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mercoledì 6 maggio 2015

DIRECT MARKET ACCESS COME EVOLUZIONE DEL SOES

Abbiamo già parlato in altri posts (clicca qui) di DMA (Direct Market Access), spiegando cosa sia ed a cosa serva; in questo, vorrei invece focalizzare l'attenzione sul filo che lo lega al SOES. Voi potreste dire: perché tutta questa importanza al DMA nella sua dimensione storica? Perché dalle evoluzioni tecnologiche degli anni '80-'90, ha avuto origine la grande rivoluzione dei mercati, prima negli USA e poi nel resto del mondo, condizionante le modalità con cui tutti i traders (istituzionali o meno) eseguono tuttora i propri ordini, spesso originati da trading systems molto complessi, come nel caso degli algoritmici. DMA significa, in poche parole, possibilità per la buy side (traders retail, fondi, proprietary trading desks) di piazzare gli ordini direttamente sui mercati di tutto il mondo; il termine originariamente in uso per indicare questo grande cambiamento era DAT (Direct Access Trading), spesso considerato sinonimo di DMA. A livello meramente gergale, col tempo, il DMA ha cominciato a rappresentare qualcosa in più del semplice DAT, per effetto di un maggior livello di complessità aggiunto al primo dalla comparsa del crossing (clicca qui) e dai vari metodi di esecuzione di natura algoritmica.

Il trading elettronico “nasce” in data 8 Febbraio 1971, quando il primo mercato tecnologico al mondo, il NASDAQ, negoziò i suoi primi ordini, limitati alle sole azioni e non anche ai futures o ad altri derivati. Nei primi anni '80 (nel momento in cui compare Istinet antenato del moderno DMA), ovviamente, tutte le transazioni avvenivano ancora per mezzo del fattore umano, rappresentato dagli intermediari conosciuti col nome di Market Makers o Dealers sul Floor del Nasdaq e con quello di Specialists sul Floor del NYSE. Proprio in quel momento storico, uno dei più grandi tecno innovatori dei mercati, Joshua Levin (detto anche THE MATCHMAKER), creò il JoshDOT, un programma con cui le trading firms potevano inserire i propri ordini direttamente nel NYSE's Designated Order Tournaround System (clicca qui) il quale, elettronicamente, li dirottava agli specialisti presenti sul Trading Floor. Nel 1983, il NASDAQ, al fine di competere col DOT, creò un sistema di esecuzione computer-assisted, reso disponibile ai broker-dealers e migliorato -a partire dal 1984- con la creazione dello Small Order Execution System (SOES), entrato in funzione nel 1985. Il SOES è -in un certo senso- strettamente legato al Black Monday dell' 19 Ottobre 1987; il peggior collasso in termini percentuali, rilevato in un singolo giorno di contrattazioni, in tutta la storia dei mercati finanziari americani. Come forse saprete – anche in virtù della corposa filmografia esistente sul punto- molte brokerage firms, nelle ore frenetiche di quella giornata, cercarono ripetutamente di mettersi in contatto con i Dealers presenti sul Trading Floor del NASDAQ, al fine di poter allegerire, quanto più possibile, le proprie posizioni. Tuttavia, questi semplicemente non risposero, mentre a fine giornata il Dow Jones Industrial Average chiudeva con un -23%. Sul NASDAQ, la totalità dei Market Makers negoziava o a mezzo telefono oppure utilizzando un sistema informatico primordiale denominato SelectNet, il quale si limitava a consentire la visualizzazione delle bid/ask sides dei vari titoli, permettendo ai traders di inserire gli ordini attraverso una semplice finestra visualizzata sui loro terminali, quasi fosse un sistema di messaggistica istantanea ante litteram. Tra le features di SelectNet non era contemplata l'esecuzione materiale dei trades: per quale motivo? Perché si limitava a trasmettere le informazioni inerenti il denaro e la lettera ai Market Makers in carne ed ossa, deputati alla loro esecuzione manuale. La condotta tenuta dai Dealers, i quali ignorarono i trilli dei propri telefoni echeggianti le richieste di intervento provenienti dalle vari brokerage firms, rimbalzò sui media scatenando uno tsunami di polemiche anche perché, mentre i pesci piccoli furono prosciugati dei loro risparmi gli insiders portarono in salvo le loro terga. A fronte di questo gran casino, il NASDAQ rese il SOES obbligatorio. A tutti i Market Makers venne imposto di acquistare o vendere, automaticamente, alle loro quotazioni correnti, fino a 1.000 azioni dei titoli più liquidi negoziati sul NASDAQ. Qual era la ratio sottostante all'obbligatorietà introdotta il 30 Giugno 1988? La ratio era quella di far sì che non potessa mai più riaccadere che i Market Makers ignorassero l'ordine di eseguire un trade avente una size non superiore a 1.000 azioni (tipica dei piccoli risparmiatori), in favore di uno migliore proveniente da qualche istituzionale; per assicurarsi che i Market Makers non replicassero quanto fatto nel corso del Black Monday, detta feature fu resta statica e l'esecuzione istantanea. Negli anni '90 giunse la consacrazione del DMA, frutto di un processo di innovazione tecnologica capeggiato da hedge funds ed arbitraggisti statistici e commercializzato da software houses e piccole boutique di brokerage. Col nuovo millennio, scese in campo l'alta finanza che -relativamente alla diffusione del DMA- vide protagonisti: Goldman Sachs, la quale acquistò REDIPlus; Bank of America Securities che acquistò Direct Access Financial Corp; Bank of New York che acquistò Sonic Trading Management; Citigroup che rilevò Lava Trading. Il DMA era divenuto punto fermo nel trading istituzionale. E' importante ricordare che, tramite DMA, l'accesso elettronico ai mercati di cui il broker dispone è esteso ai proprio clienti, aventi il controllo esclusivo (esclusivo si badi bene) del proprio ordine (cosiddetta modalità ZERO TOUCH – clicca qui ). Questo modello richiede che i traders clienti dei broker offerente il servizio di DMA, dispongano di un Order Management System (OMS) o Execution Management System (EMS), ad esso collegato. Alcuni brokers, offrono anche l'erogazione di servizi di compensazione e liquidazione delle operazioni. Poiché sui supporti fisici (e grazie al funzionamento di quelli logici) posti a fondamento del DMA transitano gli ordini -potenzialmente rivelatori delle strategie di trading di ciascuna società di investimento-, ivi potrebbe verificarsi una perdita di informazioni sfruttabili dai propriteary desks delle altre società servite dal medesimo broker, ragion per cui ciascun DMA riconducibile al singolo cliente, viene gestito come entità operativa a sé stante.


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