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martedì 7 luglio 2015

QUELLA VOLTA IN CUI L'ALGORITMO DELLA GOLDMAN SACHS SI RIBELLO' AL SUO CREATORE, SPINGENDO LA BANCA ED IL MERCATO DELLE OPZIONI USA AD UN PASSO DAL TRACOLLO. I FATTI DEL 20 AGOSTO 2013 PT. 4

Il 20 Agosto 2013, come conseguenza di una non intenzionale conversione di opzioni axes in ordini live, migliaia di limit orders per opzioni i cui simboli identificativi erano ricompresi tra I e K, furono immessi sui mercati prima della loro apertura. Poiché questi ordini erano erroneamente designati come live orders (piuttosto che come axes), il Sigma Option System non tentò di accoppiarli con ordini provenienti dalla clientela. I limit orders non furono stoppati dal default price check in Sigma Options essendo prezzati ad $ 1,00, valore ricadente tra $ 0,01 e $ 3,090, quest'ultimo pari al prezzo più elevato tra tutte le opzioni quotate nella giornata precedente, moltiplicato per 1,5.
I circuit breakers posti a presidio delle connessioni di GS verso i mercati delle opzioni ARCA ed AMEX, si attivarono più volte. Alle 8:44 a.m. il circuit breaker ARCA/AMEX si innescò per la prima volta. Alle 9:01 a.m. un impiegato della Mission Control, che aveva ideato la Mission Control Circuit Breaker Policy, notò il blocco e lo disattivò, senza dir nulla a nessun membro dell' Eq-Dat team e senza aver ricevuto da questo alcuna autorizzazione per la disattivazione. Come detto nell'altro post (Parte 3), l' Eq-Dat team non notiziò la Mission Control dell' esistenza del nuovo axe order flow e come risultato, l'impiegato della Mission Control, nel processo di valutazione dei circuit breakers, si trovò ad ignorare detto mutamento dell'order flow. La riferita disattivazione del blocco, al pari di molte altre verificatesi più tardi nel corso di quella mattinata, violò le policies inerenti i circuit breakers della Goldman. Tuttavia, la disattivazione del blocco posta in essere dall'impiegato della Mission Control era in parte basata sulla precedente esperienza vissuta nel periodo trascorso presso l' Eq-Dat, nell'ambio della quale il personale del team istruì la Mission Control, in altre circostanze, a disattivare i blocchi subito dopo aver appreso del loro innesco (e prima di aver completato un indagine sulle cause dell'attivazione). In questa occasione, l'appartenente alla Mission Control, disattivò il blocco del circuit breaker senza ottenere l'esplicita autorizzazione dall' Eq-Dat. Disinnescato il primo, inviò una mail all' Eq-Dat team alle 9:03 a.m. In quel momento, nessuno dei membri dell' Eq-Dat Team che svilupparono la funzionalità di generazione degli axes era presente negli uffici della Goldman Sachs. L'addetto alla Mission Control non ricevette alcuna risposta al messaggio di posta elettronica. Alle 9:07, il circuit breaker dell' ARCA/AMEX si innescò nuovamente ed alle 9:08 a.m., il dipendente della Mission Control intraprese una conference call, conosciuta alla Goldman come “V-Team Call”, al fine di rivedere i blocchi del circuit breakers. Alle 9:12 a.m, approssimativamente nello stesso momento in cui egli si collegò alla V-Team call, il dipendente della Mission Control disattivò il secondo ARCA/AMEX block; nel mentre nessun membro dell' Eq-Dat si era ancora unito alla chiamata. Alle 9:15, ci fu un terzo ARCA/AMEX blocco proveniente dal circuit breaker. Il dipendente della Mission Control che poco prima convocò il V-Team, inviò un'altra mail all' Eq-Dat Team alle 9:17 a.m. per allertarlo dei blocchi, mentre sulla V-Team call, il dipendente della Mission Control, dichiarò che stava per disinnescare il blocco e che nessuno aveva sollevato obiezioni. Il blocco fu spento alle 9:18 a.m. Il dipendente, inviò un'altra mail all' Eq-Dat Team alle 9:23 am. Alle 9:25 a.m., un membro dell' Eq-Dat Team si unì alla conference call. I seguenti inneschi del circuit breaker, si verificarono dopo l'apertura del mercato:
  1. tra le 9:30 a.m e le 9:31 a.m., con riguardo alla maggior parte dei mercati;
  2. alle 9:31, un altro dipendente della Mission Control disattivò l'innesco relativo al Boston Option Exchange (“BOX”) e nello stesso istante questo si riattivò;
  3. tra le 9:32 a.m. e le 9:35 a.m., tutti i circuit breakers si innescarono ancora. Il Mission Control Team non operò per bypassarli, mantenendoli attivi sino a tutta la notte. A questo punto, la global equities division della Goldman, decise che il personale avrebbe dovuto fermare tutti i flussi della banca inerenti le opzioni.

Il Pre-Market Price Collar della Goldam, non operò al fine di prevenire l'immissione di ordini errati nel mercato. Quelli invitati a mercato, furono inviati usando proprio il prezzo di default di $1,00. Detto prezzo, non innescò il pre-market price collar di Goldman, poiché si poneva al disopra di un centesimo di dollaro ed al disotto del «massimo prezzo di chiusura del giorno precedente per ogni opzione quotata». Come conseguenza dell'ampiezza di questo price check, migliaia di ordini prezzati ad $ 1,00 andarono a mercato anche se quel prezzo, per i vari ordini, risultavano (in molti casi) significativamente più elevati o più bassi di quelli ai quali quelle opzioni ebbero l'ultimo trade.
Molti degli ordini non furono eseguiti. Per esempio, i sell orders prezzati ad un dollaro, riferiti ad opzioni che venivano scambiate sotto il dollaro, non furono eseguite. Tuttavia, i limit sell orders con prezzo pari ad un dollaro, per le opzioni scambiate sopra il dollaro, furono eseguiti. Nonostante la Goldman cancellò tutti gli ordini su opzioni pendenti presso i mercati, i sell orders riconducili a circa 1,5 milioni di contratti, rappresentativi di 150 milioni di azioni, furono eseguiti. Qualora nessuno dei trade fosse stato cancellato in seguito all' appello fatto dalla banca alle “obvious error rules”, la perdita potenziale lorda sarebbe stata superiore a 500 milioni di dollari. Invece, grazie alla cancellazione ed alla rettifica dei prezzi della maggioranza dei trades eseguiti, la Goldman patì una perdita pari a circa 38 milioni di dollari.