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venerdì 25 dicembre 2015

CENTO DI QUESTE PERDITE

All'improvviso, dopo aver investito i risparmi di una vita in titoli che ritenevano essere oro (obbligazioni subordinate) e dopo aver trovato sotto l'albero un bel pacco di merda, gli italiani hanno scoperto quanto faccia schifo il rapporto banche “del paesello”- politica.
La prima reazione dei 4 Gordon Gekko di campagna è stata quella di gridare alla truffa la cui eventuale sussistenza dovrà essere accertata caso per caso dalle autorità preposte. Tra l'altro, gridare alla truffa, in Italia, non serve a nulla perché tali condotte, nel Bel Paese, integrano al limite reati da colletti bianchi per i quali il carcere resta una mera proiezione della rabbia dei 4 ignoranti che hanno sottoscritto -senza alcuna previa lettura- moduli contenenti l'informativa sui rischi. In tal senso la perdita patita reca con sé almeno due elementi di giustizia, ovvero:
  1. sanzione dell'ignoranza;
  2. sanzione politica.
Sub a). Chiunque si rechi in banca e firmi senza leggere quanto d'interesse merita queste perdite. Chiunque acquisti prodotti finanziari senza prima domandarsi -intimamente- cosa stia facendo, a chi vadano i suoi soldi, perché la banca gli chieda in prestito i suoi soldi, cosa significhi subordinate, per quali motivi i tassi delle subordinate siano -in media- più elevati rispetto a quelli offerti da altri prodotti, merita queste perdite. E vi prego: non rompete i coglioni con la storia della fiducia tradita, perché altrimenti devo proprio ritenere che la perdita sia meritata anche sotto questo aspetto. Non è concepibile che prima di cambiare operatore telefonico -quindi risparmiare qualche euro all' anno- si consultino decine di siti ma non ci si informi preventivamente in caso di investimento mobiliare. Non è possibile che prima di acquistare uno smartphone la gente ne studi le caratteristiche a mo' di ingegnere informatico ma non si informi -con lo stesso livello di dettaglio- in caso di investimento mobiliare. Non è immaginabile che per risparmiare 4 centesimi sul prezzo di una mozzarella (acquistando poi merda d'importazione) la gente consulti 100 volantini, visiti 200 supermercati e non si prodighi nel cercare informazioni in caso di rapporti col mondo finanziario.
Inutile toglier fuori la solita frase che si ripete identica a sé stessa negli anni ad ogni bancarotta, circa il fatto dell'essersi fidati del direttore di banca e/o dello sportellista del reparto titoli. In finanza, nel mondo dei soldi, la fiducia incondizionata è una colpa: la peggiore delle colpe. Nessuno è lì per rendervi ricchi in cambio di un grazie. Nessuno è lì per gonfiare il vostro portafogli in cambio dell'umana riconoscenza. La finanza è un allevamento intensivo di predatori il cui unico intento è quello di mangiare il più possibile e non di certo curare i miseri interessi di qualche sognatore rincoglionito, riscopertosi speculatore. Gli squali cureranno i vostri interessi solo quando questi coincideranno con i loro: un po' come accade tra gli squali veri ed il naucrates ductor. Tuttavia, nel caso delle 4 banche del paesello, l'interesse primario di chi ha venduto titoli era quello di raccattare qualche spicciolo per rimpinguare le casse esangui di istituti falliti; quindi, figuriamoci quanto potessero tenere agli interessi dei 4 ignoranti ai quali hanno venduto spazzatura.
Sub b). La sanzione politica è stata un grande godimento. Gli italiani hanno appreso (ed il caso Boschi rappresenta solo la punta dell'iceberg) quanto stretto -quindi dannoso- sia il rapporto tra politica e banche di paese. Come accade in qualsiasi altro settore in cui la melma politica italiana -eletta anche e soprattutto con il contributo della categoria dei pensionati- metta il becco anche quello bancario, oggetto di riferimento in questo post, ha prodotto una sola cosa: merda! Merda che, in osservanza della dantesca regola del contrappasso, si è riversata sulla categoria che, non paga di aver contribuito ad eleggere gli amici degli amici che li hanno solati, si è recata col cappello in mano a piangere miseria presso i banchetti locali del PD. In pratica, una miseria doppia.
Tra l'altro i politici ed i giornalisti camerieri dei primi quanto dei banchieri bancarottieri, hanno ribadito il ritornello secondo il quale tutti gli obbligazionisti subordinati rimasti col cerino in mano, siano poveri pensionati, con la prostata ingrossata ed il cervello in frantumi, il che è falso. Ci sono decine di speculatori professionisti che hanno perso rischiando e che vantano, rispetto ai pensionati piagnoni, un livello di dignità di gran lunga superiore perché hanno accettato la perdita in silenzio, com'è giusto che sia (clicca qui e qui).
Ma non temete: il governo starebbe pensando ad una Commissione di inchiesta. Ora, ognuno di voi sa, che nella storia repubblicana, le commissioni di inchiesta parlamentari non hanno mai accertato un cazzo di nulla. Zero. Mai nulla di rilevante in nessuna vicenda. Anzi, a volte son servite a depistare le indagini della magistratura ordinaria e ad far sparire qualche documento. 
Le banche pappone hanno fatto prestiti folli agli amici dei politici ed ora si mandano i politici ad indagare sul perché i banchieri abbiano fatto prestiti folli ai loro amici, salvo poi spingere sui reparti titoli per raccattare qualche euro vendendo assets rischiosi ai retail?? Giusto allo stesso archetipo di essere umano fottuto dalle banche è possibile rivendere questa merda.
Ma vorrei porvi anche una domanda: qualora in futuro Fra Cazzo da Velletri dovesse patire perdite sul segmento HY o sull'azionario, chi lo rimborserà? Pensionati? Cassaintegrati? Famiglie con sfratti esecutivi? Studenti? Ricercatori? Speriamo, serve una lezione per gli italiani beoti. Nel mio piccolo, dissi (con tanto di screenshot su Facebook) di non acquistare le subordinate per l'elevato e contingente rischio di perdite. Quindi, se alla verità mi ero avvicinato io -che esperto non sono- tutti avrebbero potuto farlo con un minimo di buona volontà.
Può darsi che io, scrivendo quanto sopra, abbia detto un sacco di cazzate e che abbiano ragione loro:
Il risultato, però, non cambia cari speculatori piagnoni: pagate! Pagate il prezzo dei vostri errori. In silenzio, possibilmente. Anche perché resta sempre valido quel che diceva Goebbels prima della resa tedesca, in risposta ad un ufficiale che gli chiedeva di non mandare al macello la Milizia Civile, non adatta ai combattimenti: «Non ne provo alcuna compassione. Glielo ripeto: non ne provo alcuna compassione! Il popolo ha scelto da solo il suo destino, potrà anche sembrare sorprendente, ma consideri la realtà per quella che è: non abbiamo forzato il popolo tedesco [italiano ndr], ci ha detto sì senza condizioni. Adesso deve offrirsi al taglio della gola».