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sabato 22 ottobre 2016

L' HARD LANDING DELLO SHADOW BANKING CINESE E' QUESTIONE DI “QUANDO” NON DI “SE” PT.3

Per la seconda parte, clicca qui.
Il gestore/fondatore di Algebris dott. Davide Serra ritiene, al contrario di Mohamed El-Erian, che la Cina -in futuro- non avrà grossi problemi finanziari e che i numeri cinesi -in termini di PIL- siano affidabili. Clicca qui per vedere il video di Bloomberg.
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Il fenomeno dello shadow banking, apprezzato facendo uso del filtro del debt-to-GDP ratio, appare sfocato, sfuggente, nonché abbastanza preoccupante, per due ragioni:
  • nessuno sa di preciso a quanto ammonti detto rapporto;
  • nessuno sa di preciso a quanto ammonti detto rapporto anche perché è dubbia l'attendibilità dei dati ufficiali concernenti il PIL (ne parleremo in maniera più approfondita nei prossimi posts).
Se consultassimo i dati elaborati da 4-5 istituzioni diverse non riusciremmo a trovare uniformità di vedute.
 (Maggio 2016).

A giugno, Goldman Sachs ha prodotto una stima per il 2016 ed alcune proiezioni per gli anni a venire.

Tuttavia, in questa serie di posts daremo per buone le valutazioni fatte dalle principali istituzioni finanziarie internazionali, secondo le quali il livello del rapporto Indebitamento/PIL sarebbe pari al 300%.

Oltre ad aver contribuito ad accrescere la dimensione dei rischi istituzionali, lo shadow banking (SB) cinese ha alimentato un'espansione creditizia connotata da un forte deterioramento della qualità e che si pone alla base dell'innalzamento dei rischi sistemici.
Quindi: da un lato abbiamo un aumento del credito erogato e dall' altro una riduzione della sua qualità. Secondo Moody's, a metà 2016,  lo SB aveva un peso pari a circa il 78% del PIL.Come detto, nessuno sa con certezza se sia vero o meno, quindi nessuno conosce a fondo la dimensione del rischio il che rappresenta di per sé un rischio. 
In base ai dati raccolti da Yan Liang, l'ammontare dei nuovi crediti bancari erogati tra il 2007 al 2014 ha subito una forte decelerazione a fronte di un aumento esponenziale di quelli erogati dalle shadow entities.
Sempre secondo Yan Liang, il contesto operativo che ha fruito maggiormente dei nuovi flussi creditizi, risultando di conseguenza il più indebitato, è quello delle aziende non finanziarie. Il Debt-to-GDP ratio del settore è passato, negli ultimi 7 anni, dal 72% al 125%; la profittabilità, invece, ha iniziato a declinare. Il numero di aziende quotate ed in perdita -rispetto al totale- è passato dal 5,5% del 2007 all'attuale 17,3%: il return on assets mediano settoriale è passato dal 6,5% del 2007 al 2,4% del 2013; il debt-to-EBITDA ratio è passato dal 2,1% del 2008 al 3,2% del 2012.
Nel 2014, 11 trilioni di Yuan di nuovi crediti -erogati dai soli trusts- sono fluiti nel settore del real estate; 23 trilioni di yuan di nuovi crediti -erogati dai soli trusts- hanno alimentato quello delle infrastrutture. Il 50% dei crediti erogati al settore delle costruzioni (real estate+infrastrutture) proviene dallo SB. Tuttavia, il FMI ci sa sapere che, a metà 2014, i cash flows generati dalle operazioni ordinarie del settore immobiliare risultavano essere negativi per 103 miliardi di yuan (pari a 16 miliardi di dollari) mentre il flusso creditizio destinato al medesimo settore risultava essere pari a 116 miliardi di yuan (pari a 18 miliardi di dollari). Questo significa? Significa che il settore del real estate non era in grado di rimborsare i debiti in scadenza tramite il normale flusso reddituale (che era appunto negativo) necessitando, per sopravvivere, di nuovi e continui flussi di credito. Questo è l'esempio plastico del più tipico dei Ponzi Schemes.