 100 futures, SPDR S&P 500 ETF, PowerShares QQQ Nasdaq 100 ETF, mentre nessuna evidenza di trading informato è stata acquisita nei 30 minuti antecedenti l'avvio della policy dei blocchi informativi della FOMC, così come non ne sono state trovate nel corso di quelli vigenti prima degli annunci non a sorpresa e prima degli annunci (a sorpresa e non) del DOL e della BEA.
  • Nel E-mini S&P500 futures market, lo squilibrio degli ordini informati è maggiormente concentrato nei 20 – 10 minuti antecedenti la comunicazione ufficiale, seguito da un anormale aumento del prezzo nei successivi 10. Negli altri mercati, invece, sia lo squilibrio degli ordini sia quello dei prezzi, appaiono negli ultimi 10 minuti, evidenza questa coerente con la maggiore liquidità dell' E-mini S&P500 futures market, rispetto agli altri.
  • Il trading informato si verifica principalmente prima della comunicazione di notizie considerate buone dai e per i mercati (ad esempio una riduzione dei tassi Fed inaspettatamente ampia). I limiti allo short-selling sul mercato azionario possono giocare un ruolo in tale asimmetria operativa, nella misura in cui i fornitori di liquidità nei mercati futures decidano di mettersi al riparo dalle ampie pressioni ribassiste laddove non siano in grado i coprire il richio agendo sul mercato azionario sottostante. Questo vuol dire che in caso di bad-news, i limiti normativi riguardanti lo short sellig finisco per comprimere - in maniera diretta- le opportunità di trading informato sul mercato azionario (che è il settore di riferimento della disciplina) e sul mercato dei futures indirettamente (laddove i market makers non abbiamo la possibilità temporanea di coprirsi aprendo contemporaneamente posizioni long sull'azionario). E' altresì probabile che i limit orders siano più numerosi dei market ones, in caso di bad news surprises. Lo studio dell' Università di Singapore, pone quindi seri dubbi sull' appropriatezza degli embargoes inerenti gli annunci di politica monetaria, sia perché le informazioni riservate possono essere direttamente rilasciate dai media prima della pubblicazione, sia dagli insiders della FOMC; viceversa sembrano funzionare i blocchi informativi di DOL e BEA .
Il tema della fuga di notizie macroeconomiche si è posto di recente, in quanto alcune indagini interne alle varie agenzie hanno evidenziato la vulnerabilità dei sistemi statunitensi di immagazzinaggio e distribuzione dei macro-data accessibili ai data vendors accreditati, situazione questa che ha portato all'adozione di nuovi protocolli di embargo informativo, finalizzati a sanzionare più aspramente le violazioni delle agenzie anche revocando gli accessi alle lockups facilities loro rilasciati. Da qui il problema sintetizzato nell'ipotesi che gli autori pongono a base dello studio svolto: «Se c'è una fuga (o perdita) di informazioni durante i lockups anteriori agli annunci di notizie macro economiche, le securities esposte in maniera predominante ai fattori macro dovrebbero sperimentare anormali squilibri degli ordini ed incrementi dei prezzi nella direzione della componente inaspettata del successivo rilascio di notizie macro.» (si parla di incrementi visto che l'asimmetria operativa sopracitata evidenza l'assenza di trading informato sulle bad news anche in ragione dei limit allo short selling).
La dimensione dei profitti conseguiti per effetto del trading informato nei quattro mercati esaminati dai docenti, nel corso di tutti i periodi di lockup precedenti agli annunci a sorpresa della FOMC oscilla tra un minimo di 14 milioni di USD ad un massimo di 256 USD, confermando la tesi della fuga di notizia dall'interno dei data vendors o ad opera degli insiders della commissione.
Inoltre, anche se non risulta trading informato in coincidenza della diffusione dei dati GDP, CPI e nonfarm payroll, sui quattro mercati di cui sopra esaminati non è possibile escluderlo totalmente, potendo i traders astrattamente spostarsi su mercati più liquidi nella sessione di trading after-hours (come quella OTC del FOREX) i cui dati (pochi) disponibili, impediscono un'analisi approfondita in tal senso.


Foto tratta da: www.huffingtonpost.com