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giovedì 19 febbraio 2015

IL PIU' GRANDE SCANDALO DI SEMPRE SUL FOREX


Cari amici, in questo post vorrei provare a trattare un tema sul quale non ho sentito dire una sola parola in Tv e sul quale ho avuto modo di leggere – casualmente- qualche settimana fa, un piccolo trafiletto di un centinaio di caratteri, relegato nell' ultima pagina di un giornale -non ricordo quale- che sfogliavo assonnato mentre sorseggiavo il caffè del buongiorno.
A cosa mi riferisco? Mi riferisco al “Forex Scandal” (noto anche come Forex Probe cioè Indagine sul Forex), argomento che proverò ad introdurre in maniera soft riservandomi, però, di approfondirne gli aspetti maggiormente tecnici e meno conosciuti.
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Il Forex Scandal è uno scandalo finanziario riguardante la rivelazione della e la susseguente investigazione sulla circostanza che ha visto numerose banche di grandissime dimensioni colludere, per almeno un decennio, al fine di manipolare -nel loro esclusivo interesse- i tassi di cambio. I Market Regulators (ovvero le varie agenzie deputate a salvaguardare l'integrità dei mercati ed a vigilare sul regolare andamento delle contrattazioni) di Asia, Svizzera, Regno Unito ed USA, iniziarono ad attenzionare questo mercato da 5,3 Trilioni di USD daily, dopo che Bloomberg News con un lancio di agenzia del Giugno 2013, diffuse la notizia secondo cui alcuni currency dealers avevano dichiarato (più avanti vedremo come ed in quali circostanze) di praticare il “front running” (ovvero la condotta che vede il dealer usare le informazioni contenute nell'ordine del cliente al fine di scavalcarlo nella priorità dell'esecuzione, assumendo una posizione di mercato conseguenziale a proprio totale vantaggio e a danno del richiedente l'operazione) sugli ordini della propria clientela, nonché di manipolare uno dei più importanti benchmark della finanza mondiale, vale a dire il Foreign Exchange Benchmark WM/Reuters. In che modo? Accordandosi -segretamente- con le controparti (altre banche) con l'obiettivo di inserire ordini “informati” nelle finestre temporali, della durata di 60 secondi, nel corso delle quali alcuni dei numerosi tassi di riferimento calcolati su vari frames temporali venivano e vengono tutt'ora“fissati”. Tali comportamenti quotidiani hanno interessato anche lo Spot Foreign Exchange Market ed manifestandosi su di un arco temporale della durata complessiva di 10 anni, almeno secondo quanto riferito dai traders sotto indagine. Apro una piccola parentesi sul termine “Spot”. Gli strumenti per operare sul Forex sono -fondamentalmente- di due tipi: 1) a pronti (o spot); 2) a termine (o forward) tramite swap, future, opzioni; il mercato che tutti noi conosciamo come traders retail è quello a pronti (spot) in cui le operazioni vengono regolate con valuta al secondo giorno lavorativo successivo a quello in cui è stato eseguito il trade. Tuttavia, l'investitore che opera sul Forex raramente desidera la consegna fisica della valuta, ragion per cui tutte le piattaforme di negoziazione utilizzano una procedura automatica di rollover attraverso la quale la posizione, a fine giornata, viene chiusa e subito riaperta con l'intento di traslare la data valuta al giorno successivo non subendo così la consegna indesiderata, sino a quando la stessa -margine disponibile permettendo- non sarà definitivamente chiusa (con relativo profit/loss) dal trader.
Le investigazioni hanno avuto come punto di riferimento le trascrizioni di discussioni tenute in alcune Chat Rooms nelle quali i senior currency traders parlavano con i loro competitors (o meglio con quelli che sulla carta avrebbero dovuto essere i loro competitors), vale a dire i traders valutari in servizio presso altri istituti, delle tipologie e dei volumi dei trades che avevano intenzione di inserire nelle finestre temporali di cui sopra. Le Chat Rooms -oggetto di interesse su di un arco temporale di 10 anni- erano denominate in maniera tale da non destare sospetti (si capisce che sono ironico?): “The Cartel”, “The Bandits' Club”, “One Team, One Dream” e “The Mafia”. Tra una battuta di chat e l'altra, i bontemponi si divertivano a scherzare sulla manipolazione del Forex alludendo -tra l'altro- a notti di sesso, alcol e droga. Le Agenzie di controllo hanno prestato particolare interesse al ed ancora oggi stanno focalizzandosi sul contenuto della più piccola ed esclusiva tra le “stanze” sopra indicate, alternativamente chiamata “The Cartel” o “The Mafia”. Per quale ragione? Perché nella sua qualità di luogo di discussioni telematiche, più di ogni altro veniva utilizzato da alcuni dei più influenti traders di Londra; tanto è vero che l'accettazione al suo interno rappresentava una sorta di chimera per tutti quei traders intenzionati a piratare il mercato valutario. Tra i membri del Cartello è possibile annoverare Richard Usher, un ex dipendente della Royal Bank of Scotland (RBS) nonché senior trader, nel 2010 trasferitosi presso JP Morgan in qualità di capo dello Spot Foreign Exchange Trading; Rohan Ramchandani, capo dello European Spot Trading per Citigroup; Matt Gardiner, il quale passò alle dipendenze di Standard Chartered dopo aver lavorato presso UBS e Barclays; Chris Ashton, capo dello spot trading per Barclays. Due di questi senior traders, Richard Usher e Rohan Ramchandani, erano anche membri dei “13 -member Bank of England Joint Standing Committee's chief dealers group”. Circa 15 grandi banche, tra le quali Barclays HSBC, Goldman Sachs hanno dichiarato di esser state oggetto di indagine; Barclays, Citigroup e JPMorgan Chase hanno provveduto a sospendere o a ricollocare lontano dai trading desks i senior currency traders interessati dallo scandalo. Anche Deutsche Bank, ha collaborato con i controllori in relazione alla richieste di informazioni avanzatele. Barclays, Citigroup, Deutsche Bank, HSBC, JPMorgan Chase, Lloyds, RBS, Standard Chartered, UBS e Bank of England, a Giugno 2014, hanno provveduto a sospendere, collocare altrove e licenziare circa 40 dipendenti operanti sul Forex. Citigroup ha altresì licenziato il responsabile dello European Spot Foreign Exchange Trading Rohan Ramchandani, mentre alcuni giorni fa Reuters ha dichiarato che centinaia di altri traders nel mondo potrebbero essere implicati nello scandalo.
Il 12 Novembre 2014, la Financial Conduct Authority (FCA) ha inflitto -a 5 banche- sanzioni per un totale di 1,7 miliardi di dollari, per aver omesso di controllare le business practices inerenti le loro operazioni sul G10 Spot Foreing Exchange Trading. Nello specifico: Citibank è stata condannata a pagare 358 milioni di dollari, JpMorgan a 352 milioni di dollari, RBS 344 a milioni di dollari ed UBS 371 milioni di dollari; con riguardo alla posizione di Barclays, la FCA continuerà ad investigare sulle posizioni assunte nel business del G10 Spot Forex Trading e su quelle interessanti in senso più ampio il mercato valutario.
Il 19 Dicembre 2014 è stato eseguito -a Billericay, Essex- dalla City of London Police e Serious Fraud Office, il primo mandato d' arresto riconducibile alla vicenda oggetto di questo post, a carico di un ex trader di RBS.
Proviamo adesso a capire meglio le cause di queste multe, dal punto di vista dell' istituzione inglese deputata a garantire l'integrità dei mercati finanziari, ovvero la FCA. Secondo detta autorità, tra l' 1 Gennaio 2008 ed il 15 Ottobre 2013, i controlli inefficaci predisposti dalle banche al loro interno hanno fatto sì che i rispettivi G10 Spot Traders mettessero gli interessi degli istituti finanziari di appartenenza dinanzi a quelli dei propri clienti, degli altri partecipanti al mercato e del più ampio sistema finanziario del Regno Unito. Esse hanno altresì mancato nella gestione degli ovvi rischi inerenti la confidenzialità delle informazioni, i conflitti d'interessi e le attività di trading. Quelle del 12 Novembre 2014, costituiscono le penalità di più alto ammontare mai inflitte dall' FCA e dal suo predecessore FSA, la quale ha lavorato in stretto contatto con le altre agenzie Britanniche, Europee e Statunitensi: in quella stessa data l'autorità svizzera, la FINMA, sanzionava UBS con una multa di 134 milioni di CHF (138 milioni di dollari), mentre negli USA la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) irrogava sanzioni per un totale di oltre 1,4 miliardi di dollari tramite l' Office of the Comptroller of the Currency (OCC).
Dallo scandalo Libor in poi (parte delle banche sopracitate letroviamo invischiate anche nella manipolazione del benchmarkEuribor/Libor) alcuni miglioramenti strutturali sono stati adottati nell'ambito dell'industria dei servizi finanziari ed alcuni rimedi operativi sono stati predisposti dalle banche sanzionate per la loro condotta sul Forex. Tuttavia, nonostante sapessero di essere un po' delle sorvegliate speciali in relazione agli strascichi della questione Libor e nonostante fossero ben consapevoli dell'importanza sistemica del G10 Spot Forex Market, gli istituti di credito non hanno adottato alcuna misura adeguata per affrontare le cause originarie sottostanti alle irregolarità oggetto di discussione in questo post.
Lo stesso Martin Wheatley, Chief Executive della FCA, il 12/11/2014 ha dichiarato -pubblicamente-quanto segue: «La FCA non tollera condotte idonee a mettere in pericolo l'integrità del più ampio sistema finanziario del Regno Unito. Le multe record di oggi, sottolineano la gravità delle irregolarità riscontrate; le aziende interessate devono far sì che i loro traders non truffino il sistema al fine di gonfiare i profitti».
Tracey McDermott, FCA's Director of Enforcement and Financial Crime, ha invece sottolineato: «Le aziende interessate non avrebbero dovuto dubitare, specialmente dopo il caso Libor, che la mancata adozione di provvedimenti volti a contrastare le conseguenze della cultura del “free for all – libertà per tutti” sui rispettivi trading floors, sarebbe stata considerata inaccettabile. Non si tratta di disporre di eserciti di dipendenti deputati a verificare la compliance normativa riempiendo moduli. La questione riguarda la comprensione e la gestione dei rischi che le loro condotte possono porre sui mercati. Qualora non dovessero adeguarsi alle nostre richieste, le banche continueranno ad affrontare significativi costi regolamentari e reputazionali».
Come tutti ben saprete, il Forex è uno tra i mercati più grandi e liquidi al mondo, con un turnover medio quotidiano di 5,3 trilioni di dollari, il 40% del quale ha luogo a Londra. Il mercato Forex Spot è un mercato finanziario all'ingrosso e gli Spot Forex Benchmarks (anche conosciuti col come di fixes) sono usati al fine di stabilire il valore relativo di due valute. I fixes sono altresì usati da un ampio novero di società finanziarie e non per, ad esempio, semplificare il processo di valutazione degli assets e/o la gestione del rischio valutario. Le investigazioni dell' FCA hanno avuto ad oggetto le G10 Currencies, vale a dire quelle maggiormente usate e sistemicamente più importanti (Dollaro, Euro, Yen, Sterlina, Franco Svizzero, Dollaro Australiano, Nuova Zelanda, Dollaro Canadese, Corona Norvegese, Corona Svedese), nonché i benchmarks “4 pm WM Reuters” e “1:15 pm European Central Bank”.
Tutte le agenzie del mondo si aspettano che le banche identifichino, valutino e gestiscano in maniera appropriata i rischi che il loro business pone ai mercati in cui operano e che le stesse ne preservino l'integrità, a prescindere dal fatto che i contesti operativi siano o meno regolamentati. Anche in assenza di specifiche norme destinate a regolare il Forex Market (mercato Over the Counter), l'importanza di gestire i rischi propri al business interessante il segmento spot, attraverso efficaci sistemi di controllo, è comunemente riconosciuta nell'industria finanziaria. Come detto, tra l'1 Gennaio 2008 ed il 15 Ottobre 2013, le banche non hanno esercitato controlli efficaci ed adeguati sulla loro attività di trading sul versante G10 Spot del Forex. Per esempio, le policies erano ben definite dal management di vertice pur risultando insufficienti la preparazione sul punto dei quadri inferiori e le capacità applicative; parimenti insufficiente è stata la vigilanza sui G10 Spot Forex Traders in quanto non contemplante procedure di monitoraggio idonee ad identificare prontamente le condotte riscontrate dagli investigatori.
I valori e la cultura della correttezza sono risultati integrati in maniera insufficiente nell'operatività delle banche sullo Spot Forex Market, alla luce delle condotte tenute dai rispettivi traders, orientate a curare gli interessi propri e degli istituti di appartenenza, senza alcun riguardo per quelli dei clienti, degli altri operatori e del mercato finanziario Britannico nel suo insieme. Anzi, gli stessi operatori hanno -nel tempo- creato gruppi quasi impenetrabili nei quali venivano condivise, attivamente, informazioni inerenti le attività dei clienti, identificati -nelle chat- senza che fossero indicati nominativamente, bensì tramite l'uso di nickname. A ciascuna chat room, corrispondeva un gruppo di traders, autodefinitisi “The Players”, “The 3 Musketeers”, “ A Co-operative”, “The A- Team”. In pratica, che facevano i furbacchioni?
  • Condividevano le informazioni ottenute in questi gruppi per far sì che le strategie di trading predisposte potessero funzionare perfettamente.
  • Cercavano (riuscendoci) di manipolare il processo di fissazione di alcuni dei tassi di riferimento del mercato valutario.
  • Segnalavano i livelli di prezzi in corrispondenza dei quali i clienti avevano predisposto gli stop loss.


Queste condotte si inserivano in un contesto più ampio, che vedeva i traders impegnati a determinare artificiosamente ed al di fuori da ogni contesto di mercato, i tassi di alcune valute, ad esempio al fine di assicurarsi che il tasso al quale la banca accordava la vendita di una particolare currency ai propri clienti, fosse superiore rispetto a quello medio al quale la stessa era acquistata sul mercato. Se l'obiettivo fosse stato raggiunto, la banca avrebbe conseguito un profitto riskless.
Le banche possono legittimamente gestire il rischio associato agli ordini dei clienti, tradando in copertura sul mercato ed eventualmente conseguendo un profitto o una perdita come risultato finale. Viceversa, è completamente inaccettabile il fatto che gli istituti di credito si impegnino in tentativi di manipolazione destinati a produrre vantaggi privati a detrimento di alcuni clienti e degli altri operatori di mercato, traders retail inclusi.
Non solo sanzioni. L'FCA ha già predisposto ampi controlli aventi ad oggetto le modalità con cui le banche stanno riducendo i rischi di manipolazioni da parte dei traders, nonché quelli derivanti dall'abuso di informazioni confidenziali e conseguente conflitto d'interessi. Il programma di risanamento richiederà alle aziende di rivalutare i sistemi di controllo, le policies e le procedure inerenti la loro attività sullo Spot Forex, al fine di assicurare che esse seguano gli alti standards richiesti per la gestione effettiva dei rischi connaturati al proprio business.
Vediamo ora il punto di vista delle autorità statunitensi. In data 12/11/2014 la U.S. Commodity Futures Trading Commission (CFTC) ha irrogato 5 sanzioni contro Citibank, HSBC, JPMorgan Chase, RBS, UBS, per aver cercato di manipolare nonché per aver colluso tra di esse al fine di manipolare i Global Foreign Exchange Rates, a beneficio delle posizioni di alcuni traders. Le multe ammontano ad oltre 1,4 miliardi di dollari, così ripartiti: 310 milioni per Citibank e JPMorgan; 290 milioni per RBS e UBS; 275 milioni per HSBC. Il provvedimento della CFTC ha inoltre ingiunto alle banche di cessare istantaneamente le attività sanzionate, di desistere da ulteriori violazioni, nonché di adottare tutti i provvedimenti necessari per implementare e rafforzare i controlli e le procedure interne, supervisione dei Forex Traders inclusa, al fine di assicurare l'integrità della loro partecipazione nella determinazione dei Forex Exchange Benchmark Rates e le comunicazioni interne ed esterne tra traders. Ma perché anche la CFTC si è allarmata così tanto? Perché la determinazione di un tasso benchmark non è da considerare -semplicemente- un'altra opportunità di profitti a costo a zero per le banche. Innumerevoli soggetti e società nel mondo fanno affidamento su di essi al fine di regolare i contratti finanziari in quanto sperano nella loro fondamentalmente integrità. Il mercato funziona nella misura in cui le persone confidino nel fatto che il processo di determinazione dei tassi di riferimento funzioni in maniera equa e non corrotta dalla manipolazione di alcune delle più grandi banche al mondo.
Uno dei primari benchmarks che i FX Traders hanno provato a manipolare sono stati i World Markets/Reuters Closing Spot Rates (WM/R Rates) (che approfondirò più avanti). I WM/R Rates, che sono i FX Benchmark Rates più largamente utilizzati negli USA e nel mondo, vengono impiegati per stabilire i valori relativi di valute differenti, riflettenti i tassi a cui una valuta è scambiata per un'altra. I FX Benchmark Rates, al pari dei WM/R Rates, sono usati per prezzare alcuni derivati come: cross-currency swaps, foreign exchange swaps, spot transactions, forwards, options, futures. La coppie di valute maggiormente tradate sono: EUR/USD, USD/JPY, GBP/USD. Di conseguenza, l'integrità dei WM/R Rates ed altri FX Benchmarks è fattore critico per l'integrità dei mercati finanziari statunitensi e globali.
Alcuni FX Traders delle banche sopracitate hanno coordinato reciprocamente le rispettive strategie operative nel tentativo di manipolare i FX Benchmark Rates, incluso il 4 p.m WM/R fix. In che modo? Usando private chat rooms per comunicare e pianificare le loro condotte illecite, rivelando informazioni confidenziali inerenti gli ordini trasmessi dai propri clienti, assumendo posizioni sul mercato strumentali a soddisfare gli interessi collettivi del gruppo e stabilendo ex ante -nel dettaglio- le strategie operative aventi intenti manipolatori. Le chat erano esclusive a basate su invito.
La Swiss Financial Market Supervisory Authority (FINMA) ha proceduto nei confronti di UBS. Perché? Perché l'Autorità ha ritenuto i dipendenti della Banca, autori di numerosi tentativi di manipolazione dei Foreign Echange Markets, nonché di aver agito contro l'interesse dei loro clienti, ragion per cui ha provveduto ad irrogare al colosso elvetico una multa di 134 milioni di CHF, aprendo -tra l'altro- un procedimento contro 11 persone coinvolte nel caso. Più nello specifico, la FINMA ha riscontrato che:
  • I FX Traders di UBS hanno ripetutamente, nel tempo, provato a manipolare i Foreign Exchange Markets Rates al fine di generare profitti per la banca o per terze parti, in accordo con altre banche.
  • I FX Traders di UBS hanno ripetutamente, nel tempo, agito contro gli interessi dei propri clienti e/o controparti, in parziale coordinamento con altre banche: segnalando gli stop-loss dei loro clienti a vantaggio degli istituti di credito di appartenenza; operando in front-running; intraprendendo speculazioni risk- free a spese dei clienti, tramite la parziale esecuzione di ordini, trasferendo una parte di quelli che sarebbero stati loro profitti in caso di completa esecuzione) alla banca; rivelato informazioni confidenziali riguardanti i propri clienti a terze parti.
Tra le sanzioni irrogate alla banca, multa a parte, troviamo: l'obbligo di contenere la parte variabile della remunerazione dei FX Traders, per un periodo di due anni, nel limite massimo del 200% del salario base degli altri dipendenti dalla banca occupati del settore FX e Metalli; l'obbligo di automatizzare almeno il 95% delle transazioni sul FX gestite dall'istituto di credito; l'obbligo di separare i settori proprietary trading e clients trading; l'obbligo di migliorare i sistemi di controllo interni e la compliance normativa.
Poiché più volte ho parlato di FX Benchmarks Rates, proviamo a capire meglio cosa siano, soffermandoci su quelli Spot, oggetto delle manipolazioni in esame.
Noi sappiamo che il Forex è un mercato che vanta un daily turnover di 5,3 trilioni di dollari, almeno stando alle stime dalla Banca Internazionale dei Regolamenti. Il trading speculativo è quantitativamente superiore a quello commerciale e l'elevata volatilità delle valute rende questo mercato particolarmente appetito dalle banche d'affari e dagli hedge funds, molto liquido e non manipolabile: almeno così dicono i principali libri sull'argomento, laddove il recente scandalo sembra insegnare il contrario. Gli Spot e Forward Foreing Exchange Rates sono standard rates usati per la valutazione dei portafogli finanziari e come unità di misura di performance. Il WM/ Reuters Closing Benchmark Rate Service fu introdotto nel 1994 al fine di fornire Standard Forex Rates idonei sia a formulare le valutazioni di portafoglio, sia a compararle in maniera accurata reciprocamente e con riguardo ad altri benchmarks, senza dover contabilizzare i differenziali valutari. The World Markets Company (WM) fornisce un servizio di elaborazione del tasso di cambio che pubblica nella forma Spot, Forward e Non Deliverable Forwad benchmark rates, calcolati in momenti prestabiliti in base al Global Trading Day. Sin dalla sua introduzione nel 1994, WM è stata incaricata di pubblicare benchmark rates indipendenti e trasparenti, basati sulla metodologia di calcolo della società, quindi creduti essere ragionevolmente strutturati per riflettere il mercato nell'esatto momento del calcolo di ognuno di essi.
Il WM/REUTERS CLOSING SPOT RATES service fu introdotto nel 1994 al fine di fornire un set standard di Tassi Valutari di riferimento, cosicché le valutazioni di portafoglio avrebbero potuto essere comparate reciprocamente e la loro performance misurata con riferimento ai benchmarks senza avere differenze causate dai tassi di cambio. Originariamente, questi tassi venivano usati dagli index compilers, dal Financial Times e da altri utenti, divenendo col tempo lo standard de facto per i Closing Spot Rates su base globale. Nel 1997 the WM/Reuters Closing Forward Rates Service fu lanciato a complemento del Closing Spor Rates Service. Nel 2001, il WM/Reuters Intraday Spot Rate Service fu introdotto per estendere la gamma di prodotti SPOT Rates e venire incontro alle crescenti esigenze dei clienti in tal senso. Questo servizio è stato esteso sino a fornire Spot Rates su base oraria da Lunedì 06:00 in Hong Kong/ Singapore fino alle 22:00 di Venerdì orario londinese Nell'Agosto 2004, un servizio Intraday Forwards fu lanciato per le ore 08:00, 10:00; 12:00 e 14:00 (oriario di Londra). Ulteriori miglioramenti del prodotto hanno visto crescere il numero di tassi Intraday Forwards offerti dalle ore 06:00 alle ore 21:00 (orario londinese), con addizionali tassi forniti alle 17:00 New York time, 10:00 e 16:00 Sydney Time, 14:00 New Zeland Time; 11:00 Singapore Time e 11:00 Bangkok time. Nel Settembre 2009, il WM/Reuters Non Deliverable Forwards (NDF) Rates fu lanciato a copertura di 12 valute. Il NDF service fornisce sia Tassi Closing che Intraday. Nel Settembre 2012, WM/Reuters Intraday Spot Rates service fu ulteriormente migliorato con l'introduzione di tassi calcolati ogni mezz'ora e riguardanti esclusivamente il trading valutario. Nel Giugno 2014 WM/Reuters Spot Rates service ha iniziato a comprendere il WM/Reuters Tokyo Fix a copertura di 24 valute quotate contro JPY, USD, GBP. EUR. E' comunemente ritenuto che la maggior parte dei calcolatori degli indici azionari ed obbligazionari più importanti usino i WM/REUTERS EXCHANGE RATES e che l'impiego originale dei tassi nella valutazione del portafoglio e delle performances siano ancora molto rilevanti. Tuttavia, altre applicazioni dei tassi si sono sviluppate sino a divenire progressivamente importanti. Per esempio, di frequente i tassi sono impiegati come parametri di riferimento valutario in contratti di vario tipo, compresi quelli aventi ad oggetto derivati finanziari. Molte banche offrono ai loro clienti il servizio in base al quale le stesse garantiscono di eseguire il trading su alcuni currency pairs ai, o con riferimento ai, WM/Reuters Rates, dimostrandosi un servizio utile per gli investimenti degli assistiti qualora essi stiano modificando il benchmark against index del portafoglio impiegante i WM/REUTERS RATES, cercando al contempo di minimizzare ogni differenza di raccordo derivante dalle fluttuazioni valutarie. Le società ritengono molto utile valutare le valute detenute globalmente ad un tasso comune, e se necessario, renderle oggetto di negoziazione o swap allo stesso tasso. Sfruttando i WM/REUTERS come descritto è possibile evitare l' impiego di consistenti risorse al fine di testare di continuo l'andamento del mercati, dato che gli auditors accettano i tassi come stabiliti in maniera indipendente.
I WM/REUTERS SPOT RATES (quelli che a noi interessano), sono volti a comprendere le valute dei Paesi inseriti in un indice azionario globale o regionale, oppure ritenute sufficientemente liquide nella formulazione di adeguati tassi di riferimento. L'aggiunta di valute non in grado di soddisfare le due condizioni di cui sopra è a discrezione di WM ed in teoria ogni valuta al mondo può essere inclusa. I tempi normali di calcolo sono stabiliti su base oraria dalle ore 06:00 di Lunedì Hong Kong/Singapore alle 22:00 di Venerdì in UK, con tassi forniti ogni mezz'ora esclusivamente per le trade currencies. Il Tokyo Fix è calcolato alle 9.55 JST (00:55 GMT). Frames temporali differenti possono essere usati per ragioni riguardanti:
  • Festività Nazionali;
  • Difficoltà nel ricevere i dati finanziari;
  • Condizioni eccezionali di mercato.

Il target operativo di WM per il completamento dei calcoli e la successiva pubblicazione è pari a massimo 15 minuti dopo il tempo stabilito per la determinazione.
I tassi fissati alle 4:00 pm UK time sono definiti Closing Spot Rates. Il Thomson Reuters Market Data System è la fonte primaria di dati per il calcolo degli SPOT FOREIGN EXCHANGE RATES. Altre possono essere prese in considerazione solo qualora tassi appropriati non siano disponibili nell'ambito dell'architettura di dati della Thomson Reuters. Allo stato attuale, la Central Bank Spot Rate è utilizzata per le valute di minore importanza in relazione alle quali non sussistono alternative informative. Una lista di questo tipo di valute è disponibile su richiesta. I sottostanti tassi impiegati, coincidono con quelli considerati maggiormente appropriati per le Foreign Investment Transactions. Una differente tipologia di tasso può essere selezionata da WM per le seguenti ragioni:
  • Commercial Interbank Bid and Offer Rates non disponibili per una valuta particolare;
  • Qualora un tasso “ufficiale” sia considerato più appropriato per le Foreign Investment Transactions.
Laddove la sufficienza dei dati sia limitata, WM formula un proprio giudizio per determinare significativi e rappresentativi tassi di mercato. La valuta base scelta da Thomson Reuters System per i tassi quotati, sono l'USD o l'EUR, a seconda che ad essere considerata predominante sia l'una o l'altra. Attualmente, le valute prevalentemente quotate contro (in questo tipo di architettura di dati) l'Euro sono: CHF CZK, DKK, HUF, NOK, PLN, RON and SEK. Tutte le altre valute sono quotate contro l'USD. Tuttavia, tale circostanza può subire delle modifiche per alcune di esse qualora WM dovesse ritenere che quotazioni più appropriate e rappresentative siano disponibili contro una valuta base differente.
In base ad una convenzione dei mercati FX, alcune valute sono quotate contro l'USD su base invertita. Normalmente, una valuta locale è espressa in ragione del valore di 1 USD: per esempio, 1USD= X,XXXX CAD. Una valuta invertita è invece espressa per quella locale: per esempio, 1GBP= X,XXXX USD. Di regola, una valuta locale dovrebbe essere divisa per il tasso di cambio al fine di calcolare il corrispondente controvalore in dollari, ma nel caso delle invertite, la valuta locale è moltiplicata per il tasso di cambio. Questa convenzione si applica solo ai tassi quotati contro il dollaro, non a quelli quotati contro ogni altra valuta. Le valute invertite sono: GBP, EUR, AUD, NZD, IEP, BWP, SBD, TOP, WST and XEU. Le seguenti 21 valute (AUD, CAD, CHF, CZK, DKK, EUR, GBP, HKD, HUF, ILS, JPY, MXN, NOK, NZD, PLN, RON, RUB, SEK, SGD, TRY and ZAR) sono qualificate come Trade Currencies. I Trade and Order Rates quotati in condizioni di libero mercato, provengono dalle seguenti -altamente liquide- piattaforme: Thomson Reuters Dealing 300, EBS e Currenex. I Trade and Order Rates sono impiegati nel processo di convalida e di calcolo delle valute sopra indicate. Le seguenti 17 Valute hanno il Thomson Reuters dealing System come fonte primaria: AUD, CAD, CZK, DKK, GBP, HKD, HUF, ILS, MXN, NOK, NZD, PLN, RON, SEK, SGD, TRY and ZAR.
EBS è la fonte primaria per il RUB. Le seguenti 3 valute hanno EBS come fonte primaria con Currenex come secondaria: EUR, CHF and JPY. Tutte le valute non identificate come “trade” sono da considerare “non trade”.
Veniamo al metodo di calcolo dei tassi manipolati dalle bache. Il Fx Market è costantemente monitorato al fine di catturare i tassi esistenti ogni 15 secondi, garantendo una validazione continua ed interattiva. I dati di mercato appena catturati sono soggetti ad uno specifico sistema di controlli di tolleranza, volti ad identificare i valori non in linea con quelli osservati. La validazione di questi è realizzata dagli Operatori Specializzati di WM, i quali cercano conferma sulla base di altri dati oppure sulla base della loro giudizio, al fine di determinare il corretto livello di mercato. Il tasso così calcolato è poi -prima della pubblicazione- sottoposto ad un ulteriore e specifico controllo di tolleranza legato alla singola valuta. L'uso del giudizio proprio di WM può essere appropriato per valutare i tassi per il tramite di questo processo, con linee guida per i controlli di qualità e procedure di gestione per ciascuna applicazione di tale processo valutativo.
Relativamente alle Non – Trade Currencies, nell'arco di un'ora, sono estratte le istantanee dei tassi quotati “scattate” da Thomson Reuters ogni 2 minuti; vengono poi selezionati quelli mediani per ogni valuta.
Relativamente alle Trade Currencies (quelle che a noi interessano) possiamo dire quanto segue. Il closing currency fix fa riferimento ai Foreign Echange Rates determinati quotidianamente -a Londra- alle 4 p.m. Sulla base di cosa? Sulla base di tutti i bid and offer rates orders, nonché sulla base di tutte le buy and sell transactions condotte dai Fx Traders sul mercato interbancario, nel corso di una finestra temporale di 60 secondi (i 30 antecedenti e i 30 susseguenti le ore 4:00 pm). I Benchmark Rates per le 21 maggiori valute (al cui interno troviamo quelle formanti il paniere G10 Spot Rate manipolato dalle banche) sono estratte dal livello mediano di tutti i trades colti nella window della durata di 60 secondi. Poiché essi si sviluppano in millisecondi, non sono catturati nella totalità ma solo in parte ed identificati come bid or offer trades ed uno spread è applicato per calcolare il valore del reciproco. Usando tassi validi per il periodo di calcolo considerato (1 minuto), i bid ed offer rates mediani sono calcolati separatamente ed il tasso medio viene calcolato da da questi bid ed offer rates mediani, risultando -alla fine del processo di calcolo- un trade rate medio ed un order rate medio. Uno spread è infine applicato per calcolare uno nuovo trade rate bir od offer ad un nuovo order rate bid or offer. In presenza di un numero valido di trades colti, catturati, nel corso del fix period (la window da 60 secondi), questi nuovi trade rates sono usati per il calcolo del benchmark di riferimo; nel caso di insufficienti trade rates, i nuovi order rates sono usati per la determinazione. Nel caso in cui non siano disponibili né trades rate né order rate, saranno utilizzati quelli quotati da Thomson Reuters
Oltre alla condivisione di informazioni riservate, la manipolazione dei Close Benchmark Rates, è avvenuta attraverso aggressive buying or selling di valute nel corso dei 60 secondi durante i quali la determinazione del tasso è definita, usando gli ordini dei clienti accumulati nel periodo di tempo conducente alle 4 p.m.
Immaginiamo che un trader di una filiale londinese di una grossa banca riceva l' ordine alle 3:45 pm da una Multinazionale Americana, di vendere 1 miliardo di euro in cambio di dollari al tasso delle 4 pm. Il tasso di cambio alle 3:45pm è 1 EURO= 1,40 DOLLARI.
Poiché un ordine di tale dimensione può benissimo muovere il mercato (di circa 10 pips sul cambio Eur/Usd) generando una pressione ribassista sull'Euro, il trader che riceve l'ordine può perfettamente praticare il “front running” contro il trade del cliente usando l'informazione riservata, a proprio esclusivo vantaggio. In che mondo? Aprendo una considerevole posizione -ad esempio di 250 milioni di Euro (come realmente successo)- che decide di vendere al seguente tasso di cambio: 1 Euro= 1,3995 USD. Dal momento in cui il trader ha una posizione corta in euro e lunga in dollari, è nel suo interesse assicurare che l'Euro si muova al ribasso, in modo tale che egli possa chiudere la sua posizione corta ad un prezzo più basso, in modo tale da lucrare la differenza. Lo stesso trader cosa mi va a combinare? Comunica -illecitamente- agli altri operatori delle altre banche che ha un grosso sell order proveniente da un suo cliente e che di conseguenza farà quanto possibile per forzare l'Euro al ribasso.
30 secondi prima delle 4 pm in punto, il trader e le sue controparti sedute sui Fx Trading Floors – le quali verosimilmente hanno accumulato i sell orders sull'Euro provenienti dai loro clienti- scaricano un'ondata di vendite sull' Eur/Usd di dimensione tale da settare il benchmark rate al livello di 1 Eur= 1,3975 US. I traders chiudono la posizione riacquistando la valuta europea a 1,3975, con un profitto netto di 500.000$, ovvero 20 pips per 250 milioni sell Eur/Usd. Non male per pochi secondi di lavoro. Nel frattempo la multinazionale statunitense che ha inserito l'ordine iniziale ha sofferto una perdita ottenendo un prezzo minore per i suoi euro rispetto a quello che avrebbe spuntato in assenza di collusione. Immaginiamo che il fix (tasso) stabilito equamente e non artificialmente si attesti al livello di 1 Euro= 1,3990 USD. Poiché ogni singolo pip di movimento equivarrebbe a $ 100.000,00 per un ordine di quella dimensione (1 miliardo di Euro), quel movimento avverso -e frutto di collusione- di 15 pips sull'Euro (ovvero 1,3975 anziché 1,3990) è finito per costare alla società multinazionale ben 1,5 milioni di dollari.
Per quanto possa sembrare strano, la strategia di front running sopra descritta non è illegale nei mercati valutari. La ragione di questo permessivismo sono da ricercare nella circostanza che vede il Fx essere un mercato di così grandi dimensioni da essere considerato non manipolabile, per effetto dei tentativi di uno più traders orientati a muovere una o più valute nella direzione desiderata. Quello che non è andato giù alle autorità è la collusione con consequenziale manipolazione del prezzo.
Se i traders non avessero ricorso alla collusione, all'accordo segreto, avrebbero assunto qualche rischio nell'assumere la posizione iniziale corta di 250 milioni sull'euro, specificamente si sarebbero fatti carico della probabilità avversa che l'Euro avesse raggiunto un massimo nei 15 minuti precedenti il 4 pm fixing (come conseguenza ad esempio della diffusione di ottime notizie macro) o che si fosse stabilizzato -per quel target temporale- ad un livello complessivamente più alto causa ordini di acquisto più ampi di quello da un miliardo piazzato sulla sell side. Questi rischi, in un mercato manipolato, sono viceversa mitigati ad un livello ben più elevato grazie alla condivisione di notizie riservate tra traders prima del momento del fixing nonché tramite la pianificazione concordata di azioni volte a spingere i tassi nella direzione desiderata, impedendo alle normali e fisiologiche forze presenti sulla buy e sulla sell side la determinazione dei tassi. La coppia di valute i cui tassi sono stati maggiormente manipolati è proprio l'Eur/Usd e la gravità di questa condotta deve essere valutata in relazione al fatto che i tassi stabiliti alla fine di ogni mese hanno visto crescere la propria significatività in quanto essi formano la base per determinare i valori netti di fine mese di fondi ed altri assets finanziari. Ah, un'ultima cosa: sapete da quanto tempo la Bank of England era a conoscenza per lo meno di voci riguardanti le pratiche oggetto di questo post? Dal 2006.

In futuro, altri posts riguarderanno gli schemi operativi usati dalle singole banche. A presto