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lunedì 27 luglio 2015

«GOOD GUYS, THEY ARE THE BEST PEOPLE ON THE STREET».NOTIZIE “RISERVATE” DALLA BAFIN, OVVERO DALLA “CONSOB TEDESCA”, RECAPITATA ALLA DEUTSCHE BANK. PT.3

  1. Parametri organizzativi ed ambiente caratterizzante l'IBOR submission
I rilievi concernenti i parametri organizzativi e l'ambiente caratterizzante l'IBOR submission mostrano come, a partire dal 2007, fosse presente una business culture ed un general framework, strutturati dal management, almeno sino al livello di Mr. Jain e di Mr. Cloete, che favorì comunicazioni problematiche e -tentate- manipolazioni dell'IBOR. Il ruolo di Mr. Cloete appare essere predominante e problematico con riguardo a numerosi aspetti. Tuttavia, questo vale anche per Mr. Jain, sebbene ad un più alto e meno diretto livello di responsabilità.
L'obiettivo della riorganizzazione degli spazi nella trading division di Londra realizzata nel 2005, a seguito della quale i traders ed i submitters si trovarono fisicamente vicini, era il raggiungimento di una comunicazione aperta tra le due funzioni, specialmente con riguardo al LIBOR. La riorganizzazione del GFFX (General Finance and Forex) fu intrapresa da Mr. Jain, decisamente responsabile per questo; Mr. Cloete implementò la riorganizzazione.
Sussiste una connessione tra il timing della riorganizzazione della GFFX Division (con l' MMD Desk), il mutamento nella trading strategy -contemplante un inteso uso degli IBOR spreads- e la generazione di profitti in un range mai raggiunto precedentemente (o successivamente). Tuttavia, gli auditors della EY hanno concluso di non esser stati in grado di identificare alcun nesso causale diretto tra la riorganizzazione della business division e la generazione di particolarmente elevati risultati di trading. La BaFin è del parere, basato sui fatti identificati da EY e sulla stretta relazione intessuta tra la riorganizzazione degli spazi nella trading room di Londra e la generazione di più alti profitti, che – in aggiunta alla nuova trading strategy ed alla mutata condizione di mercato- anche la riorganizzazione della trading division (con la migliorata possibilità di comunicazione tra traders e submitters) fu perlomeno una causa indiretta di più alti profitti e fattore che ne favorì l'ulteriore sviluppo. Il riferito effetto indiretto si riscontra nel fatto che l'ambiente di controllo della banca nella GFFX Division non era lontanamente sufficiente a prevenire i conflitti d'interesse ed il loro sfruttamento, tanto nel contesto delle trading transactions quanto nel tentanto esercizio di influenza sui tassi d'interesse di riferimento.
L' MMD Desk totalizzò ricavi sostanzialmente più alti nel periodo compreso tra Agosto 2007 e Marzo/Aprile 2010, rispetto a quelli generati in precedenza o successivamente. I profitti furono particolarmente elevati nel 2008 (1.9 miliardi di Euro) con chiaro incremento nel 2009 pari ad 1 miliardo di Euro. Mr Jain conosceva la trading strategy ed il risultato del trading dell' MMD Desk almeno a partire dal 30 Agosto 2007. Mr. Cloete gli illustrò la trading strategy dell' MMD Desk ed indicò che, specialmente il trader Christian Bittar, stava avendo particolare successo.

Gli alti profitti dell' MMD Desk furono oggetto di due investigazioni interne alla banca. Queste investigazioni, condotte da Mr. Broeksmith e dalla Business Integrity Review Group (BIRG) tuttavia, non furono né completamente indipendenti né complete e non andarono sufficientemente in profondità. A seguito della cosiddetta Broeksmith Investigation, ordinata da Mr. Jain nel Gennaio del 2009, la banca ritenne di esser stata sufficientemente rassicurata del fatto che, gli elevati profitti dell' MMD Desk/ Mr. Bittar fossero reali e non causati da false valutazioni o transazioni interne. Sul punto deve essere notato che, a parere della BaFin, sarebbe stato obbligatorio esaminare i profitti sotto l'aspetto della compliance e della potenziale manipolazione dell' IBOR e non solo se quei profitti fossero reali e non esistenti sulla sola carta. Nell'interesse della “prima linea di difesa”, Mr. Jain avrebbe dovuto attivare una compliance check completa e, se praticabile, un' investigazione nel più breve tempo possibile.
Mr. Ritchotte fu interrogato sulla BIRG Investigation; egli dichiarò ad EY che così tanti soldi non erano mai stati guadagnati prima di allora e che c'era una regola cardinale del risk management, secondo la quale era causa di grande preoccupazione tanto il fatto che una grande somma di denaro fosse guadagnata quanto persa. La BIRG riteneva di dover cercare prove di una frode, ma non riscontrò nulla, nonostante l'analisi di una serie di dati rinvenuti anche nelle sospette comunicazioni di Mr. Bittar.
In aggiunta ai parametri fisici, vi erano anche specifiche istruzioni fornite da Mr. Nicholls nella trading division, volte a promuovere accordi e condotte improprie in violazione di requisiti di compliance e di prevenzione dei conflitti d'interesse. EY scoprì che ai traders operativi all' MMD Desk di Londra veniva richiesto -da Mr. Nicholls- di comunicare regolarmente con i traders operanti al Frankfurt Cash Desk. Le dichiarazioni rese da Mr. Kappauf, in qualità di uno dei quattro Frankfurt traders sedenti al Cash Desk, poi licenziati da DB in conseguenza delle manipolazioni dell'IBOR e che da parte loro affermarono di essere stati istruiti da DB di comunicare regolarmente con l'MMD Desk a Londra, sono meritevoli di menzione. Mr. Kappauf informò EY che, dal 2005 in poi, le comunicazioni tra i traders di Francoforte e Londra aumentarono fortemente, specialmente quando Mr. Andreas Hauschild lasciò l'incarico di Capo della Global Finance Continetal Europe, alla fine del 2006. Mr. Bittar dichiarò ad EY che tutti i tassi di interesse di riferimento venivano apertamente discussi tra i traders dei derivati e del cash desk e che i tavoli di lavoro dei traders erano stati organizzati in maniera tale che la comunicazione fosse possibile con piena conoscenza del senior management; egli aggiunse che i conflitti di interesse erano stati ignorati e che non ricordava dell'espressione di preoccupazione con riguardo alla compliance.
Ci sono anche chiare indicazioni che un sistema remunerativo bonus-driven incrementò o rafforzò l'interesse dei traders in alcuni sviluppi inerenti i tassi e che la trading strategy stabilita dal management della trading division alimentò ulteriormente tale interesse.
I conflitti di interesse che sorsero tra traders e submitters in conseguenza della mancanza di separazione delle funzioni e la circostanza che il sistema remunerativo stabilì un particolare incentivo per lo sfruttamento di questi conflitti d'interesse, nell' opinione della BaFin. avrebbero dovuto esser riconosciuti dal senior management di DB, almeno nella misura in cui il management della trading division fosse interessato. Secondo quanto accertato da EY, tali conflitti di interesse furono attivamente innescati o rafforzati dalla nuova struttura organizzativa della divisione della GFFX. Alla luce dei fatti sopra descritti, la BaFin non condivide la valutazione degli auditors, secondo la quale il corrispondente conflitto d'interessi «non è stato riconosciuto dal senior management».
Deve essere considerato il ruolo del trader Christian Bittar, il quale produsse profitti straordinari e l'attenzione che attrasse su di sé come risultato di numerose comunicazioni e perciò tentativi di manipolazione. Anche se non può essere provata la connessione tra le comunicazioni sospette e gli straordinari profitti, sussistono numerose indicazioni che – in aggiunta alla nuova strategia di trading intrapresa nel 2008 e le maggiori differenze tra short-term e long-term Libor rates risultanti dalla crisi finanziaria- in ogni caso, le comunicazioni problematiche o anche i tentativi di manipolazione furono alla base degli enormi risultati del trading.
Secondo la valutazione della BaFin, la relazione di Mr. Bittar con i suoi superiori era abbastanza rilevante. Mr. Bittar era il trader predominante presso la GFFX division e veniva trattato come tale. Mr. Jain, che nel 2008 era il Global Head of Global Markets, conobbe e promosse Mr. Bittar supportandolo -nei riguardi di Mr. Ackermann- per il conseguimento di un bonus come emerge da una telefonata intercorsa tra Mr. Jain e Mr. Ackermann in data 7 Gennaio 2007 in cui Mr. Jain riferendosi a Christian Bittar e Carl Maine, tra le altre cose, sottolineava fossero «good guys, they are the best people on the street» … «the best guys we have got».
Fu Mr. Jain in persona ad approvare ad approvare il bonus earnings-based, ricevuto da Bittar dal 2004, in sole 24 ore alla luce del fatto che Bittar voleva notiziarlo delle dimissioni in virtù di un'offerta giuntagli da un competitor. Mr. Jain inforò Mr. Ackermann dei grandi profitti generati dai traders («una montagna di soldi») in una telefonata del 7 Gennaio 2009 e che, di conseguenza, il bonus estremamente alto spettante a Bittar e Maine, pari a 130 milioni di euro fosse stato loro accordato, anche se la metà di quell'importo sarebbe stato pagato solo l'anno successivo. Egli qualifico Bittar come un «guaranteed money maker».
L'attenzione è posta anche sulla coincidenza a livello temporale tra il trasferimento di Mr. Bittar a Singapore all'inizio del 2010 e l'avvio delle prime indagine ad opera dei regolatori in data 13 Gennaio 2010 e 5 Febbraio 2010. EY dichiara anche che, a tal proposito, non è stata in grado di rilevare comunicazioni a supporto dell'affermazione di Mr Bittar, secondo il quale aveva già richiesto di essere trasferito a Singapore nel 2007.
L'enorme incremento nei profitti da trading conseguiti da Bittar e dunque anche l'enorme incremento dei suoi bonus coincidono, a livello temporale, con la ristrutturazione della GFFX division. Il quesito che sorge di conseguenza è se ed in quale misura la ristrutturazione della divisione realizzata da Mr. Jain e Mr. Cloete fu specificatamente realizzata al fine di dare, tra le altre cose, a Mr. Bittar la possibilità di comunicare direttamente con i submitters e quindi raggiungere più alti livelli trading profits. Ad ogni modo, la coincidenza temporale tra i cambiamenti fisici della GFFX division e l'aumento dei trading profits di DB è da ritenersi elemento rilevante.
Dalle contraddittorie affermazioni di Mr. Cloete e Mr. Bittar inerenti il contenuto delle loro private discussioni in un hotel di Londra, nell'ambito del licenziamento interessante il secondo, risulta che o Mr.Cloete rese delle dichiarazioni non veritiere ad EY o Mr. Bittar o i sui legali dichiararono il falso nelle lettere inviate a DB. Secondo le dichiarazioni dei legali di Mr. Bittar, contestate da Mr. Cloete, Mr. Cloete -apparentemente- informò Mr. Bittar che lui -vale a dire Mr. Bittar- non stesse facendo nulla di sbagliato e che anzi fosse vittima di «tutte queste politiche interne ed esterne». Questa affermazione di Mr. Bittar, ammesso che sia vera, può essere un'indicazione che Mr. Cloete fosse a conoscenza dei tentativi di manipolazione posti in essere da Mr. Bittar già a quel tempo.

Appare rilevante che, in questo contesto, altri 3 Frankfurt IBOR traders licenziati dalla DB, i quali promossero un contenzioso contro il licenziamento, resero dichiarazioni che, se corrette, potrebbero condurre alla conclusione che: Mr. Cloete fosse coinvolto nella false submissions; non fosse convinto della necessità di un'investigazione o di cambiamenti sostanziali e avesse agito solo per il timore di finire sotto indagine. Il fatto che questa conclusione sia tutt'altro che remota, nonostante le affermazioni contestate dallo stesso Mr. Cloete, traspare da tutti gli elementi già visti e che vedremo nei posts successivi, idonei – secondo la BaFin- a metterne per lo meno in dubbio la credibilità