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giovedì 9 luglio 2015

QUELLA VOLTA IN CUI L'ALGORITMO DELLA GOLDMAN SACHS SI RIBELLO' AL SUO CREATORE, SPINGENDO LA BANCA ED IL MERCATO DELLE OPZIONI USA AD UN PASSO DAL TRACOLLO. IL CALCOLO DEL CAPITALE IMPIEGATO + GRAFICI ESEMPLIFICATIVI PT.5

La Rule 15c3-5(c)(1)(i) richiede la predisposizione di controlli e procedure di supervisione, ragionevolmente designate per «prevenire l'immissione di ordini eccedenti appropriate e pre-settate soglie di credito o capitale, nel complesso, per ogni cliente, broker, dealer […] rifiutando ordini eccedenti le soglie di credito o capitali applicabili». Nel 2011, Goldman Sachs stabilì un processo in cui i sistemi di “order management e trading” esportavano o trasferivano che dir si voglia, i dettagli degli ordini aperti (così come quelli delle esecuzioni) su azionario ed opzioni, verso un aggregatore di dati che calcolava i livelli di esposizione del capitale della banca ogni 30 minuti, fornendo un “warning” automatico allorquando il 75% della soglia capitale fosse raggiunto. La banca, tuttavia, non calcolava i livelli di esposizione del suo capitale né generava alerts riguardanti detti livelli durante i 30 minuti intercorrenti tra i calcoli. Poiché l'istituto di credito si limitava a calcolare la sua esposizione ogni 30 minuti, non avrebbe potuto fruire di alcun alert inerente le violazioni della soglia capitale eventualmente occorsa nei 30 minuti separanti una sessione di calcolo dall'altra. In aggiunta, nel caso in cui il trading dell'azienda avesse raggiunto la soglia capitale predefinita, Goldman non disponeva di un processo automatico volto a prevenire l'introduzione di ulteriori ordini eccedenti il limite; il personale della banca avrebbe dovuto perciò procedere alla disabilitazione manuale dei propri trading systems nel caso di raggiungimento della soglia limite. Quindi, nel caso in cui si fosse verificata una violazione, Goldman non solo avrebbe patito un ritardo nella sua comprensione, ma avrebbe altresì sofferto un ritardo nel rispondere manualmente, con conseguenziale incremento delle probabilità di addizionali ordini posti in violazione dei limiti operativi quantitativi, in grado di causare incidenti fatali per la banca stessa oltre che per l'intero mercato. Infine, tra il 2012 ed il 2013, Goldman Sachs mancò di includere una porzione del trading flow riconducibile ad un discreto numero di business units, dal calcolo dell'utilizzo del capitale sottostimando, consequenzialmente, l'esposizione complessiva del capitale. Specificatamente, il calcolo della soglia non incluse: l'intero trading flow delle opzioni della banca, dal Febbraio 2012 al 9 Settembre 2013; l'intero trading flow inerente gli scambi su singoli titoli, dall' Agosto 2012 al 5 Settembre 2013; il trading flow dei prodotti ETF e sintetici, dal Dicembre 2012 al 5 Settembre 2013. La mancata inclusione de flussi sopracitati, ha portato a sottostimare il livello d'impiego del capitale di Goldman, che non incluse neanche -tra il 2012 ed il 2013- gli ordini azionari aperti ma ineseguiti anche se, non appena una porzione di ordini pendenti andava in esecuzione, il pieno valore nozionale dell' intero ordine (comprensivo della porzione ancora ineseguita) veniva ricompreso nel calcolo.
In definitiva, la Goldman violò le seguenti rules:
  1. Section 15(c)(3) of the Exchange Act;
  2. Subsection (c)(1)(i) of Rule 15c3-5;
  3. Subsection (c)(1)(ii) of Rule 15c3-5;
  4. Subsection (b) of Rule 15c3-5.
Dunque, ricapitolando per concludere. Poco dopo l'apertura del mercato (9:30 ET), il 20 Agosto 2013, un HFT Algo comparve sul mercato delle opzioni USA, condizionando opzioni ed azioni, iniziando a piazzare ordini volti a vendere 1000 contratti di opzioni su azioni con ticker aventi come iniziali le lettere comprese tra I e K. I sell orders furono piazzati sul mercato AMEX, con prezzo limite inizialmente alto e che nei successivi minuti raggiunse il valore di un penny (o incremento di prezzo minimo) con riduzione di un dollaro per volta, indipendentemente dallo strike price o valore dell'azione o ETF sottostante. Le sizes dei sell orders, pari a 1000 contratti, iniziarono a contrarsi nel momento in cui iniziavano ad ottenere l'incrocio con i buy orders. L'algo sembrava non prendere in considerazione i bid prices più alti presenti sugli altri mercati delle opzioni, poiché nel momento in cui diminuì il sell price, il NBBO di ciascuna di esse scivolò verso una condizione di mercato “lock” (bid=ask) o cross (bid>ask). Non appena le quotazioni delle opzioni colpite dall'algo cominciarono a superare i valori economici teorici di alcuni livelli, le quotazioni (e perciò la liquidità) sugli altri mercati delle opzioni, per quei contratti (aventi le iniziali dei tickers compresi tra I e K) scomparirono immediatamente ed i bid/ask prices si diressero verso lo zero. In altri termini, entro 10 secondi dall'avvio delle contrattazioni, un algo ha distrutto il concetto stesso di sistema del mercato nazionale, cancellandone la liquidità e causando un balckout (su AMEX) della durata di 13 minuti. Tra le opzioni presentanti evidenti aberrazioni dei prezzi, è possibile annoverare quelle aventi come sottostante:
  • Russell 2000 ETF
  • JP Morgan
  • Imperial Oil
  • Kellog
e molti altri.
Di seguito, si riportano alcuni grafici (Offerti da NANEX) inerenti gli eventi interessanti il Russel 2000 ETF, avente come simbolo IWM
  1. Tutte le opzioni di IWM: Ask prices rappresentati a colori, per mercato. Il grafico mostra circa 5 minuti di trading. Le svariate linee con triangoli color oro, rappresentano gli ask prices provenienti dall'algoritmo quotati su AMEX, precipitanti perso il valore di un dollaro, . I triangoli formano linee: una linea per ogni contratto d'opzione che l'algo stava vendendo.
  2. Mostra tutti i bid/ask prices espressi tramite colore per mercato, provenienti ed il NBBO su circa 2 minuti di trading. Notate la linea di triangoli discendenti verso 1 dollaro. Quelli sono gli ask prices postati dall'algo. E' una delle stringe del grafico numero 1 
  3. Il punto color oro indica uno dei trade da 933 contratti.
  4. Mostra i best bid/ask prices indicati con il colore di mercato ed il NBBO.
  5. Mostra i best bid/ask prices indicati per colore di mercato ed il NBBO. Notate come il NBBO spread sia rimasto eccezionalmente ampio (oltre $ 4) per diversi minuti, dopo che l'algo si è fermato ed anche come lo spread si sia temporaneamente ristretto dopo il trading halt dell' AMEX
  6. I livelli di messaggi per ciascuna delle 48 linee multicast che trasportano dati inerenti le opzioni. Il pannello di sotto, mostra il numero di prezzi NBBO incrociati per singola linea multicast. Le linee 21-24 trasportano il traffico per le opzioni con ticker IE-KLZ e sono colorate in blu chiaro/verde. Notate come queste linee mostrino un ampio numero di ordini incrociati, abbastanza inusuale nei primi 6 minuti di trading.
  7. Mostra l'esplosione di messaggi elettronici verso l'AMEX prima che questo divenisse silente.
  8. Qui si vede meglio
  9. E qui ancora meglio, su scala millesimale.