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sabato 14 febbraio 2015

BREVE INTRODUZIONE ALLE STRATEGIE USATE DAI TRADERS AD ALTA FREQUENZA. OFFERTA DI LIQUIDITÀ (LIQUIDITY PROVIDING), TRADING ON NEWS (MOMENTUM TRADING) E FLASH TRADING.

Cari amici, come forse saprete ho già trattato qui,qui,qui,qui, qui e qui, la tematica del trading ad alta frequenza.
In questo ed in quelli futuri, vorrei provare a scrivere ancora qualcosina sulle strategie usate dagli HFTs, facendo una premessa: questa trattazione non sarà -volutamente- esaustiva, in quanto desidererei -col tempo- approfondire ciascuna delle tecniche che andrò ad illustrare; mi limiterò – per ora- ad una rassegna generale, rinviandovi agli altri articoli per la lettura degli aspetti basilari della tematica.
Oggi vorrei parlarvi dell' Offerta di Liquidità (Liquidity Providing), Trading on News (Momentum Trading) e Flash Trading.
Iniziamo dall'Offerta di Liquidità. Gli HFTs hanno la possibilità di replicare in tutto e per tutto il modus operandi di un market maker senza però doverne subire la stringente regolamentazione tecnica, imponente il rispetto di condizioni di trasparenza e tempestività informative circa scadenze, quantità negoziate, bid-ask spread massimo e soprattutto senza dover ottemperare all'obbligo che maggiormente caratterizza un market maker, ovvero quello di porsi come controparte di qualsiasi ordine in arrivo, potendo viceversa scegliere se, come, quando e dove (su quale piattaforma) operare. Ancora una volta la low latency fa la differenza, generando un contesto operativo che per gli HFTs presenta moltissimi vantaggi e limitatissimi -nonché gestibili- rischi. Infatti, questi operatori piazzano i loro ordini sui primi livelli denaro o lettera in attesa che vengano incrociati da quelli di altri traders, guadagnando -in presenza di bassa volatilità- sulla differenza (cosiddetto bid-ask spread). Perché accade questo? Perché sono in grado di acquistare ad un prezzo più basso (bid) ed a rivendere ad uno più alto (ask) e vi riescono proprio sfruttando l'estrema velocità di cui sono dotati. Questa risulta essenziale per battere sul tempo altri traders impegnati in analoghe strategie di liquidity providing. Che cosa significa battere sul tempo i traders concorrenti? Significa arrivare per primi nelle code degli ordini presenti sui book di negoziazione:“il primo ordine ad essere presente in coda su determinati livelli di prezzo, sarà primo ad essere eseguito”. La bassa latenza è altresì indispensabile per gestire i rischi connessi a detta strategia e quindi ridurre o annullare del tutto le potenziali perdite connesse. Qual è il pericolo maggiore? Quello legato al forte ed improvviso aumento di volatilità, generalmente conseguente alla diffusione di dati macro inaspettati, eventi geo-politici, scelte -precedentemente non scontate dai mercati- delle Banche Centrali. Un incremento della volatilità causa un allargamento dello spread che penalizza chi – come gli HFTs- si posiziona su primari livelli bid/ask; tuttavia, grazie alla bassa latenza e previa rilevazione algoritmica dell'incremento della volatilità, i rischi e le potenziali perdite sono prossime allo zero, poiché i sistemi ad alta frequenza sono in grado di cancellare dal book di negoziazione le proprie proposte di acquisto/vendita in un tempo brevissimo. Resta da rispondere ad un'ultima domanda: come fanno quegli HFTs che non nascono originariamente market maker a replicarne le condotte sui mercati? In genere, vi riescono previa osservazione -volta all'apprendimento dei modelli comportamentali– del sistema di variabili connotanti gli algoritmi impiegati da chi fornisce liquidità al mercato per propria natura (i market makers propriamente detti), impiegando sistemi neurali -cioè matematici- in grado di imitarne le proprietà. Inoltre, così come gli HFTs possono essere “vittime” dell'incremento della volatilità e di quello successivo del bid-ask spread, possono anche esserne la causa, adottando una strategia nota col nome di quote stuffing (ed altre non molto dissimili), ossia l’immissione e la cancellazione quasi immediata di una elevata quantità di ordini su un titolo, in grado di generare il fenomeno della cosiddetta ghost liquidity, che tratterò in maniera più approfondita in un altro post. L'operare come market maker solo a convienenza e non in maniera “istituzionale”, sottrae e non aggiunge liquidità nelle fasi di mercato connotate da un forte incremento della volatilità. Questa affermazione può essere supportata osservando le condotte tenute dagli HFTs alcuni istanti prima nonché nel corso del Flash Crash del 6 Maggio 2010 verificatosi sul Dow Jones: in un primo momento gli HFTs hanno effettivamente fornito liquidità al mercato incrociando gli ordini di vendita dei fundamental sellers, salvo modificare la strategia dopo pochi minuti al fine di chiudere flat la propria giornata di contrattazioni, aggiungendo -in conseguenza- i propri ordini di vendita a quelli dei fundamental sellers, amplificando così la caduta dei prezzi; tale dinamica è proseguita sino a quando i fundamental buyers non sono intervenuti sul mercato immettendo ordini di acquisto che hanno bilanciato l’eccesso di ordini di vendita. Tale circostanza deriverebbe dal fatto che, sia in momenti normali sia in momenti di tensione sul mercato, gli HFTr non sono disposti ad accumulare ampie posizioni in acquisto o in vendita e il tentativo di ribilanciare la propria posizione in momenti di stress determina una sottrazione di liquidità al mercato e un aumento della volatilità.
Trading on News (Momentum Trading). Questa strategia è molto molto semplice da attuare e consiste nell'attivazione degli ordini di acquisto/vendita degli HFTs in considerazione dell'effetto che le notizie e i dati macroeconomici possono esercitare sull’andamento dei prezzi degli strumenti finanziari sfruttando, a proprio vantaggio, ciò che nella strategia precedentemente descritta rappresenta invece un rischio, vale a dire: l'aumento della volatilità, l'allargamento del bid-ask spread, la riduzione della liquidità. Il tutto ruota intorno alla possibilità di impiegare sistemi informatici in grado di “leggere” e “capire” le news macroeconomiche diffuse dai più importanti “data vendors”. Ogni determinato tipo di news costituisce un pattern, dunque un segnale che andrà ad attivare strategie operative diverse in maniera del tutto automatica; non è strettamente necessario essere operatori a bassa latenza essendo sufficiente disporre di semplici algoritmi di negoziazione, pur risultando vero che la velocità degli Hfts consente di profittare al meglio delle condizioni di fast market connotate da strappi rialzisti/ribassisti.
Flash Trading. Il Flash Trading, realizzabile in presenza di Flash Orders, rappresenta una delle strategie più aggressive, controverse e discusse, tra quelle adottate dagli HFTs. Non diversamente dalla strategia degli Arbitraggi di Latenza descritti qui, il Flash Trading sfrutta i vantaggi della frammentazione dei mercati descritta qui e qui , nonché il desiderio degli HFTs di massimizzare la differenza tra la velocità della visione “privata” dei mercati loro offerta da alcune ECN e quella normalmente disponibile al pubblico: maggiore è il tempo di cui dispone un HFT per “vedere un ordine” di un investitore ordinario, maggiore è la possibilità di trarne vantaggi, essendo conseguentemente comprensibile quali interessi possano spingere i low latency traders (e le relative lobbies) a rallentare il percorso delle informazioni pubbliche e/o ad incrementare la velocità con cui riescono ad ottenerle in anteprima prendendo posizione in reazione oppure ad acquisire il vantaggio informativo, senza portare a compimento il trade con la controparte il cui ordine interessava solo con riguardo al contenuto operativo (vale a dire importo, size, oggetto, tipologia). Affinché un HFT possa implementare la strategia del Flash Trading deve innanzitutto individuare un ECN disponibile ad offrire il servizio di creazione e visualizzazione dei flash orders, ovvero un servizio che consiste nell'offrire in prelazione alcuni ordini giunti sulla piattaforma e non eseguibili non essendo presente su quel mercato (o ECN), per quella data quantità richiesta in acquisto/vendita, il NBBO (National Best Bid or Offer) price. I brokers, come abbiamo visto in altri post, sono obbligati ai sensi della Regulation National Market System a cercare il miglior prezzo presente sui mercati inoltrandovi l'ordine ricevuto; prima di inoltrarlo, però, può offrirlo in visione all' HFT che sottoscriva questo tipo di servizio, per una durata che si aggira sui 500 millisecondi. Si tratta di un tempo veramente breve, ma sufficiente -per un HFT- ad elaborare i dati in input, testare i livelli di liquidità in quel momento presenti sul mercato, attivare le strategie algoritmiche considerate più idonee a usare l'ordine offerto per conseguire un profitto.
Vediamo con un esempio quale tipo di vantaggio riescano ad ottenere gli HFTs per effetto di un Flash Trading conseguente ad un Flash Order.

  • Ipotizziamo che un investitore “ordinario” inoltri un Buy Limit Order (quindi un Ordine di cui si chiede l'esecuzione solo quando il prezzo sia pari a quello inserito nella finestra della piattaforma oppure più basso) sul NYSE, per 1.000 azioni della società ALFA, ad un prezzo limite di 100,05 USD.
  • Sul NYSE sono presenti in vendita solo 100 azioni ad un prezzo pari a 100,00 USD che rappresenta il NBBO; il miglior prezzo successivo in vendita sul NYSE è pari a 100,04 USD (che non rappresenterebbe il successivo NBBO per l'ordine dell'investitore ordinario) per 10.000 azioni.
  • In questa situazione, il NYSE può permettere l’esecuzione dei primi 100 contratti al prezzo di 100,00 USD ed è costretto dalla regulation NMS ad inviare l’ordine relativo alle restanti 900 azioni (ancora non eseguite) al mercato su cui sia presente il NBBO; sul NASDAQ BX (oppure sul BATS o su DIRECT EDGE), ad esempio, sono presenti in vendita 900 azioni ad un prezzo pari a 100,03 USD, rappresentante il NBBO.
  • Prima di inviare le 900 azioni al Nasdaq BX, il NYSE crea un flash order per 900 azioni in vendita ad un prezzo di un singolo tick migliore di quello del Nasdaq BX, ad esempio 100,02 USD e lo “offre in prelazione” agli Hfts per un intervallo inferiore al secondo (dai 300 ai 500 millisecondi).
  • Un Hft vede l’ordine flash e si pone come controparte. L’Hft, cioè, si pone in vendita sul NYSE ad un prezzo pari a 100,02 USD; in questo modo l’ordine di acquisto viene eseguito completamente sul NYSE, ad un prezzo medio ponderato pari al NBBO.
Cerchiamo di comprendere l'esito dell'operazione sia dal punto di vista della buy side (in questo caso l'investitore ordinario) che da quello della sell side (in questo caso l'HFT che si pone come controparte) che da quello del mercato interessato (NYSE)
Il compratore, grazie alla presenza del flash order, consegue un risparmio. Infatti, ha pagato un prezzo minore di quanto avrebbe pagato in mancanza del servizio di flash trading, poiché il suo ordine si è così concluso: 100 a 100,00 USD + 900 a 100,02 USD per un totale di 100.018,00 USD . Senza il flash order l’acquirente avrebbe comprato 100 azioni a 100,00 USD e 900 azioni a 100,03 USD per un totale di 100.027,00 USD; il servizio, quindi, ha determinato un risparmio di $ 9 per l’acquirente: sembrano pochi, ma ovviamente se i volumi (quindi il numero di azioni acquistate) fossero stati più elevati (come normalmente accade) il risparmio sarebbe stato maggiore.
Il venditore (quindi l' HFT) ha, invece, potuto trarre una serie più cospicua di vantaggi, che variano al variare della posizione assunta in partenza:
  • l’Hft è già long in azioni ALFA: il flash trading offre, la possibilità di chiudere la posizione ad un prezzo prima che tale prezzo diventi disponibile al resto del mercato. Nell’esempio di cui sopra l’Hft, tramite il flash order, viene informato della presenza di un ordine di acquisto di 900 azioni da poter sfruttare per chiudere la propria posizione lunga. Come noto, gli HFT chiudono la giornata di contrattazioni in posizione flat (cioé né lunga né corta su alcuno degli strumenti negoziati) ragion per cui risulta importante sfruttare ogni possibilità di chiudere con profitto le posizioni in essere.
  • L’Hft è flat: il flash order offre una possibilità di arbitraggio, in quanto l’Hft sa, per circa 300/500 millisecondi, che uno o più nuovi ordini sono stati inseriti sulla buy side del book di negoziazione. A questo punto cercherà, dapprima, di acquistare un quantitativo di azioni non superiore alle 900 del flash order, ad un prezzo inferiore al 100,02USD, scandagliando – alla velocità della luce- i books degli altri mercati, consapevole di poterle (con assoluta certezza nel limite temporale sopra indicato) poi rivendere in profitto a 100,02 USD.
  • L’Hft è short: il flash order rappresenta un vantaggio informativo, perché dice all'HFT: guarda che il mercato si sta muovendo long mentre tu sei short; affrettati a chiudere la tua posizione prima di finire in perdita.
  • L’Hft è presente con delle quantità in vendita su mercati su cui la sua offerta non rappresenta il NBBO: esso può elaborare l’informazione offerta dal flash order e nel caso in cui il mercato si muovesse rapidamente al rialzo, potrebbe decidere di cancellare (causando una serie di problemi che descriveremo in un post futuro) tutti gli ordini di vendita inseriti nei books degli altri mercati e/o ECN, evitando di restare corto in un mercato che va long per le azioni Alfa.
Appare evidente, come in ogni caso l'HFT consegua un vantaggio informativo della durata di 300/500 millisecondi, sfruttabile per tutti gli strumenti pluriquotati, per milioni di azioni tradate -dunque comprese, suddivise- in migliaia di piccoli ordini, che garantiscono profitti unitari minimi ma complessivamente molto consistenti.

Anche il mercato interessato (NYSE) ha tratto dei vantaggi, poiché ha potuto negoziare 900 azioni che avrebbe invece dovuto trasferire alla piattaforma di negoziazione del mercato che garantiva il NBBO (il NASDAQ BX nell’esempio).