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venerdì 20 novembre 2015

CHI E PERCHE' TEME LA DIFFUSIONE -PRESSO AUTORITA' ED ACCADEMICI INDIPENDENTI- DELLE INFORMAZIONI INERENTI I TRADES, SETTATE SU SCALA TEMPORALE MILLESIMALE PT.1

"Sharks' Creed Crew is watching you"
Cari amici, come forse saprete, due giorni fa alla Barclays è stata inflitta -dalle autorità USA- una sanzione d'importo pari a $ 150 milioni per aver manipolato il trading sul Forex, tramite la pratica del “last look” di cui tratterò in futuro e della quale avevo già parlato -sulla mia pagina Facebook- nel Maggio scorso; 

tale infrazione si aggiunge a quella riguardante le manipolazioni del fixing sul Forex della quale ho già parlato qui.
Naturalmente, nessuno -in Italia- tocca l'argomento; per quale ragione? Per un duplice motivo:
  • I brokers, le banche, gli internalizzatori fanno finta di nulla temendo che, qualora insinuassero nell'investitore retail medio il dubbio (oramai divenuto certezza) che sui mercati qualcuno bari occasionalmente, questo non investirebbe più i suoi risparmi contribuendo a comprimere i ricavi dei primi rappresentati dalle commissioni pagate per i servizi fruiti. Tuttavia, ritengo che si tratti di una paura mal riposta, poiché un investitore informato, consapevole ed edotto delle peculiarità del ambiente operativo di riferimento, sarebbe ancor più disposto a fidarsi di un broker o di una banca o di un intermediario che dimostri di conoscere a fondo il mercato e quindi di poter meglio tutelare il proprio cliente.
  • I brokers, le banche, gli internalizzatori, gli intermediari, specie italiani, spesso ignorano totalmente alcuni temi trattati su questo blog.
Chiusa questa breve parentesi, passiamo all'argomento di cui al titolo
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Il punto dal quale vorrei partire è un documento classificato come “confidenziale” (credo reperibile in rete), rappresentante una lettera che lo studio legale associato Skadden Arps, Slate, Meagher & Flom LLP, scrisse alla CFTC (U.S. Commodity Futures Trading Commission) in data 14 Dicembre 2012.
Andiamo per ordine: chi o cosa è lo studio legale Skadden? Non è un pool di legali qualsiasi: conta circa 4.500 dipendenti, circa 2.000 avvocati, è una delle law firms più grandi al mondo, già indicata dalla rivista Forbes quale “Wall Street's most powerful law firm”, vincitrice -ininterrottamente- dal 2001 al 2013 del premio “America's best Corporate Law Firm”.
A chi si rivolge la lettera? Al responsabile degli affari legali della CFTC, Dan M. Berkovitz.
Qual è l'oggetto della missiva? L'utilizzo dei dati nella disponibilità della CFTC e disciplinati dalla “Section 8”. Infatti, la CFTC gestisce un ampio sistema di raccolta di informazioni sui partecipanti al mercato in attuazione del proprio programma di sorveglianza; più precisamente, ai sensi delle regulations CFTC e CFR promulgate in osservanza del Commodity Exchange Act (CEA), la Commissione raccoglie informazioni sui dati e sulle posizioni di mercato dalle borse, dalle stanze di compensazione, dalla Futures Commission Merchants (FCMs), dai brokers (anche stranieri) e dai traders. Al fine di assicurare la riservatezza delle informazioni ad essa fornite, la CFTC assegna numeri identificativi confidenziali sia alle aziende che ai singoli traders, coinvolti nel processo di raccolta. Inoltre, alla Commissione, ai sensi della Sezione 8 del CEA, è fatto divieto -tranne che in alcune limitate circostanze- di rivelare pubblicamente le posizioni personali, le transazioni o i segreti commerciali di cui abbia contezza.
Cosa veniva rappresentato in quella lettera? Veniva evidenziato quanto segue.
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«Gentile Dan,
grazie per la tua attenzione alle nostre preoccupazioni riguardanti l'uso dei dati regolati dalla Section 8 ad opera di alcuni dipendenti dalla CFTC e di terze parti. Noi abbiamo iniziato a preoccuparci dopo aver appreso dell'esistenza di un articolo di cui Andrei Kirilenko risultava essere co-autore e riportante l'avvertimento specifico circa il fatto che si trattasse di una pubblicazione della Commissione. Ti ringrazio per aver fatto notare che il Dr. Kirilenko abbia altresì redatto, nel 2010, un articolo riguardante il flash crash, facendo uso dei CME Section 8 nel quale specificava essere una pubblicazione della Commissione. Noi riteniamo che l'uso dei Section 8 data -comprensivi dei segreti commerciali- per la preparazione di pubblicazioni non sponsorizzate dalla Commissione, violi la Section 8.
Le nostre preoccupazioni sono aumentate nel momento in cui abbiamo appreso della circolazione di un altro articolo, a firma di Adam Clarke-Joseph il quale, con riferimento ai dati utilizzati dichiarava di aver fatto uso di: “conti identificati e registrati per il tramite di marche temporali millesimali, disponibili presso la Commodity Futures Trading Commission e facenti parte dei cosiddetti “business messages” inseriti nel sistema Globex tra il 17 Settembre 2010 e l' 1 Novembre 2010 per tutti i contratti futures E-Mini S&P 500. I dati di ogni singolo messaggio catturano non solo le transazioni , ma anche gli eventi non risultanti in un trade, come le immissioni, cancellazioni o modificazioni di un limit order. Essenzialmente, i business messages includono ogni azione intrapresa da un partecipante al mercato che potrebbe potenzialmente risultare in o condizionare una transazione immediatamente o in un qualsiasi momento futuro” . Mr. Joseph ringraziava, tra gli altri, il Dr. Kirilenko per l'aiuto offerto con riguardo alla componente empirica del suo paper.
Sembra che il Capo Economista della Commissione (ndr Kirilenko) abbia sia utilizzato i Section 8 data sia fornito un accesso a questi agli economisti non appartenenti alla CFTC, nonché ai loro collaboratori, per finalità inerenti la pubblicazione di ricerche universitarie in violazione della Section 8. Noi apprezziamo che tuo Ufficio stia monitorando questa situazione.
Al fine di evitare ogni dubbio, noi abbiamo elencato di seguito le problematiche che crediamo siano state sollevate da tale condotta.
  1. Ha la Commissione autorizzato il suo Capo Economista ad utilizzare i Section 8 Data per finalità attinenti la sua attività di ricerca accademica? La scelta dell'argomento oggetto di ricerca è stata controllata in anticipo da qualche componente della Comissione? Se sì, da chi? E' stato comunicato in anticipo ai Commissari l' avvio della ricerca? E' richiesto che i Commissari manifestino un' approvazione formale prima che la ricerca sia pubblicata?
  2. Qualora la Commissione abbia autorizzato il suo Capo Economista ad utilizzare i Section 8 Data per scopi di ricerca accademica, quale sarebbe la base legale o statutaria per tale autorizzazione?
  3. Quale sistema di supervisione opera al fine di controllare ricerche del genere prima della pubblicazione e cosa è stato fatto nel caso sopra riferito? Chi ha approvato la pubblicazione della ricerca del Dr. Kirilenko? Chi ha approvato la scelta delle persone alle quali i dati sono stati forniti? In quale forma i dati sono stati forniti? Quali elementi specifici dei dati sono stati forniti? Quali cautele sono state impiegate per proteggere i dati esposti allo scrutinio di persone non rientranti tra gli impiegati della Commissione? Kirilenko o qualcun altro presso la CFTC ha utilizzato forme di campionamento al fine di proteggere gli elementi identificativi dei dati? A quali dati è consentito abbandonare gli edifici della CFTC? Cosa è stato fatto per proteggere quei dati dopo la fuoriuscita? I dati forniti a terze parti, sono stati consegnati al fine di valutare la ricerca nell' ambito di un peer reviw process? Quali processi sono stati attuati per assicurare che tutti quei dati forniti a terze parti venissero restituiti alla CFTC e da quelle non utilizzati per qualsiasi altra ragione non previamente autorizzata dalla CFTC?
  4. In assenza di una specifica autorizzazione da parte della Commissione, ha il Capo Economista l'autorità di utilizzare i Section 8 Data per scopi attinenti la sua attività di ricerca accademica?
  5. Hanno la Commissione o il Capo Economista autorizzato i soggetti esterni alla CFTC, compresi gli accademici o i loro assistenti ad avere accesso ai Scetion 8 data per una qualsiasi finalità?
  6. Se sì, per quale scopo, con quali limitazioni e protezioni ed in base a quale autorità legale?
  7. Qualora la Commissione o il suo Capo Economista forniscano i Section 8 Data agli accademici non facenti parte della Commissione, con quale modalità la Commissione seleziona gli accademici esterni da favorire nella loro attività di ricerca privata, tramite i Section 8 Data?
Come ti saresti potuto aspettare, diversi nei nostri assistiti serviti dal nostro cliente CME Group Inc. hanno espresso la loro preoccupazione circa il fatto che i Section 8 data siano stati condivisi con soggetti esterni alla Commissione impegnati in ricerche accademiche. CME fornisce quei dati alla Commissione ed al suo Staff di routine poiché la Commissione obbliga CME a fare questo per motivi regolamentari. Gli operatori di mercato di tutto il mondo si aspettano che l'integrità e la confidenzialità di tutti i dati della Section 8 siano mantenute. Ogni uso improprio dei Section 8 data, sarebbe considerata una seria violazione di legge da parte del CME e dei suoi clienti e, noi riteniamo, anche dalla stessa Commissione.
Noi attendiamo di discutere ulteriormente tali problematiche con te al completamento della vostra inchiesta.


Cordialmente
Mark D. Young
Jerrold E.Salzman»


Dal testo della lettera, a mio modestissimo parere, emergono quattro aspetti:
  • l'ossessione che accademici non facenti parte della CFTC e come tali non vincolati da alcun segreto istituzionale, possano frugare nei dati settati a livello temporale millesimale;
  • l'interesse a conoscere il tipo di ricerche che anche gli esperti interni alla CFTC siano autorizzati a condurre;
  • l'interesse a conoscere i criteri in base ai quali vengono selezioni gli accademici esterni assegnatari dei dati nella disponibilità dalla CFTC;
  • le preoccupazioni mostrate dai clienti dello studio legale per l'uso dei dati. Si badi bene che tra i clienti dello Skadden & C. è possibile annoverare i più importanti operatori istituzionali del mondo oltre che lo stesso mercato CME.
Nessuno mette in dubbio che tutelare la riservatezza degli operatori in ordine all'identificazione dei loro trades sia una necessità ineludibile ma non si può neanche mettere in dubbio che la CFTC abbia il sacrosanto diritto-dovere di analizzare tutti i dati degli operatori temporalmente inquadrati su di una qualsiasi scala anche millesimale. L'argomento della tutela dei segreti commerciali alias degli algoritmi di esecuzione e negoziazione, utilizzato dallo studio legale per diffidare la CFTC dalla diffusione dei dati inerenti i trades eseguiti dai propri clienti, non sta assolutamente in piedi. Pensare che soggetti accademici e non, interni o esterni alla CFTC possano inferire, dedurre, afferrare, il completo funzionamento di un algoritmo (quindi carpire il segreto commerciale di una trading firm) basandosi sui pochi dati che -usualmente- vengono riversati nei papers accademici per mere finalità di studio per lo più quantistico, è una follia. Viceversa, è possibile dedurre l'orientamento di fondo del trading condotto su di un determinato asset nonché eventuali pratiche sleali o aspetti qualitativi delle stesse (spoofing, quote stuffing, smoking, layering, pinging, front running, liquidity detection, ignition momentum, order to trade ratio, manipolazione dei prezzi di chiusura, disruptions strutturali, utilizzo di tipologie di ordini svelati da dark pools e/o internalizzatori ai clienti istituzionali ma non ai retail, violazione della best execution rule, ecc., tutti temi già trattati su questo blog).
Chiunque abbia mai avuto modo di avere tra le mani un report sui trades eseguiti ad alta frequenza, il codice di un algoritmo in uso agli high frequency traders ed un paper accademico, sa benissimo che:
  • i report contengono centinaia di migliaia di records registranti tutti gli eventi interessanti ogni singolo trade;
  • il codice di un algoritmico non si deduce leggendo un paper di 20-30 pagine;
  • i papers prendono in considerazioni piccoli campioni di dati calati in contesti teorici spesso volti a sviluppare modelli quantistici di osservazione degli stessi che di per sé non permettono di dedurre in maniera spendibile, alcuna struttura di alcun algoritmo.
Fatte queste premesse, una domanda sorge spontanea: ammesso che i dati settati su base millesimale non nascondano qualcosina che non conosciamo appieno, quale sarebbe il perché di cotanta paura nei confronti della libera ricerca accademica? Cosa troveranno mai i perfidi professori non vincolati dal segreto istituzionale?
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