Translate

sabato 30 aprile 2016

LAST LOOK: LA PRATICA CHE CONSENTE ALLE BANCHE DI VINCERE SEMPRE SUL FOREX. IL CASO BARCLAYS. PT.2

Qui trovate la prima parte.
Voi umani, leggendo la prima parte, avrete sicuramente pensato quanto segue: «Ma se Barclays (e le altre banche) rendesse operativo il #LastLook solo per difendersi dal trading aggressivo praticato da altri sofisticati concorrenti, non sarebbe poi la fine del mondo!». Siete umani, quindi vi perdono.
Barclays non distingueva (e molte altre banche tuttora non distinguono) tra casi di toxic order flow e casi nei quali accadeva -semplicemente- che i prezzi si muovessero (si muovano) a favore del cliente e contro la banca (le banche) successivamente all'immissione del ordine -da parte del primo- nella piattaforma informatica di proprietà della seconda. Viceversa, la banca inglese applicava il #LastLook a tutti i trades transitanti dall' API/FIX e ad una parte di quelli richiesti dai clienti users della GUI.
Un elevato numero di trades rifiutati -dal 2009 al 2014- da Barclays non avrebbero potuto essere considerati veri e propri casi di arbitraggi di latenza o espressione di toxic order flow. In realtà, i parametri dei sistemi informaci della Barclays qualificavano il mero uso dell' API/FIX come chiaro indice della capacità dei clienti di intraprendere operazioni poggianti sull' arbitraggio di latenza e come tali idonee a generare toxic flow. Per tale ragione, a tutti gli ordini creati dai clienti utilizzando le piattaforme di cui sopra veniva assegnata ed applicata -senza che gli utenti ne fossero resi previamente edotti- una latenza; questo significa che l'ordine veniva trattenuto (messo in stand-by) per un certo periodo di tempo prima dell'esecuzione. Laddove i prezzi, nel mentre l'ordine veniva trattenuto, si fossero mossi contro Barclays ed in favore del cliente oltre una cerca soglia di perdita (per la banca) sconosciuta a quest'ultimo, la banca avrebbe trattato il trade come toxic flow (rigettandolo).
In tal senso appare opportuno sottolineare che la Barclays valutò ed applicò i #LastLook rejection protocolos quasi esclusivamente con riguardo alle variabili rappresentate dal profitto o alla perdita che i singoli trades avrebbero potuto apportargli o arrecargli. Infatti, l'istituto di credito non realizzò alcuna analisi al fine di assicurare che il #LastLook si limitasse a rigettare i soli trades che fossero reale espressione degli arbitraggi di latenza o di altre pratiche potenzialmente in grado di creare flusso tossico. Ne consegue che, invece di impiegare il #LastLook quale misura puramente difensiva, Barclays lo utilizzò come filtro di portata generale volto a respingere gli ordini dei clienti giudicati, sulla base dei movimenti dei prezzi intervenuti (in millisecondi) nel periodo di ritenzione dell' ordine, non profittevoli per la banca.
La Barclays rivisitò il #LastLook nel Settembre e nell' Ottobre del 2014, al fine di praticare rigetti di trades in maniera simmetrica e non asimmetrica. Ciò vuol dire che, dal quel momento in poi, piuttosto che respingere solo gli ordini giudicati sufficientemente non profittevoli per la banca, anche quelli sufficientemente non profittevoli per il clienti (ma profittevoli per la banca) sarebbero stati rigettati. Tuttavia, anche da questa revisione nacque un piccolo problema: infatti, Barclays trascurò di aggiornare una delle sue trading platforms; il mancato aggiornamento fece sì che il 7% del suo volume continuasse ad essere sottoposto -sino ad Agosto del 2015- alle condizioni -viste sopra e nel primo post- di un #LastLook asimmetrico. Ad Agosto 2015, Barclays completò di aggiornare tutte le sue piattaforme.