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sabato 31 gennaio 2015

BREVE INTRODUZIONE ALLE STRATEGIE USATE DAGLI HIGH FREQUENCY TRADERS. GLI ARBITRAGGI DA LATENZA (O STATISTICAL PASSIVE ARBITRAGE)

Cari amici, come forse saprete ho già trattato in vari posts ( qui, qui, qui, qui, qui ), la tematica del trading ad alta frequenza.
In questo ed in quelli futuri, vorrei provare a scrivere qualcosina sulle strategie usate dagli HFTs, facendo una premessa: questa trattazione non sarà -volutamente- esaustiva, in quanto desidererei -col tempo- approfondire ciascuna delle tecniche che andrò ad illustrare; mi limiterò – per ora- ad una rassegna generale, rinviandovi agli altri articoli per la lettura degli aspetti basilari della tematica.
Oggi vorrei parlarvi degli arbitraggi da latenza: non lasciatevi spaventare dalle parole perché è tutto abbastanza semplice. Che vuol dire arbitraggi e perché da latenza? “Arbitraggi” è usato nell'accezione di guadagni ottenuti sfruttando le differenze tra valori (prezzi/quotazioni nel nostro caso); la locuzione “da latenza”, sta ad indicare che sono profitti conseguibili grazie alla possibilità di realizzare tutte quelle operazioni -che vanno dall'inoltro dell'ordine di acquisto/vendita alla sua esecuzione- in un intervallo di tempo davvero piccolissimo (cosiddetta low latency già descritta su questo blog in passato). La latenza, lo ricordiamo, può essere valutata a diversi livelli:
  • Come misurazione del tempo intercorrente tra la ricezione di una notizia di mercato (o di geopolitica) da parte del trader e la formulazione (o non formulazione) della sua decisione operativa.
  • Come misurazione del tempo intercorrente tra l'immissione dell'ordine, l'elaborazione da parte della piattaforma software/hardware ed il materiale inoltro verso il broker deputato alla negoziazione.
  • Come misurazione del tempo intercorrente tra la ricezione dell'ordine da parte del broker, la sua elaborazione ed il successivo inoltro verso il mercato sul quale lo strumento finanziario (venduto o acquistato) risulta essere quotato. Infatti, quando giunge un ordine all'intermediario, questo -tramite strumenti informatici ed algoritmi- lo analizza nei suoi aspetti fondamentali, ovvero, cerca di capire che tipo di ordine sia (martket, limit, oco ecc.), se sia d'acquisto o di vendita, quali e quanti siano gli strumenti finanziari in oggetto, quali siano le piazze sulle quali vengano negoziati; fatto ciò, provvede -materialmente- ad inviarlo.
  • Come tempo intercorrente tra l'inoltro da parte del broker e la ricezione da parte del mercato.
  • Come tempo intercorrente tra la ricezione da parte del mercato e la diffusione dei dati riconducibile a quell'ordine, a favore di tutti gli altri partecipanti a quel sistema di negoziazione.

Se per compiere tutti questi passaggi, fosse necessario molto tempo, ci troveremmo dinanzi ad un sistema ad alta latenza; viceversa avremmo un sistema a bassa latenza che può altresì essere (e generalmente è) ad alta frequenza. Ovviamente, non è sufficiente che ad essere munito di strutture fisiche e logiche ad alta velocità sia il solo trader: è necessario che lo sia anche il broker da esso utilizzato, altrimenti, il guadagno temporale conseguito dal primo andrebbe disperso a causa della lentezza del secondo. Quindi: un HFT necessita di un broker ad alta velocità.
Torniamo ora agli arbitraggi da latenza: per poter guadagnare tramite tale strategia è necessario riuscire a battere sul tempo i traders tradizionali. Che cosa significa battere sul tempo i traders tradizionali? Significa arrivare per primi nelle code degli ordini presenti sui book di negoziazione: il primo ordine ad essere presente in coda su determinati livelli di prezzo, sarà primo ad essere eseguito” e per arrivare primi bisogna essere più veloci degli altri. La velocità è un requisito necessario ma non sufficiente, in quanto detta modalità operativa presuppone:
  • che lo strumento finanziario oggetto dell'ordine sia quotato contemporaneamente su più piattaforme di scambio;
  • che le piattaforme di scambio siano connesse tra loro e con il broker tramite Smart Order Routing (SOR – già descritto qui);
  • che gli algoritmi adoperati consentano agli HFTs di adattarsi -pressoché -istantaneamente- alle mutevoli condizioni dei mercati. Infatti, i traders a bassa latenza e/o ad alta frequenza sfruttano la velocità di cui dispongono non solo per inviare gli ordini, ma anche per modificarli o addirittura cancellarli dal book di negoziazione. In base a cosa lo fanno? Lo fanno -in automatico- in base al tipo di elaborazioni (cioè delle indicazioni) prodotte dagli algoritmi in uso, in grado di valutare costantemente il grado di liquidità (nonché i cali e/o gli incrementi), sfruttandoli o evitandoli ed atteggiandosi ora a price taker ora a liquidity provider. Il termine liquidità viene usato, in questo contesto, per indicare il numero di proposte in acquisto o in vendita presenti sui book di negoziazione; il numero di proposte in acquisto o vendita che arrivano sul mercato, incrociando le proposte presenti sul book di negoziazione;i volumi associati alle proposte di acquisto o di vendita. Sulla capacità di cancellare gli ordini da parte degli HFTs voglio dire una cosa che poi riprenderò più ampiamente nei post futuri: sia le piattaforme di negoziazione delle azioni, sia quelle aventi ad oggetto futures permettono a questa tipologia di operatori di cancellare gli ordini una volta immessi, al fine di evitarne il frazionamento oppure al fine di consentirgli di ritirare quelli immessi accidentalmente o con caratteristiche qualitative e/o quantitative errate. Se l'opzione della cancellazione venisse utilizzata nei limiti del fisiologico, nulla quaestio; purtroppo, però, la realtà è un altra. Gli HFTs hanno fatto dell'inserimento e della successiva cancellazione un vero e proprio modello operativo, carico di effetti collaterali. Infatti, tale condotta, pur non influenzando il prezzo degli altri contratti presenti sui vari mercati ed aventi ad oggetto quel dato strumento finanziario, influenza indirettamente le azioni degli altri traders, rendendosi pratica potenzialmente idonea a manipolare il mercato. Per quale motivo? Perché, così facendo, gli HFTs fornisco una falsa idea di liquidità nel mercato, piazzando ordini “miraggio” che spariscono in meno di un battito di ciglia, appena il mercato inizia a muoversi (al rialzo o al ribasso).
Gli Statistical Passive Arbitrages sono il campo di applicazione più naturale e più elementare per gli HFTs, che vanno a sfruttare le momentanee divergenze di prezzo di un identico strumento finanziario, contemporaneamente quotato su diversi mercati (ECN e MTF inclusi). Provo a farvi un esempio: immaginiamo che il bid-ask price delle azioni dell'azienda ALFA, sia pari -su tutte le piattaforme di negoziazione- a 80,00-80,01; immaginiamo che ad un certo punto arrivi un big seller sull' Euro Stoxx 50 facendo scivolare il prezzo a 79,98-79,99; cosa fa un HFT? Acquista sull'Euro Stoxx 50 a 79,99, vendendo i titoli su tutte le altre piazze ad 80,00, prima (parliamo di microsecondi) che tutte le altre piattaforme diverse dal Euro Stoxx 50 aggiornino ufficialmente i prezzi al nuovo valore di 79,98-79,99.
Essendo i più veloci, essi riescono ad identificare tale opportunità nel momento stesso in cui si manifestano, battendo i traders tradizionali risultanti molto più lenti sia nella fase identificativa che in quella -astrattamente- esecutiva. Appare evidente, come la frammentazione dei mercati e quindi la comparsa di numerose ECN ed MTF accanto ai mercati regolamentati, moltiplichi le opportunità di arbitraggio, sfruttabili operando in co-location, con elevata potenza computazionale ed a bassa latenza. Se moltiplichiamo il numero di opportunità che in ogni millesimo di secondo della giornata possono presentarsi, per il numero di titoli interessati dal fenomeno e per il relativo volume tradabile, si può ben capire quali possano essere le dimensioni del gain.