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lunedì 20 aprile 2015

TRADING ALGORITMICO ED ELETTRONICO PT.1

Di trading elettronico abbiamo già parlato in alcuni dei posts precedenti e -se interessati- vi basta scorrere l'archivio per poter leggere qualcosa in merito. Di seguito vorrei aggiungere alcune date simbolo del progresso tecnologico vissuto nell'ambito delle negoziazioni finanziarie.
  • 1969Istinet lancia le “Institutional Networksvolte a facilitare il block trading (clicca qui).
  • 1971 Il Nasdaq lancia il listino elettronico, consentendo transazioni OTC sulle azioni.
  • 1972Cantor (uno dei 22 primary dealers autorizzato a negoziare titoli sovrani americani con la FED di NY) crea il primo mercato elettronico per i titoli del Governo USA.
  • 1976 – Nasce il NYSE's Designated Order Turnaround (DOT) system routes small orders. Ne abbiamo già parlato qui e qui
  • 1978 - Lo U.S. Intermarket Trading System (ITS) inizia a fornire un collegamento elettronico tra il NYSE e gli altri mercati azionari USA.
  • 1980Istinet introduce il PSE Scorex, che consente -per la prima volta nella storia dei mercati- di utilizzare il Direct Market Access (clicca qui) sui mercati USA.
  • 1981 Reuters sviluppa un sistema di negoziazione elettronica su monitor in ambito Forex.
  • 1982 - Tokyo Stock Exchange introduce il proprio Computer Assisted Order Routing & Execution System (CORES).
  • 1986Il London Stock Exchange, divenuto privato nell'ambito del processo di deregolamentazione noto come “The Big Bang”, inizia la transizione verso un sistema di negoziazione con visualizzazione su schermi, seguito da Paris Bourse che adottò un proprio sistema di trading elettronico.
  • 1987 - ITG POSIT offre il primo sistema programmato per il block crossing trading (clicca qui).
  • 1988 - MTS (Mercato Telematico dei Titoli di Stato) crea una piattaforma elettronica servente il mercato secondario dei titoli di stato italiani.
  • 1992CME lancia la prima versione di GLOBEX, piattaforma elettronica per il mercato dei Futures.
  • 1993EBS (Electronic Broker System) inizia ad insidiare il monopolio della Reuters sul versante del Forex e si propone come una delle più grandi piattaforme di trading wholesale sul mercato valutario.
  • 1997 – Negli USA nascono le prime Electronic Communication Networks (clicca qui), come Arca, Brut, Island e Bloomberg Tradebook.
  • 1998Eurex offre il primo mercato totalmente elettronico per i Futures.
  • 1999 EuroMTS si propone come mercato elettronico dei titoli di stato Europei.
  • 2000 ICAP lancia la BrokerTec bond trading platform.
  • 2001 – Nasce la Dark Pool Liquidnet.
  • 2006 – Il Nyse muove il mercato azionario verso l'Hybrid System (qui le evoluzioni successive).
  • 2007 – Entrano in vigore la U.S. Regulation NMS e la MIFID (clicca qui, qui e qui).
  • 2008 ad oggi – Qui trovate le principali evoluzioni.

Relativamente al trading algoritmico (T.A.), per adesso, mi limiterò ad introdurre alcuni punti che analizzeremo in maniera più approfondita, singolarmente, in futuro. Il trading algoritmico non è altro che un insieme di passi richiesti per eseguire un dato trade in una data maniera. Poiché le condizioni di mercato cambiano in archi temporali inquadrabili in grandezze misurabili in millisecondi, all'algoritmo è -normalmente- richiesto un adattamento costante alle stesse; per potersi adattare, l'insieme delle istruzioni che lo compongono non può che essere complesso. All'interno di questa complessità, elementi di semplicità possono comunque essere isolati: si pensi ad alcune indicazioni informatiche inerenti la gestione degli ordini. Ipotizziamo che la Trading Firm “Star” intenda comprare 100.000 azioni della società Alfa. L'algoritmo, potrebbe essere istruito a mandare a mercato un unico ordine avente una size pari a quella di cui sopra; scelta poco probabile in quanto, un trade di siffatte dimensioni, impatterebbe il prezzo facendolo muovere in direzione avversa. Viceversa, l'algo potrebbe essere istruito a dividere l'ordine maggiore in tanti minori, incorporanti informazioni differenti in termini di istruzioni da impartire alla piattaforma di negoziazione, spesso basate sulla combinazione di dati ricavati da serie storiche ed in real time. Il sistema informatico poi, in maniera del tutto autonoma, monitorerà l'effettivo frazionamento, il piazzamento, le condizioni esecutive a fronte delle quale procedere ad una modifica o cancellazione degli stessi. Facciamo un esempio semplice semplice: immaginiamo che un buyer intenda acquistare un grosso quantitativo di azioni ritenendo, sulla base di precedenti analisi (che qui omettiamo ma che approfondiremo in futuro), che sia meglio non eseguire un market order per l'intera size quanto piuttosto mediare sul prezzo, eseguendo gli ordini frazionali su scadenze temporali (nel corso delle quali si verificano variazioni di prezzo previste) preimpostate. Un ordine di 20 mila azioni, spalmato su 5 ore, porterà all'esecuzione di ordini di acquisto aventi size pari a 2 mila ogni 30 minuti. Ho fatto un esempio basilare, al solo fine di introdurre brevemente l'argomento: in futuro, analizzeremo gruppi di istruzioni più complesse. Esistono, infatti, centinaia di differenti algoritmi: alcuni, rigidamente ancorati ai criteri quantitativi prefissati, altri dinamici ed in grado di adattarsi ai cambiamenti di mercato registrati su vari timeframes: la scelta dell'uno o dell'altro varia al variare degli obiettivi perseguiti. Ad ogni modo, 2 risultano essere i parametri costantemente presenti in ogni algoritmo:
  • prezzi;
  • volume o liquidità.
A livello teorico, gli algos possono essere classificati in ragione di alcune direttrici operative:
  • Schedule
  • Predertermined Benchmark
  • Dynamic Benchmark
  • Liquidity
La Schedule, può dar luogo ad algos settati su Tempo (Time Weighted Average Price -TWAP) e Volume (Volume Weighted Average Price – VWAP).
Il Predertmined Bernchmark, può dar luogo ad algos settati su Volume (Percentage Of Volume -POV) e Prezzo (Implementation Shortfall -IS).
Il Dynamic Benchmark, può dar luogo ad algos settati sul Prezzo, nella doppia versione “Price Inline” e “Market On Close -MOC”.
La Liquidity, invece, orienta i Liquidity-based algorithms ed i  SORs (clicca qui).
Prossimamente tenteremo di capirne il funzionamento.

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