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sabato 30 maggio 2015

ARCHITETTURA DEL MERCATO PT.6 LA SCOPERTA DEL PREZZO/TRADE EXECUTION NEL TRADING BILATERALE

"Sto percorso strippano i cavalli quando stringi il morso.
Aspetti la notte perché vedi meglio, più chiaro, più imparo.
Barman metti più amaro, più amaro."

Scoperta del prezzo è sinonimo di trade execution e si verifica nel momento in cui domanda ed offerta si incrociano. Tre sono i meccanismi principali di price discovering:
  1. Trading Bilaterale;
  2. Asta Continua;
  3. Asta a Chiamata.
In questo post, ci occuperemo del primo, prevalentemente in uso nei mercati quote-driven, nel trading condotto su base negoziale ed in alcuni mercati ibridi, essendo, come suggerito dal nome, espressione di un meccanismo negoziale “uno-a-uno”.

Abbiamo già visto negli altri post che, un market maker “pubblica” due quotazioni, rappresentanti i prezzi e le quantità di strumenti finanziari che si dichiara disponibile a negoziare. Più precisamente:
  • il bid price, è il prezzo al quale si dichiara disponibile a comprare un dato asset;
  • l'ask price, è il prezzo al quale si dichiara disponibile a vendere un dato asset.
Sull'altra side del mercato, troviamo i vari traders intenzionati a comprare o vendere; la price discovery si verificherà solo se l'operatore accetterà di concludere il trade ai prezzi “esposti” dal market maker. In altri termini, il cliente del market-maker può:
  • to hit the bid (quindi vendere);
  • to take the offer (quindi comprare)
  • rinegoziare il prezzo;
  • non concludere il trade.
La natura uno-a-uno, tipica del trading bilaterale, fa sì che ciascuna parte conosca l'altra. Questo significa che:
  • ciascun market maker può praticare un prezzo differente, a seconda del cliente trattato;
  • ciascun market maker può valutare meglio il rischio di selezione avversa, incorporandolo di conseguenza nei prezzi esposti;
  • ciascun cliente può, a sua volta, valutare meglio il rischio di selezione avversa, non dovendo dichiarare immediatamente il suo essere venditore o compratore, circostanza questa che, in presenza di sizes elevate potrebbe inficiare la bontà della procedura di pricing decisa dal market maker, danneggiandolo.
I sistemi multi-dealers hanno caratteristiche che non si discostano molto da quelli del trading bilaterale uno-a-uno, pur potendo offrire una visione simile ad un order book, specie se le quotazioni proposte dai vari market makers dovessero essere ordinate in base al criterio del miglior prezzo.
Provo ad essere più chiaro, realizzando -a mezzo Excel- una semplice rappresentazione di un sistema multi-dealers.

Questo tipo di visualizzazione consente immediatamente ai traders di capire, quale market maker offra il prezzo migliore per vendere e quale offra quello migliore per acquistare, senza necessità di contattarli singolarmente.
Nei mercati in cui i dealers sono obbligati a proporre quotazioni vincolanti -fatta salva la possibilità del loro rapido aggiornamento- come ad esempio il NASDAQ, i traders possono prontamente “to hit the bid” o “to take the offer”. Alcuni mercati ibridi, ammettono anche delle tipologie di ordini speciali, tramite i quali i clienti possono decidere a quale dealer (o market maker che dir si voglia) intendano inoltrare l'ordine di acquisto o di vendita. Ad esempio, in passato, il NASDAQ ammetteva i noti “ directed non-liability orders- instradabili verso uno specifico market maker. Questo, a sua volta, poteva scegliere se:
  • accettarli o meno;
  • accertarli in parte;
  • rinegoziare le condizioni;
il tutto, entro un limite di tempo prestabilito, pari a 5 secondi.
In alcuni sistemi multi dealers, le quotazioni hanno un valore meramente indicativo, spingendo i traders a contattarli -telematicamente- al fine di chiedere loro una quotazione (Request for Quote-RFQ). Così facendo, il cliente comunicherà al Dealer il proprio interesse per un dato asset. La RFQ, normalmente supporta una one-way quote (o bid o ask), con la conseguenza che il trader richiedente deve rivelare, cioè comunicare al dealer, se intende acquistare o vendere. Ricapitolando:
  1. Il cliente vede la quotazione -meramente indicativa- del dealer e lo contatta nell'ambito di una RFQ inoltrata alla piattaforma di negoziazione e da questa al dealer.
  2. Il dealer risponde alla RFQ con una nuova proposta (in genere leggermente migliore di quella indicativa) vincolante.
  3. Il cliente decide se “to hit/to take”, inviare una nuova RFQ, abbandonare la negoziazione.
La Request For Stream (RFS), è un'altra alternativa, tramite la quale il trader può chiedere al dealer non una singola quotazione, ma un flusso di quotazioni. Una volta pubblicata, il trader può decidere se negoziare o attendere quella successiva, nella speranza di ottenere un miglioramento del prezzo; si tratta, con tutta evidenza, di un approccio molto più dinamico rispetto a quello basato su di un sistema negoziale RFQ.
I modelli RFQ ed RFS sono particolarmente usati nei mercati Fixed Income (prevalentemente RFQ) e Forex (RFQ ed RFS).
Provo ad essere più chiaro, realizzando -a mezzo Excel- una semplice rappresentazione di RFS.

Come si può comprendere -almeno spero- dall'immagine, il cliente chiede al Dealer uno “stream” di quotazioni, da questo proposte -in tal caso- ogni minuto (in nero quella migliore per il trader). Il cliente per ciascuna di esse, puo decidere se hit/take/quit.