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lunedì 25 luglio 2016

LA DARK SIDE DEL FALLIMENTO DELLA LEHMAN BROTHERS PT.7

Per la sesta parte, clicca qui.
Prima di andare avanti, al fine di comprendere meglio quanto diremo in futuro, credo sia opportuno fissare bene nelle nostre menti i seguenti dati.
  • In data 29.01.2008, la Lehman annunciava ricavi record pari a circa 60 miliardi di dollari ed utili per circa 4 miliardi; le azioni erano scambiate a circa $ 65,73.
  • In data 10.09.2008, la banca annunciava una perdita trimestrale pari a 3.9 miliardi di dollari.
  • In data 12.09.2008, il prezzo delle azioni era pari a circa $ 4,00.
  • Nel weekend del 12-14 Settembre 2008, Fed e Governo USA negavano gli aiuti alla banca e la FSA impediva alla Barclays di acquistarla.
  • In data 15.08.2009 la Lehman dichiarava bancarotta.
  • Prezzi e volumi iniziarono, rispettivamente, a declinare ed a salire in maniera significativa -eccezion fatta per i giorni 8-9 Settembre- solo 3 giorni prima dell'annuncio della bancarotta, segno di un mercato che credeva ancora nel possibile salvataggio della banca.
Poiché l'informed trading è tipicamente considerato un driver di illiquidità, è importante stabilire se questo ne abbia causato un incremento prima o dopo la dichiarazione di bancarotta.
Prima della bancarotta, potrebbe esserci stato informed trading interessante tanto le azioni della banca quanto quelle degli istituti di credito potenziali acquirenti degli assets della prima. Tale situazione avrebbe dovuto comportare un aumento dell'illiquidità consequenziale ad un aumento del rischio di selezione avversa; anche gli insiders della stessa Lehman potrebbero aver tradato la notizia del fallimento ancor prima della disclosure ufficiale. Laddove i market makers avessero ritenuto probabile tali scenari avrebbero allargato gli spreads al fine di prezzare l'aumento di probabilità di insider trading (ma abbiamo visto che gli spreads mostrarono una “strana” stabilità).
Il fallimento della banca comunica al resto del mercato un altro dato: il fallimento della dottrina del Too Big to Fail. Il mancato bail-out spiazza i gestori del rischio che si vedono costretti ad affrontarne uno di controparte più alto rispetto a quello preventivato dando per scontato l'intervento dello stato. Questa è la situazione ottimale per gli insiders operativi su titoli finanziari: più alto è il rischio di controparte (anche in conseguenza di bilanci opachi che innalzano la difficoltà della relativa stima) più profittevole sarà l'operazione.
Nel caso in cui i liquidity providers avessero ritenuto ineludibile e certo nel suo materializzarsi l'intervento pubblico, potrebbero aver escluso ab origine l'esistenza di trading informato sul fallimento prossimo della banca, sottostimando il rischio di selezione avversa, quindi ritenendo non presente toxic flow prezzante la bancarotta, omettendo di alzare gli spreads.
Per capire cosa sia successo stiamo provando e proveremo a capire meglio il senso dei risultati delle analisi di alcune metriche riguardanti la liquidità del sistema bancario USA nel suo complesso, oltre che della Lehman, in prossimità degli noti eventi