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venerdì 8 maggio 2015

SPONSORED ACCESS-CROSSING-DIRECT LIQUIDITY ACCESS.

Abbiamo già parlato qui di Sponsored Access (SA), quindi spenderò solo due parole. Lo SA, non è altro che il modello di DMA servente gli HFTs; in particolare, consente loro di accedere ai mercati utilizzando il codice di identificazione del broker offerente il servizio, senza tuttavia sfruttarne l'infrastruttura logica/fisica, poiché continuano a far uso di quelle di loro proprietà (linee in fibra ottica, laser, microonde, algoritmi proprietari -clicca qui ). Le società di gestione dei mercati, nella maggior parte dei casi, impongono ai brokers una serie di paletti nella fornitura del servizio di SA. Generalmente, viene fatto il seguente tipo di discorso: caro broker, vuoi tu offrire ai tuoi clienti HFTs il servizio di SA sulla mia piattaforma di negoziazione? Se sì, devi garantirmi che eseguirai i controlli pre-trade svolti tramite monitoraggio dell' attività trading e finalizzati a contenere il livello di rischio -inteso quale stabilità del mercato- implicito nelle posizioni da essi assunte, attraverso tue strutture dedicate allo scopo oppure facendo ricorso a quelle di terze parti. Ove il mercato non dovesse richiedere controlli pre-trade (caso poco probabile) ci troveremmo dinanzi ad un tipo di SA, noto come Naked Access, attualmente vietato -sulla carta- sia in UE che negli USA.
Un breve commento vorrei dedicarlo al crossing, del quale ho già parlato qui. Abbiamo imparato che quando la size dell'ordine è elevata, il rischio primario è quello derivante dall'impatto sul prezzo, ovvero di un suo movimento avverso. In passato, questo operazioni erano gestite dai brokers off the trading floor, sul cosiddetto “mercato del piano di sopra -upstairs market” (le rooms dedicate a tali questioni erano infatti poste nei piani di livello superiore rispetto ai luoghi ove avvenivano le contrattazioni). Il block trading, ovvero quello relativo a sizes considerevoli, se condotto da broker può assumere sia la forma pricipal che dell'agency (qui descritte); se non condotto da broker, viceversa, ha luogo:
  • sui crossing systems, garantenti l'incrocio degli ordini di segno opposto solo in predeterminati momenti della giornata, in maniera del tutto anonima;
  • sugli ATS (Alterative Trading Systems -Dark Pool di cui abbiamo parlato qui) garantenti un sistema di incrocio elettronico continuo.

Per quale motivo un trader intenzionato a negoziare grossi volumi dovrebbe scegliere una delle due vie alternative al mercato sopracitate, tagliando fuori il broker e negoziando direttamente con le controparti (ovvero altri operatori) ivi presenti? Lo abbiamo già visto in tutti questi posts (clicca qui): perché garantiscono in linea teorica l'anonimato ovvero una certa riservatezza -rispetto al resto del più ampio mercato- sui dettagli dell'ordine, da valutare nel trade off tra rischio di mancata esecuzione e beneficio della neutralizzazione del rischio -rappresentante un costo potenziale- dell' avverso movimento del prezzo. La probabilità di ottenere l'esecuzione in una dark pool è naturalmente minore rispetto a quella garantita dai mercati lit, ragion per cui un certo monitoraggio dell'operazione è -in genere- richiesto. Per soddisfare detta esigenza, l'algo trading è usato in combinazione al DMA.
Immaginiamo di voler comprare un milione di azioni della società Alfa: potremmo inserire l'intero ordine su di un crossing system, istruendo l'algo nel modo seguente:
se trascorso un tempo “t” dal momento dell'inserimento dell'ordine sul crossing system lo stesso non è stato ancora eseguito, allora riduci la size di una quantità “q” da negoziare separatamente sul mercato lit “ml”.
Questa semplice istruzione, consentirà di sfruttare il miglior prezzo presente sui mercati dark, neutralizzando progressivamente il rischio di ineseguito (ne avevamo già parlato qui).
Una breve precisazione sugli algoritmi di esecuzione degli ordini (ovviamente diversi dagli algos che producono le scelte di investimento) credo sia necessaria. L'insieme di queste istruzioni può essere “costrutito” in-house, ovvero direttamente dall'investitore oppure offerto in accesso dal broker fornente al contempo il servizio di DMA. In quest'ultima ipotesi, la combinazione del servizio di DMA con quello di accesso agli algoritmi (i quali decidono -sulla base delle istruzioni del soggetto che intende acquistare/vendere un qualsiasi tipo di asset- dove, come, quando, quanto acquistarlo o venderlo) permette di parlare di Direct Access Trading.
Tutti i moderni brokers garantiscono tanto la possibilità di accedere ai mercati lit quanto alle crossing networks o ATS, ragion per cui si suole parlare di Direct Liquidity Access, spesso incorporante features inerenti la liquidity aggregation, il cui successo dipende dalla bontà del settaggio del SOR (clicca qui), volto a ricercare livelli di liquidità sufficienti a prezzi ritenuti convenienti. Poiché gli Order Management System (OMS) o Execution Management System (EMS), presupposti imprescindibili nel funzionamento del DMA, sono gestiti da algoritmi, resi accessibili ai clienti al fine di gestire i propri ordini, spesso si usa anche l'acronimo DSA ( anche di Direct Strategy Access ) come sinonimo di DMA.