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martedì 7 giugno 2016

LA DARK SIDE DEL FALLIMENTO DELLA LEHMAN BROTHERS PT.3

Per la seconda parte, clicca qui.
Continuiamo a scavare nel buio.
Dal 2008 almeno e sino a Giugno 2015, tuttavia, allorquando un titolo veniva inserito nella Watch List in seguito agli sviluppi osservati intraday, quindi, nonostante il lending desk della banca cessasse di ritenere la lista ETB punto di riferimento informativo nell'ambito del processo conducente all' individuazione dei titoli facilmente ottenibili in prestito la Merrill dal canto suo ha continuato, per il tramite delle proprie piattaforme di esecuzione, ad accettare e ad eseguire le vendite allo scoperto proprio sulla base dei dati contenuti nella lista ETB che, come supporto decisionale, avrebbe dovuto essere considerata superata almeno con riguardo a quei titoli contemporaneamente inseriti nella Watch List.
Cosa significa tutto ciò? Significa che, l'accettazione degli ordini di vendita allo scoperto effettuata dalla Merrill sulla base della lista ETB da essa redatta, nel mentre lo/gli stesso/i titolo/ in era/no collocato/i sulla Watch list, avveniva in un contesto in cui il primo elenco non poteva più essere considerato parametro di riferimento affidabile rispetto al quale ritenere ragionevolmente sussistente la possibilità di prendere in prestito il titolo da consegnare entro la delivery date: perché? Perché proprio la Merrill disponeva, talvolta, di informazioni intraday che determinavano il suo lending desk a ritenere la ETB list non più punto di riferimento valido per la valutazione delle probabilità di buon esito delle richieste di prestito dei titoli avanzate nei confronti dei rispettivi possessori, con conseguente loro inserimento nella Watch List. Cosa possiamo dedurre? Deduciamo che, nell' individuare i titoli ottenibili in prestito facendo affidamento sulla ETB list quando, nel contempo, quei dati titoli erano presenti anche sulla Watch List, la Merrill non si è dimostrata compliant rispetto alla disciplina SHO.
Ad esempio, in data 17 Gennaio 2008, i traders del lendig desk della banca, avendo determinato che un dato titolo (proveremo a scoprire quale) non potesse essere più considerato facilmente ottenibile in prestito, seguitarono ad inserirlo nella Watch List. Il problema, dunque, dove risiederebbe? Proviamo a far chiarezza. La banca aveva messo il titolo nella Watch List, il che significava che per poter eseguire la vendita allo scoperto i traders e le piattaforme di esecuzione non avrebbero potuto basarsi sulla sola presenza del medesimo strumento finanziario nella ETB list: per quale ragione? Lo abbiamo già detto, ma lo ripetiamo. Perché, dopo averlo inserito nella lista ETB si erano verificati, nel corso delle contrattazioni, alcuni eventi giudicati idonei ad innalzare il rischio del mancato ottenimento del titolo in prestito quale presupposto strutturale dell'esecuzione della vendita allo scoperto. Accadde dunque che i traders del lending desk, prima di autorizzare la vendita, non potendo più contare sulla sola ETB list, si videro costretti a contattate individualmente i singoli prestatori potenziali (persone fisiche e/o giuridiche); questi, a loro volta, in quella specifica occasione, risposero di non disporre di azioni da concedere in prestito con messaggi del seguente tenore: «No good»; «I am sorry, nothing available» oppure «Short shares». La banca, in quell' istante, era pienamente consapevole dell'impossibilità di ottenere in prestito il titolo e quindi dell'impossibilità di autorizzare la vendita allo scoperto. Risultato? La Merrill autorizzò ugualmente, per il tramite delle proprie piattaforme, l'esecuzione di vendite allo scoperto per un totale di 46.617 pezzi basandosi esclusivamente sull' inserimento del titolo nella lista ETB ed ignorando che lo stesso fosse presente anche nella Watch List, violando la disciplina SHO.
Non diversamente, in data 8 settembre 2008 (vi ricorda qualcosa l' 8 settembre 2008?) all'apice della crisi finanziaria, i traders del lending desk della Merrill, stabilirono che un dato titolo (chissà quale) non potesse essere più considerato facilmente ottenibile in prestito, ragion per cui venne inserito nella Watch List. A metà giornata, i traders diffusero il seguente messaggio riguardante proprio quel titolo (chissà quale): «Sino ad ora né le banche né i brokers sono ancora disponibili a prestare alcun quantitativo di quel titolo (chissà quale)». Ciononostante, le piattaforme della Merrill consentirono di eseguire vendite allo scoperto per un totale di 1.358.036 pezzi di quel titolo, pur sapendo di non poter ottenere in prestito neanche una piccola percentuale del quantitativo da porre a copertura dell'operazione, ignorando deliberatamente il messaggio dei traders ed in osservanza formale del mero inserimento dello stesso (avvenuto nelle prime ore del mattino) nella lista ETB.

Quale fu lo strumento oggetto della vendita allo scoperto nuda? La SEC lo sa ma non l'ha mai rivelato; la Merrill non ha mai smentito né confermato che si trattasse dei titoli della Lehman Brothers.
Secondo il mio amico Hunsader (fondatore di NANEX), considerato diffusamente il miglior analista microstrutturale al mondo, è altamente probabile che i titoli in questione fossero quelli della Lehman. Infatti, proprio in data 8 Settembre 2008, la Lehman perse il 14% con volume pari a 109 milioni.

Attenzione: non sto dicendo che al netto del solo naked short selling -illegale- la Lehman sarebbe sopravvissuta: tuttavia, è altamente probabile che al netto di questa vendita illegale ed in presenza dei fondi garantiti dalla FED alla Goldman Sachs ed alla Morgan Stanley, non sarebbe fallita. Quella vendita allo scoperto illegale è stato il trigger, l'ignition del momentum ribassista che ha accelerato il corso degli eventi. Infatti, una settimana dopo, la Lehman dichiarò bancarotta.