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venerdì 24 luglio 2015

NON TUTTI I CRASHES DELL'ORO SONO LEGATI A FONDAMENTALI ECONOMICI, RISULTANDO TALVOLTA ESPRESSIONE DEI VELOCITY E STOP LOGIC EVENTS. PT.2

Trovate la prima parte qui. Mi permetto di segnalarvi anche questo post (clicca qui)

In data 6 Gennaio 2014, i futures dell'oro persero -in pochissimo tempo- $30, spinti da una sell pressure dal volume consistente. Infatti, i 4200 contratti negoziati -a breve vedremo entro quale lasso di tempo- innescarono, nella caduta del prezzo che ne conseguì, un trading halt della durata di 10 secondi. Aiutandoci con i grafici offerti da Nanex, possiamo vivisezionare i 100 millisecondi, pari ad un decimo di secondo, nel corso dei quali è maturata la rapidissima discesa dei prezzi.
Dal grafico, mostrante i gruppi di trades separati da “un salto” nel numero sequenziale usato dal mercato (una tecnica volta a determinare la size di un ordine più grande) scopriamo che, in quel giorno, erano presenti 9 gruppi nei quali, la somma delle trade sizes, era esattamente pari a 338 contratti. Ciascuno di essi era composto da un numero di trades largamente differente: il primo gruppo di 338 contratti era formato da 211 trades, il secondo da 186 e dal terzo al nono, rispettivamente da 120, 193, 97,193, 137,112 ,109. Quindi nel grafico di cui sopra, noi possiamo vedere 9 gruppi, con trade sizes pari a 338 contratti distribuiti in un numero di trades differente per ciascuno di essi. Oltre ai trades inclusi nei 9 gruppi isolati, altri furono eseguiti nell'arco temporale dei 100 millisecondi considerati.
Quando sui mercati osserviamo una precisione geometrica di siffatta natura, possiamo -con relativa certezza- escludere la responsabilità di un “fat finger” e presupporre, viceversa, quella ascrivibile agli algoritmi dei traders ad alta frequenza che, verosimilmente, bloccarono -per qualche millisecondo- la propria operatività per testare il mercato, prima di continuare. Infatti, un fat finger, non presenta -normalmente- tali caratteristiche distintive. Tuttavia, l''aspetto formidabile dell'episodio del 6 Gennaio 2014, è da ricercare nel fatto che le pause dettate dall'algoritmo, in virtù di complessi calcoli realizzati in tempo reale, fossero tarate su timeframes millesimali al fine di non innescare lo Stop Logic che avrebbe fermato la negoziazione dei futures; circostanza questa che avrebbe impedito all'/agli high frequency trader/s di continuare a profittare della discesa dei prezzi. L'halt fu invece innescato dal più indulgente Circuit Breaker, volto a contenere picchi estremi di volatilità, dopo che il prezzo declinò di $ 30 dollari in meno di un secondo. Inoltre, l'impronta dell' HFT anziché del Fat Finger fu resa palese dal fatto che, nessuno dei trades eseguiti ed appartenenti ai 9 gruppi descritti, fosse stato cancellato o rettificato nel prezzo (evidenziandosi una probabile assenza di richiesta in tale direzione da parte dei traders), indizio che l'operatività presentante quelle precise caratteristiche, fosse frutto di un disegno algoritmico voluto e ricercato.
Il grafico di cui sotto, mostra la somma complessiva delle trade sizes per ciascun gruppo di trades, laddove un gruppo è distinto da un “salto” nel numero sequenziale usato dal mercato. Poiché i mercati usano -spesso- uno stesso numero sequenziale per una molteplicità di prodotti, è possibile -usualmente- inferire se un gruppo di trades sia o meno il risultato di un unico più grande ordine, dalla mancanza di gaps nel numero sequenziale. In tale ipotesi, potremmo ragionevolmente affermare che non siano stati tradati altri contratti -rispetto a quelli riconducibili all'unico grande sell order- nel lasso di tempo considerato.
L'asse temporale è settata in millisecondi, riferiti all'orario 10:14:12, cosicché il valore 899 equivale alle ore 10:14:12:889. L'asse del valore è indicativa de numero cumulativo di contratti. I diamanti rossi indicano la size totale del gruppo, nel momento in cui un salto è rilevato. Come possiamo vedere, troviamo 9 gruppi che totalizzano esattamente 338 contratti. Ciascuno di essi è separata da gruppi più piccoli, 3 dei quali totalizzano 61 o 62 contratti; questi dati ci inducono a poter -ragionevolmente- escludere la presenza di un unico grande large seller.



Tra tutti questi grafici, offerti da Nanex, abbiamo anche un comunicato stampa del CME che conforta la tesi dell'esistenza di una premeditata manipolazione algoritmica del mercato dei futures dell'oro. Infatti, in data 18 Giugno 2015 il CME scriveva: «A seguito di un' offerta di accordo presentata all'audizione del 16 Giugno 2015, in cui Mirus Futures LLC (“Mirus o “Firm”) -acquistata poi da Ninja Trader Brokerage ndr- non ammetteva né negava violazioni regolamentari sulle quali la sanzione è basata, un Panel della COMEX Business Conduct Commitee (“BCC”) ha ritenuto sussistente la propria giurisdizione su Mirus in osservanza della Exchange Rule 418 e che, in data 6 Gennaio 2014, Mirus mancò di monitorare adeguatamente le operazioni della sua piattaforma trading (Zenfire), nonché la connettività del suo trading system (Zenfire) a Globex. L'omissione causò una inusualmente larga ed atipica attività di trading ad opera di numerosi clienti della Mirus, causando l'immissione di una massa di ordini da parte di Zenfire, alla basse di un rapido e dannoso movimento del prezzo sul Future dell' oro con scadenza Febbraio 2014, che innescò il Velocity Logic Event».
In altri termini alcuni HFTs, usando il servizio di brokerage della Mirus, in maniera voluta e premeditata, sferrarono un attacco short -avente le caratteristiche di cui ai grafici- al future dell' oro avente scadenza nel mese successivo, causandone la rapida caduta dei prezzi appena vista. La commissione, lo scorso mese, pertanto, ha ritenuto la Mirus responsabile della violazione delle Rules 432. Q (Condotta Dannosa per il Mercato) e 432.W (Mancata supervisione). Alla luce di questi rilievi l'azienda è stata sanzionata con una multa di $200.000.
A questo punto, però, alcune domande sorgono spontanee:
  1. Chi sono i responsabili dei Flash Crashes documentanti nella prima parte del post (clicca qui)?
  2. A causare il Flash Crash del 6 Gennaio 2014 è stata l'omessa vigilanza del broker, il suo obsoleto sistema di connessione al mercato oppure, come dice la stessa Commissione d'inchiesta, una inusualmente ampia ed atipica attività di trading?
  3. Chi sono -effettivamente- i clienti a cui fa riferimento la Commissione del COMEX?