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domenica 5 giugno 2016

LA DARK SIDE DEL FALLIMENTO DELLA LEHMAN BROTHERS PT.2

Andiamo a precisare alcuni degli aspetti evidenziati nella prima parte (clicca qui).
La Merrill, dunque, gestisce un lending desk tramite il quale consente ai propri clienti di prendere in prestito i titoli da vendere allo scoperto. Il lending desk della Merrill comunica costantemente con i prestatori, i clienti ed i brokers nel corso di ogni trading day, monitorando gli sviluppi del mercato giudicati idonei a pregiudicare la disponibilità dei titoli da prendere in prestito e consegnare.
In adempimento dei propri compiti, il lending desk determina, prima dell'inizio di ogni trading day, utilizzando una propria formula proprietaria basata anche sull'analisi delle news se un dato titolo sia o meno facilmente ottenibile in prestito. Nel caso in cui questo soddisfi i parametri stabili nella formula proprietaria, viene inserito dalla banca nella lista ETB redatta quotidianamente e resa nota -sin dalle prime ore del mattino- ai propri clienti ed alle proprie piattaforme di esecuzione.
Una volta inserito nella lista ETB, sia il lending desk (a gestione automatica e/o manuale) sia le piattaforme di esecuzione fanno affidamento sulla presenza del titolo nella lista al fine di soddisfare l'obbligo -imposto dalla disciplina SHO- di individuare preventivamente -ed in maniera affidabile- i titoli suscettibili di prestito e quindi consegnabili per la successiva vendita allo scoperto.
Come pratica generale, Merrill non redistribuiva una nuova lista ETB alle proprie piattaforme di esecuzione una volta consegnata loro quella iniziale nel corso delle prime ore della giornata, anche in caso di successivi sviluppi materializzatisi sui mercati ed idonei a pregiudicare la disponibilità dei titoli presenti sulla lista.
Tuttavia, in numerose occasioni, nel corso dell'ordinaria attività del lendig desk, la banca ha appreso direttamente dell'impossibilità sopravvenuta di prendere in prestito alcuni dei titoli inseriti – nelle prime ore del mattino- nella lista ETB, vedendosi costretta ad inserirli nella sua Watch List.
Le pratiche in uso presso il lending desk della Merrill, richiedevano che qualora fossero sorti problemi intraday circa la disponibilità di un particolare titolo presente nella lista ETB, questo avrebbe dovuto essere inserito in una lista separata, nota come Watch List. Come si evince dal “Business Requirements”, un documento contenente informazioni tecnologiche riservato allo staff della banca e da questa predisposto di concerto con gli addetti al lending desk al fine di descrivere l'implementazione di una nuova versione della Watch List (realizzata nel 2009), i titoli inseriti nella Watch List sono «azioni difficilmente reperibili per il prestito e che non dovrebbero essere inseriti nella lista ETB o automaticamente indicati come vendibili allo scoperto e le cui disponibilità dovrebbero essere gestite in maniera oculata». Di conseguenza, per ogni titolo aggiunto -intraday- sulla Watch List il lending desk, a fronte di una nuova richiesta di prestito, non avrebbe dovuto più far riferimento alla lista ETB ma avrebbe, invece, dovuto individuare in maniera diversa i titoli ad esempio contattando direttamente il potenziale prestatore. Ne conseguiva che, il collocamento di un titolo sulla Watch List, comportandone la successiva rimozione dalla lista ETB, faceva sì che l'affidamento riposto dalla Merrill sull' ETB list singolarmente considerata non garantisse più l'esistenza di motivazioni considerabili ragionevoli alla luce delle quali ritenere che quel dato titolo potesse essere preso in prestito facilmente e consegnato entro la delivery date. Inoltre, nel corso della giornata successiva, i titoli inclusi sulla Watch List il giorno prima non venivano inclusi sulla ETB list stilata il giorno dopo.
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