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lunedì 9 marzo 2015

TRADING AD ALTA FREQUENZA. IL QUOTE STUFFING PT.1

Tecnicamente simile alla pratica del pinging – seppur da essa divergente in termini di finalità- è la pratica nota col nome di quote stuffing, consistente nella rapidissima (parliamo di millesimi di secondo) immissione e successiva cancellazione di grossi quantitativi di ordini concernenti uno o più titoli, in grado di generare il fenomeno della Ghost Liquidity (Liquidità Fantasma) e non solo. Infatti, come abbiamo già visto nei posts precedenti, la caratteristica di base degli HFTs è la low latency ovvero l'elevatissima velocità di risposta agli input di mercato, quindi di generazione di un dato output; nel momento in cui migliaia o decine di migliaia di ordini vengono inseriti e cancellati continuamente, cosa succede -a livello microstrutturale- alle trading venues ed agli altri operatori? Succede che, la mole di dati riversata nelle CPU, nelle Ram, nelle fibre ottiche serventi i sistemi di negoziazione degli altri traders da parte dell' HFT che intraprende l'attività di quote stuffing, causa loro un rallentamento -quindi la perdita di quel vantaggio temporale proprio di ogni HFT- nelle procedure di analisi delle informazioni presenti negli ordini inseriti e cancellati, generando nuove opportunità di arbitraggi di latenza sfruttabili -esclusivamente- dal trader ad alta frequenza che per primo ha iniziato ad inondare il mercato di ordini. Perché accade tutto ciò? Perché, mentre l'HFT che immette per primo le migliaia di ordini non deve elaborare alcunché a livello algoritmico, tutti gli altri operatori che “vanno a vedere” i dati in essi incorporati (ignorando ex ante che le proposte di negoziazione saranno cancellate subito dopo ad opera dello stesso trader immettente) subiscono un rallentamento di tipo computazionale, consequenziale ai volumi da processare in un lasso di tempo utile molto breve; rallentando i processi di elaborazione e decisione, l'HFT – che deve processare gli ordini immessi da un suo omologo- perde la possibilità di operare a bassa latenza, divenendo esso stesso vittima delle opportunità di arbitraggio temporale che solo l'utilizzatore originario (altro HFT) di questa strategia operativa potrà sfruttare a proprio esclusivo vantaggio. Ricapitolando: tanto il quote stuffing quanto il pinging condividono come caratteristica operativa di base l'immissione e la cancellazione di ordini; il primo di migliaia, il secondo di pacchetti standard di 100 o 500. In ambedue le strategie gli ordini immessi possono essere definiti “non bona fide”: perché? Perché l'HFT è già consapevole -nel momento in cui li inserisce- del fatto che li cancellerà qualche millisecondo dopo: nel caso del quote stuffing, al fine di innescare un movimento direzionale dei prezzi in linea con i propri interessi; nel caso del pinging, al fine di estrapolare le informazioni nascoste (che sfrutterà a cura dei propri interessi) circa il prezzo limite (in acquisto o in vendita) settato nell'algoritmo di un investitore istituzionale, potendo causare con tale condotta -seppur a livello di effetto collaterale e non diretto- un' alterazione dei prezzi della security trattata. E coma fa l'HFT a sfruttare, tramite il pinging, le informazioni nascoste? Lo abbiamo già visto qui, ma lo sintetizzo di seguito. Molti HFTs operano come AMN (Automated Market Maker) in grado di offrire liquidità ai mercati; talvolta, però, cedono alla tentazione prendere posizione contro gli investitori ai quali dovrebbero facilitare le attività di negoziazione. Immaginiamo che vi sia un investitore istituzionale, quindi algoritmico, che nel programmare il proprio software abbia inserito un elemento di discrezionalità, in base al quale – in presenza di determinate condizioni di mercato- sia ad esso consentito pagare sino a €10,03 per ogni azione di una data società; tuttavia, nessuno conosce questa condizionalità essendo gli algoritmi segreti. A questo punto, prima l'HFT (AMN) individua la presenza di un algorithmic trader (l'operatore istituzionale); poi inizia le manovre volte ad estrapolare le informazioni “nascoste”. In che modo? In principio offrirà in vendita 100 azioni al prezzo di € 10,05; nulla accadrà e l'offerta verrà cancellata immediatamente. L'offerta scenderà dunque a € 10,04; nulla accadrà e verrà cancellata. L'HFT inserirà dunque un'offerta di vendita a €10,03; non appena l'algoritmo dell'operatore istituzionale ne rileverà la presenza, le acquisterà. A questo punto, l'HFT (AMN), con la velocità di cui solo lui dispone, offrirà un centesimo in più rispetto al prezzo dell'originario bid order del trader algoritmico -istituzionale, che immaginiamo essere pari a € 10,00. 


Questo cosa significa? Significa che, l'HFT acquisterà -alla velocità della luce- tutte le azioni in vendita al prezzo di € 10,01 -prima che riesca a farlo il trader istituzionale algoritmico molto più lento- al quale saranno rivendute subito dopo al prezzo che esso stesso ha posto nel suo algoritmo come limite nelle operazioni di acquisto di quel titolo a quelle condizioni di mercato, pari ad €10,03. Un'altra caratteristica condivisa dalle strategie di quote stuffing e pinging è l'utilizzo dei Limit Orders: anche in questo caso, gli aspetti tecnici sono pressoché identici poiché la ratio sottostante è quella di mandarli ineseguiti -inserendo limiti più o meno distanti dai livelli di prezzo fatti segnare dal mercato in quel momento- al fine della successiva cancellazione. Diversa risulta, invece, proprio la finalità della cancellazione: nel quote stuffing è -unitamente al previo inserimento- strumentale all'ingolfamento dei book di negoziazione, causa di un rallentamento della velocità infrastrutturale di negoziazione, all'origine di nuove opportunità di arbitraggi di latenza e di una manipolazione dei prezzi nella direzione voluta dal quoter stuffing; nel pinging, l'inserimento di un limit anziché di un altro, è funzionale alla scoperta di quello -segreto- settato nell'algoritmo dell'investitore istituzionale (operatore balena), la cui rilevazione innesca il front running dell' HFT. Relativamente al problema della Ghost Liquidity, il quote stuffing -non diversamente dal pinging- contribuisce a creare, nell'arco temporale in cui tali condotte nascono e si esauriscono, un'immagine -vale a dire un' idea di profondità e spessore, quindi di liquidità di un dato strumento finanziario- dei books di negoziazione molto distante dalla realtà. Per quale ragione? Perché, l'estrema velocità di cui gli HFTs dispongono nell'entrare e nell'uscire dal mercato, quindi l'estrema velocità con cui riescono ad inserire ed a cancellare una proposta di negoziazione sul book di negoziazione, ha reso gli ordini (di acquisto/vendita) molto mobili: cosa si intende con ordini molto mobili? Si intende la presenza di proposte di acquisto/vendita, le quali un millisecondo prima sono presenti sul book (e viste dal mercato tutto) ed un millisecondo dopo spariscono e sparendo (in quanto cancellate) portano via con sé al verificarsi di alcuni eventi (diffusione di notizie macro molto importanti, improvvisi eventi geopolitici, forti flussi short/long) la liquidità che rappresentavano. Minore è la liquidità, minore é la qualità informativa dei mercati e maggiore la probabilità che gli operatori non HFTS, non preventivando (in quel preciso momento) l'improvvisa scomparsa di quelle proposte di negoziazione (quindi di quella liquidità), saranno costretti ad accettare prezzi peggiori. In altri termini: quando le condizioni di stress sul mercato aumentano, gli HFTs tendono a non fornire più liquidità (cancellando i propri ordini sull'una o sull'altra side del book) in quanto prendono posizione conforme alla direzione del movimento del prezzo generata dall' event contingente, potendosi dunque rilevare una minore stabilità nonché una minore permanenza delle loro proposte sul book. Nel caso in cui, gli operatori non HFTs (normalmente price takers), prevedessero invece -in un dato momento- che la liquidità apportata da quelli ad alta frequenza potrebbe scomparire all'improvviso, gli stessi price takers rimarrebbero comunque penalizzati dalla situazione d'incertezza. Cosa intendo dire? Intendo dire che, gli operatori non HFTs ipoteticamente versanti in una condizione di perdita a causa di un temporaneo mutamento delle condizioni di mercato, tendono a preferire -nell'ottica della chiusura delle loro posizioni- un market order (che garantisce un'esecuzione immediata) ad un limit order (avente in questo caso funzioni identiche ad uno stop loss) che offrirebbe -verosimilmente- sì un prezzo migliore, ma non la certezza dell'esecuzione. E perché non garantirebbe l'esecuzione? A causa delle condizioni di fast market connotate dall'estrema velocità con cui la liquidità HFTs related abbandona il mercato, quindi dall'incremento di probabilità che alcuni livelli di prezzi “non vengano quotati” e che -in definitiva- alcuni limit orders (aventi funzioni di stop loss) non vengano eseguiti: detto diversamente, in condizioni di fast market si potrebbe optare anche per un limit order previa assunzione del rischio di slippage. 

«Su un libro ho letto questo dato: venti anni fa il periodo medio di possesso di un'azione era di 4 anni . Oggi siamo intorno ai 22 secondi»