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lunedì 30 marzo 2015

BREVI CHIARIMENTI SU ALCUNI ASPETTI DEL TRADING AD ALTA FREQUENZA

Cari amici, in queste settimane mi avete posto delle domande vertenti su alcune caratteristiche del trading ad alta frequenza, alle quali proverò a rispondere. Riposte, le prime due, che valgono anche per il trading ordinario. 

Cosa vuol dire essere operatore price taker?
Il trader price taker è colui il quale è disposto a comprare o a vendere al miglior prezzo presente sul mercato in un dato momento. Ciò significa che, nel caso di operazione long, il trader sarà disposto ad acquistare solo al migliore prezzo (ask) offerto in lettera, vale a dire in corrispondenza del prezzo più basso al quale il o i venditori presenti sul mercato in quel momento sono disposti a vendere l'azione, il future, l'opzione e così via. Nel caso in cui la quantità presente sulla sell side del book non fosse in grado di soddisfare totalmente il corrispondente ordine di acquisto, questo verrà -per la quantità rimanente- soddisfatto automaticamente al miglior prezzo successivo (più alto), sino al suo completo soddisfacimento, in termini di size. Nell'ipotesi di operazione short, valgono considerazioni di segno -esattamente- contrario. Appare ovvio come in entrambi i casi, la tipologia di ordine usato per un' operazione di price taking sia il cosiddetto market order.


Cosa vuol dire essere operatore liquity provider?
Il trader liquidity provider è colui il quale non è disposto a comprare o a vendere al miglior prezzo presente sul mercato in un dato momento, ma intende piazzare il proprio ordine sul book, in attesa che qualche operatore price taker lo incroci, soddisfacendolo. Facciamo una premessa, ricordando una cosa: è vero che il primo livello ask coincide con il più basso prezzo a cui almeno un venditore è disposto a vendere, ma è anche vero che questo è sempre più alto di quello fatto segnare dal mercato in corrispondenza del primo livello bid, coincidente con il più alto prezzo a cui almeno un compratore è disposto a comprare almeno una singola unità di uno strumento finanziario. E' il famoso bid-ask spread. Fatta questa premessa, possiamo capire per quale ragione l'operatore liquidity provider, in un' operazione long, vada a piazzare il proprio ordine di acquisto non sul primo livello lettera (o ask che dir si voglia) bensì sul primo livello denaro (o su livelli inferiori, corrispondenti a prezzi ancora minori), in attesa (e nella speranza) che un venditore price taker piazzi su quello stesso livello di prezzo un ordine dalla size uguale o maggiore rispetto a quella contemplata nell'ordine inserito dal buyer liquidity provider. Il rischio maggiore, consiste nella possibilità che l'ordine di acquisto non sia mai eseguito: o per mancanza, in quel momento, di un venditore price taker o perché quelli presenti, andranno ad incrociarsi con (e dunque a soddisfare) gli ordini di buyer liquidity providers offerenti un prezzo più alto e quindi risultanti migliori per i venditori. Inserisco uno schizzo del book di negoziazione, al fine di rendere -almeno spero- più chiara la spiegazione. Ricordate: Il Denaro è il “Bid” mentre la Lettera è l' “Ask”.
www.segretibancari.com


In cosa consiste la selezione avversa di cui hai parlato nel post dedicato al pinging? (clicca qui)
La selezione avversa è la naturale conseguenza della combinazione tra la scelta strategica di un HFT di operare come market maker “a convenienza” (ne abbiamo parlato qui) e l'attuazione della pratica del pinging unitamente a quella della liquidity detection; questa combinazione ha come bersagli predestinati i traders tradizionali e quelli algoritmici meno evoluti. Come già detto negli altri post, l'HFT scandaglia il mercato -anche- alla ricerca di operatori tradizionali o algoritmici meno competitivi intenzionati a seguire microtrends di mercato. Che cosa signfica seguire i microtrends di mercato? Vuol dire che detti operatori -nel breve- prendono posizione in base a ciò che vedono sul book di negoziazione. Una volta rilevata la presenza di tale tipologia di traders, l'HFT inizia a dare una nuova e diversa rappresentazione della sua presenza sul mercato, modificando le sizes degli ordini inseriti sul book, ad esempio simulando una diminuzione delle quantità messe sul “denaro” (o bid).
Quando lo spessore della bid side diminuisce, generalmente, aumentano le possibilità di discesa del prezzo, ragion per cui il trader non ad alta frequenza è spinto a vendere. Infatti, in una fase di discesa dei prezzi, i compratori tendono a togliere i propri ordini di acquisto; togliendoli (quindi riducendo lo spessore) il “denaro” ha meno capacità di resistere -in equilibrio- a grossi ordini di vendita venendosi a creare una situazione in cui le probabilità di un ulteriore discesa del prezzo crescono esponenzialmente. Tramite le strategie viste (pinging tra tutte) il trader ad alta frequenza può simulare lo svuotamento della bid side, facendo credere al trader tradizionale che il mercato stia prendendo una piega ribassista; il malcapitato inizia a vendere e subito l'HFT si pone come controparte dei suoi ordini di vendita, acquistando ad un prezzo -ovviamente- più conveniente. Dopo aver finito la fase di accumulo, l' HFT inizia a simulare uno svuotamento dell' ask side ed un riempimento della bid side (denaro), al fine di rappresentare un mutamento del microtrend precedente, da ribassista a rialzista. Il trader tradizionale che in virtù della prima rappresentazione si era posizionato short, ora vede andare il mercato long e se qualcun altro -anche solo per caso- ha svuotato l'ask per riempire la bid side, il malcapitato non potrà che scontare una perdita. In altri termini , l'HTF sta inducendo il trader tradizionale (o la sua piattaforma di trading) ad inviare ordini a mercato, espressione dell'attivazione dello stop loss (in questo caso ordini di acquisto, visto che la posizione originariamente presa dal trader non ad alta frequenza era short). Attivandosi, lo stop loss invia ordini di acquisto, che saranno soddisfatti proprio dall' HFT, il quale chiuderà in profitto a differenza del trader tradizionale. Ricapitolando:
  1. l'HFT “spinge” il trader tradizionale ad andare short (la posizione corta è qui usata a puro scopo esemplificativo) simulando lo svuotamento della bid side;
  2. il trader tradizionale vende mentre l'HFT si pone come sua controparte acquistando ad un prezzo più conveniente (accumula);
  3. l'HFT, a questo punto, svuota l'ask side e riempie la bid, segnalando un inversione del trend da ribassista a rialzista;
  4. qualche altro trader -anche per puro caso- segue il nuovo microtrend, innescando un aumento dei prezzi;
  5. il trader che era andato short, vede il mercato andare long: è quindi in perdita;
  6. si attiva lo stop loss che rilascia ordini di acquisto volti a chiudere proprio la sua posizione short;
  7. gli ordini di acquisto rilasciati una volta innescato lo stop loss, saranno soddisfatti proprio dall' HFT che venderà allo stesso malcapitato, ad un prezzo più alto, i titoli acquisitati proprio da lui – ad un prezzo più basso- durante la fase di accumulazione -di cui al punto 2.