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martedì 9 giugno 2015

ARCHITETTURA DEL MERCATO PT.10 L'IMPORTANZA DEI COSTI NEL TRADING

Partiamo da un punto fermo: quando si opera sui mercati, quindi, ogniqualvolta si acquisti/venda un qualsiasi strumento finanziario, si sostengono dei “costi di transazione”, rappresentanti un fattore avente un' incidenza potenzialmente molto elevata su profitti ed efficienza di mercato. Infatti, a fronte di maggior costi, gli investitori sono chiamati a ricercare maggior profitti; la ricerca di maggior rendimenti riduce il novero dei titoli appetibili (ad esempio vengono scremati tutti quelli low yield); a parità di altre condizioni, un maggior livello di costi, induce l'investitore a mantenere le posizioni assunte per un maggior periodo di tempo, contribuendo alla compressione dei volumi ed alla contrazione della liquidità complessiva.
Per poter minimizzare i costi, risultano indispensabili:
  • un'attenta e costante misurazione;
  • un'attenta e costante analisi qualitativa.
Misurazione ed analisi aiutano a comprendere come e perché essi facciano comparsa sul cammino del trader verso il profitto (o meglio verso il profitto netto), ragion per cui non si può prescindere da una preventiva quantificazione complessiva né da una successiva (post- trade) valutazione, di ausilio alla comparazione sia tra stili operativi, sia tra singoli traders/brokers.

A livello teorico, le componenti dei costi, sono state scomposte a livello accademico anche in:
  • Market Impact
  • Timing Risk.
Gli strumenti normalmente utilizzati per la loro misurazione (dei costi intendo), sono normalmente due:
  • Spreads
  • Benchmark Prices
Diverse sono le tipologie di Spreads utilizzabili:
  1. Quoted Spread
  2. Effective Spread
  3. Realized Spread
Il Quoted Spread (già oggetto di precedenti posts) misura la “qualità del mercato” e coincide con il normale Bid/Ask Spread.
L'Effective Spread, misura i “costi di esecuzione” ed è pari alla differenza tra il Prezzo al quale il trade è stato eseguito ed il midpoint fra Bid ed Ask prices, fatto segnare nel momento in cui l'ordine viene ricevuto. Detto altrimenti, misura il costo sostenuto eseguendo il trade sul mercato.
Il Realized Spread, misura i “profitti dell'intermediario (market makers, dealers, brokers) di negoziazione ” ed è pari alla differenza tra il Prezzo al quale il trade è stato eseguito ed il midpoint fatto segnare 5 minuti più tardi (rispetto all'esecuzione). Ricordiamoci che nel comparare i numeri 2 e 3 con l'1, i valori vanno raddoppiati essendo calcolati al midpoint (clicca qui) e non per intero.
I Benchmark Prices trovano -generalmente- un duplice impiego:
  • sono utilizzati per valutare la performance dei trades;
  • sono utilizzati per misurare i costi di transazione.
Tre sono le principali tipologie di Benchmark Prices:
  1. Post-Trade;
  2. Intraday;
  3. Pre-Trade.
Nei Post -Trade, rientrano quelli:
  • Close;
  • Future Close.
Negli Intraday, possono essere inclusi quelli:
  • di Apertura, Massimi, Minimi, Chiusura (OHLC);
  • Prezzi medi ponderati sul tempo (TWAP – già oggetto di altri posts- clicca qui)
  • Prezzi medi ponderati sul volume (VWAP – già oggetto di altri posts- clicca qui).
Nei Pre-Trade, possono essere ricompresi quelli:
  • di Chiusura del giorno precedente;
  • di Apertura;
  • di Decisione;
  • di Arrivo.
I prezzi Post-Trade, è risaputo, sono popolari in ragione dell'uso fattone nelle procedure di marking to market e calcolo dei P&L.
Nell'ambito degli Intraday, quelli VWAP sono divenuti più popolari del TWAP, per il semplice fatto che mentre i secondi attribuiscono lo stesso peso ponderale a tutti i prezzi registrati nel corso delle negoziazioni, i primi, invece, ponderano i prezzi in ragione della size corrispondente, ragion per cui la media rifletterà maggiormente i trades aventi volumi maggiori. Tuttavia, restano salve le precisazioni qui riportate, con riguardo agli ambienti algoritmici.
I Pre-Trade, sono legati alla rapida diffusione dell' implementation shortfall quale parametro di misurazione della performance, rappresentante la differenza tra il Prezzo raggiunto nell'esecuzione e quello fatto segnare dal mercato nel momento in cui viene presa la decisione operativa (Prezzo di decisione).
Ritorniamo ai costi di transazione. Essi, non comprendono soltanto il bid/ask spread e la commissione pagata al broker (e/o al mercato), ma differenti componenti esplicite ed implicite di ammontare complessivo fisso e/o variabile in ragione della natura dei titoli trattati, delle condizioni di mercato, delle strategie di trading adoperate.
Componenti esplicite:
  • Commissioni;
  • Tasse.
Le componenti implicite, più difficili da identificare ma con incisività potenzialmente maggiore rispetto alle esplicite, includono:
  • Il costo di timing, funzione dei price trends e del rischio di timing;
  • I costi da ritardo;
  • I costi da impatto;
  • Il costo opportunità.
Non tutti sono gestibili con la stessa facilità, poiché non tutti godono dello stesso livello di visibilità, che anzi può dirsi decrescente nel progressivo spostamento dai costi espliciti a quelli legati al Market Impact, al Price Trending, al Timig Risk e via discorrendo.
Di seguito, mi soffermerò brevemente su quelli -relativamente- meno chiacchierati.
Costi da ritardo.
I costi da ritardo riflettono tutti i cambiamenti di prezzo intercorsi tra il momento iniziale in cui si decide di investire e quello in cui l'ordine viene -effettivamente- inoltrato per l'esecuzione. Detti costi, possono essere legati al fatto che la decisione venga adottata prima dell'apertura del mercato oppure alla circostanza che vede il trader proprietario o del broker, impegnato (con relativo trascorrere del tempo) nell' individuare il momento nonché il modo migliore di esecuzione.
I costi da impatto sul mercato.
Ne abbiamo già parlato in altri posts: sono riconducibili ai movimenti avversi del prezzo dell'asset conseguenziali all'ordine inviato al mercato (clicca qui). Maggiore è la size dell'ordine, maggiore sarà l'impatto, tuttavia decrescente al crescere della liquidità dello stesso. In questa sede, possiamo aggiungere come gli impatti possano essere scomposti in:
  • temporanei;
  • permanenti.
I temporanei sono quelli derivanti dall' esecuzione del trade nella sua size, in ragione del movimento avverso causato, da sommare al bid/ask spread.
I permanenti, sono rappresentati dai costi di informazione di lungo termine, funzione del condizionamento esercitato dal trade sullo squilibrio della buy/sell side dell'ordine.
Costi legati al rischio di timing
Il rischio di timing riguarda l'incertezza, funzione della volatilità di prezzi e liquidità: al loro aumentare, aumenta l'importo dei costi di transazione dipendenti dal rischio di timing.