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giovedì 11 settembre 2014

ULTERIORI CONSIDERAZIONI SU BANCHE, HEDGE FUNDS E BASKET OPTIONS

L' analisi delle transazioni su basket options riguardanti diverse banche ed hedge funds riportata nei post precedenti, dimostra che nonostante quei prodotti finanziari fossero stilizzati come opzioni, i termini, le condizioni, l'operatività intraday delle strutture MAPS e COLT, il luogo di controllo, il destinatario dei profitti generati da quegli accordi, impedivano di qualificarli tali i e più in generale come prodotti finanziari derivati, vista la produzione di effetti inversi a quelli propri di detti strumenti. Infatti, invece che da opzioni, gli accounts MAPS e COLT fungevano da prime brokerage accounts ad altissima leva controllati dal cosiddetti option holders che dirigevano l'attività di trading godendo dei relativi profitti: soffermiamoci un attimo su questa differenza sostanziale. I basket option holders di cui abbiamo parlato (vale a dire i fondi), traevano profitto non da un'attività su derivati, ma direttamente dai trades da essi eseguiti.
Poiché gli option accounts egli assets erano detenuti in nome delle banche, in qualità di investment advisors dei trading accounts, gli hedge funds vantavano il diritto esclusivo e la discrezionalità di determinare quali assets dovessero essere acquistati e venduti da ogni conto, nel rispetto delle guidelines di contenimento del rischio specificate negli accordi (fittizi) di consulenza. Questo permise ai fondi di presentarsi quali acquirenti “passivi” delle opzioni, in quanto meri suggeritori, assistenti le banche nelle loro attività di hedging, laddove essi invece controllavano interamente i conti utilizzati per determinare i payoffs delle opzioni ed eseguivano i trades quotidiani incassando i relativi profitti. Inoltre, facendo apparire i fondi prestati dalle banche come denaro che esse depositavano nei propri conti, gli hedge funds poterono usare gli accounts delle basket options al fine di ottenere prestiti al più alto livello possibile rispetto a quanto consentito dalle leggi federale per i prime brokerage accounts.
Gli hedge funds, in altri termini, presero il controllo degli options accounts aperti presso le banche, impiegando una strategia di investimento proprietario basata su di un set di algoritmi informatici, i quali erano gestiti -mediamente- da 90 professionisti, in quanto richiedenti continui aggiustamenti. Essa consisteva di centinaia di migliaia di short-term trades quotidiani, per una media annua oscillante tra i 26 ed i 39 milioni. In aggiunta, la high-volume trading strategy, causava un rapido e significativo turnover dei titoli depositati sui conti: questo vuol dire che il cambiamento costante delle securities presenti nel paniere , coincideva con un cambiamento di quegli assets indicati nei contratti di opzione. Detti mutamenti, non solo minavano la nozione di “opzione” il cui valore era collegato ad uno specifico set di assets, ma potrebbe essere visto come elemento in grado di integrare i realization events ai fini fiscali, esponendo tra l'altro il ruolo dell'opzione ad elemento di facciata volto a schermare il trading diretto sui titoli da parte del fondo, facendo intendere che lo stesso fungesse da mero option holder.



Sostanzialmente, le COLT e le MAPS funzionavano come prime brokerage accounts apparentemente non oggetto di leva, in grado di consentire agli hedge funds di superare di gran lunga i limiti federarli richiesti per il margine da mantenere sui conti, permettendo l'esecuzione di no stop trades diretti basati sui software della banca ed i cui profitti erano da essi riscossi. In alcuni casi, agli albori della commercializzazione, i contratti di basket options venduti agli hedge funds non erano ancora amministrati come distinti ed indipendenti, bensì intrecciati in una strategia di trading integrato tra più banche, entità legali multiple, e numerosi conti, che veicolò centinaia di migliaia di operazioni quotidiane, mentre al contempo i fondi usavano la struttura giuridica delle basket options al fine di qualificare i relativi profitti come long-term gains, risparmiando miliardi di dollari in tasse, per oltre un decennio. Proprio come i fondi hedge hanno tratto la gestione degli account delle opzioni MAPS E COLT come componenti di una più ampia strategia d'investimento, nello stesso modo le banche hanno visto e trattato i conti delle singole opzioni, considerate quali parti di un singolo pool di investimenti più ampio di ogni istituto di credito, piuttosto che espressione di attività di trading dei titoli all'interno di ogni contratto d'opzione. Per anni, né i fondi né le banche hanno tenuto traccia dell'attività di trading riconducibile alla basket option, su base unitaria (vale a dire non hanno tracciato il trading su singoli titoli inseriti nel paniere della singola opzione), confondendo invece assets e profitti. Nel 2008 mentre qualche istituto mutò il proprio atteggiamento sul punto, altri continuarono ad operare come prima; nello stesso anno la struttura delle MAPS venne modificata e limitata a quelle European Style esercitabili solo ad una data prefissata, ma a cambiare non furono le intenzioni degli hedge funds che continuarono ad usarle al fine di mantenere il proprio accesso al cash di breve termine, programmando gli acquisti di opzioni a date predefinite al fine di garantirsi pagamenti cash continui a supporto dell'operatività più generale. Questa circostanza offre ulteriori evidenze della misura in cui i fondi controllavano le attività di trading ed i relativi profitti per soddisfare i propri bisogni finanziari, in contrasto con il ruolo di mero option holder che attende in maniera passiva di prendere atto dell'esito dell'investimento.
Ognuno dei fattori illustrati nei vari post, vale a dire il controllo degli hedge funds sulle strategie di trading e relative attività, la presenza di high-trading volume e di un account turnover, l'integrazione dei vari conti in una più ampia strategia d'investimento, l'uso dei conti al fine di produrre flussi di pagamenti cash regolari volti a supportare l'attività di trading, contraddicono il dipinto dei fondi quali meri passive option holder in attesa dei guadagni derivanti dai derivati. La struttura di questo genere d'opzione ha funzionato quale veicolo al loro servizio, per condurre trades diretti con una leva molto più ampia rispetto a quella disponibile normalmente, per aggregare e differire i propri guadagni e per evitare i miliardi di dollari che avrebbero dovuto pagare in short-term capital gains taxes.

Foto tratta da: it.123rf.com