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venerdì 22 luglio 2016

LA DARK SIDE DEL FALLIMENTO DELLA LEHMAN BROTHERS PT.5

Per la quarta parte, clicca qui.
In questo post vorrei proporre alcune considerazioni conclusive sulle condotte tenute dalla Merrill prima di andare a verificare se qualcuno -nel 2008- abbia saputo in anticipo -rispetto al resto degli investitori- dell' imminente crack della Lehman con conseguente posizionamento anticipato sul mercato.
In aggiunta a quanto detto nei contributi precedenti, possiamo dire quanto segue.
La Merrill, all'epoca, riceveva -regolarmente- l'indicazione elettronica -tramite feeds e messaggi-della possibilità di includere o meno un titolo nella lista ETB. Qualora un prestatore avesse comunicato la messa a disposizione dei suoi titoli per un dato giorno ma non per quello successivo, i sistemi in uso alla Merrill avrebbero dovuto interpretare l'omessa comunicazione quale mancanza di disponibilità di quel dato operatore a prestare quel dato titolo per quel dato giorno. Tuttavia, a causa di un errore presente nel sistema informatico in uso al lending desk della banca, nel caso in cui il prestatore non avesse indicato nella propria lista come prestabile un dato titolo, piuttosto che interpretare l'omissione come mancanza di disponibilità per il prestito il software, in alcuni casi andava a leggere l'ultima size indicata in precedenza per quello stesso strumento finanziario da quello stesso operatore ed incorporava -erroneamente- il relativo valore nell'ambito della stima totale di pezzi ottenibili in prestito da tutti gli operatori per quel dato titolo in quel dato giorno.
A causa di questo problema di programmazione, i sistemi della banca, dunque, si ritrovavano ad usare dati vecchi di oltre 24 ore nell' ambito dei processi di creazione delle liste ETB. L'inclusione di data feeds vecchi faceva sì che alcuni titoli di fatto non disponibili per il prestito venivano considerati invece come facilmente ottenibili in prestito. La Merrill, a sua volta, facendo riferimento a tale lista, costruita utilizzando dati errati, autorizzava vendite allo scoperto non covered bensì naked, in violazione della normativa SHO.
Il personale della banca venne a conoscenza di questo problema nel 2008 e cercò una soluzione che giunse, però, soltanto nel 2012.