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martedì 10 novembre 2015

MASTERS OF GOLD. PERCHE' NON TUTTO E NON SEMPRE QUELLO CHE VEDIAMO SUL MERCATO DELL'ORO E' COME APPARE PT. 4

Per la I parte, clicca qui.
Per la II parte, clicca qui.
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Quando osservo l'oro, penso sempre: sarà vero che i governi e le banche centrali siano particolarmente attenti al prezzo (qualunque sia la sua direzionalità) del metallo prezioso? Per poter disporre di una conoscenza certa al 100% ed attuale, ovvero descrittiva della situazione al 10.11.2015, dovremmo essere tra i depositari di alcune verità note a pochissimi insiders.
Ciò che invece risulta essere accessibile a noi comuni mortali, suona più o meno così. Nel 1968, quindi un anno prima dell' ideazione -in seno al Fondo Monetario Internazionale- degli Special Drawing Rights (SDR o XDR), espressione di un originario tentativo di creazione di una valuta mondiale, strutturalmente volta a contribuire al superamento dell'oro quale primaria fonte di riserva di valore e di ricchezza, il mondo della finanza si poneva un duplice quesito:
  1. riusciranno gli SDR ad imporsi quale valuta globalmente accettata?
  2. In che modo gli USA (tramite la FED) ed i suoi principali alleati/partners proveranno a mantenere il dominio sul mercato critico dell'oro?
Le risposte ai quesiti di cui sopra potevano e possono essere infinite, ragion per cui ho ritenuto opportuno utilizzare un documento che conservavo da circa 6 anni e la cui scansione completa troverete alla fine del post.

Di che documento stiamo parlando? Stiamo parlando di un telegramma inviato alla Segreteria di Stato USA il 6 Marzo del 1968 (quindi in un' epoca il cui contesto valutario era molto molto diverso da quello attuale) dall' ambasciatore americano di stanza a Parigi, contenente la preghiera di allertare celermente il presidente della FED Robert Solomon e desecretato qualche anno fa.
Cosa conteneva il telegramma? Un “memorandum”, consegnato all' ambasciatore USA dalla Banca Centrale Olandese, inerente «The urgency to reach international agreement on certain rules of the game with respect to the relation between gold and the new asset».
Di seguito, sottolineo alcuni passaggi del documento che, personalmente, considero interessanti.
Ad esempio, il paragrafo 13, evidenziava il fortissimo impegno richiesto agli USA ed al resto dei suoi alleati al fine di poter rimanere i padroni, i signori dell'oro.
Il paragrafo 11, invece, sottolineava come fosse particolarmente sentita la necessità di porre attenzione all'estensione della membership di un certo Reshuffle Club che potremmo considerare l'equivalente del -quanto reale o leggenda stabilitelo voi- Plunge Protection Team.
Il contenuto del paragrafo 11, deve essere letto in connessione con il paragrafo 3 il quale evidenziava la necessità che i membri del Reshuffling Club intervenissero attivamente nel mercato dell' oro nell' ipotesi di un' ulteriore caduta del suo valore.

A questo punto, viene spontaneo domandarsi: se oltre 40 anni fa la Fed e gli altri membri del Gold Pool intervenivano esplicitamente nel mercato dell' oro, nel contesto attuale, progressivamente popolato da trilioni di nuovi assets aventi come unità di conto currencies (specialmente una, lo USD) sempre più poggianti sulla fiducia (in in periodo in cui imperversa la guerra del Forex condotta dalle banche centrali, clicca qui, qui e qui) , potrebbe accadere la stessa cosa, seppur con l'intento opposto, vale a dire quello del contenimento -anziché del supporto- del prezzo?
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