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lunedì 24 ottobre 2016

L' HARD LANDING DELLO SHADOW BANKING CINESE E' QUESTIONE DI “QUANDO” NON DI “SE” PT.4

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Un altro settore che ha goduto e gode tuttora di lauti finanziamenti provenienti dallo Shadow Banking (SB) è quello dei Local Government Funding Vehicles (LGFVs).

  • I LGFVs sono costituiti dagli enti locali al fine di colmare gaps finanziari.
  • Le autonomie locali da un lato sono responsabili di una quota considerevole di spesa pubblica; dall'altro, però, non hanno la possibilità di accedere al gettito derivante dalle imposte più rilevanti e solo poche tra esse -ovvero quelle deputate a governare porzioni di territorio più densamente popolate- godono dell'autorizzazione governativa ad emettere -nell' ambito di più ampi pilot programs- bonds comunali. 
  • Quindi, al fine di colmare il fabbisogno finanziario, gli enti territoriali costituiscono LGFVs deputati a ricevere i prestiti loro accordati dalle banche e dalle shadow entities. Si stima che, nei soli primi 6 mesi del 2014, i LGFVs abbiano ricevuto somme pari a circa 1.7 trilioni di dollari.
  • Consideriamo inoltre che, secondo i dati elaborati dalle autorità internazionali, il debito pubblico sarebbe pari al 55% del debito totale mentre il debito pubblico delle amministrazioni periferiche rappresenterebbe il 51% del debito pubblico totale.
  • Come collaterale, i governi locali usano i valori commerciali (attualmente in piena bolla) di intere porzioni di territorio. In tal senso, ritorniamo al punto di partenza, vale a dire al real estate. Quando il settore immobiliare correggerà, gli enti locali dovranno fornire ulteriori garanzie collaterali, pena l'adempimento anticipato di molti debiti.
  • I governi periferici hanno investito ed investono prevalentemente in infrastrutture: ferrovie, autostrade, case popolari. Si tratta di progetti ad alto impatto sociale, politicamente orientati, difficilmente sostenibili da un punto di vista economico e i cui cash flows potranno divenire positivi solo tra qualche anno o, in alcuni casi, semplicemente mai. Uno dei casi più famosi è quello della “ghost cities”, alcune delle quali di proprietà pubbliche ed altre private. Approfondiremo meglio il tema nei posts futuri perché non è detto che tutte le città fantasma di oggi continueranno a rimanere tali anche nei prossimi anni.
  • Gli enti locali, allo stato attuale, sembrano incapaci di rimborsare totalmente i debiti contratti. Si consideri, tra le altre cose, che: tra il 2004-2007 per ogni 1,01 yuan di debito contratto veniva generato 1 yuan di PIL; nel 2015, la credit intesity risultava essere cresciuta considerevolmente nel senso che ad ogni 1,8 yuan di nuovo debito è corrisposta la generazione di 1 solo yuan di PIL (Fondo Monetario Internazionale 2015).
  • Secondo il FMI (2015) gran parte del credito è stato impiegato in settori/progetti a scarso impatto economico nonché per ripagare gli interessi debitori pregressi. Non si tratta di una stranezza: lo SB è artefice della forte crescita dell'indebitamento; lo SB applica interessi mediamente più alti rispetto a quelli bancari; la spesa per interessi è cresciuta del 27,8% tra il 2007 ed il 2012 (livello più alto tra i mercati emergenti).
  • Secondo la BIS (2015) il debt service ratio del settore privato non finanziario è passato dal 13% del 2008 al 20%  del 2015 (più sale peggio è); contemporaneamente, la profittabilità è diminuita e le aziende hanno dovuto indebitarsi per adempiere le obbligazioni giunte a scadenza. In altri termini, alcune aziende hanno contratto debiti per pagare debiti senza contribuire -in maniera sensibile- alla crescita dell'economia reale.