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venerdì 30 dicembre 2016

EMERGENCY PROCEDURE

Cari amici, dopo aver scritto il post su Tesla, Facebook mi ha notificato di esser stato bloccato per 7 giorni a causa di un post a favore della famiglia tradizionale/eterosessuale scritto da me oltre 7 (sette) mesi fa. 
Ne consegue che, non potendo indicare su Facebook (clicca qui) le operazioni di acquisto e vendita dei vari strumenti finanziari da me trattati, sarò costretto ad inserire -di volta in volta- gli aggiornamenti in questo post nonché su Twitter (clicca qui).














sabato 24 dicembre 2016

L' INCUBO DI OGNI TRADER: FLASH CRASHES E FLASH RAMPS PT. 5

D. What do you especially like about this big game? 
R. Lies. 
D. Lies? Why lies?
R. Because lies are the bricks of unreal realities and I feel like an hammer. 

Per la quarta parte, clicca qui.
Alcuni dei trading channels della Merrill Lynch disponevano di parametri di controllo del rischio diversi da quelli descritti in precedenza e predisposti già prima dell' entrata in vigore della MAR. Tuttavia, detti strumenti non risultavano attivi con riguardo all'intero order flow. Ad esempio, l' algorithmic engine dell' ETTS poteva eseguire una verifica avente ad oggetto il volume medio giornaliero (Average Daily Volume) degli ordini in entrata, mettere in pausa quelli eccedenti di una % predeterminata l' ADV del titolo interessato e chiedere al personale del desk di adottare, manualmente, i provvedimenti necessari per inviarlo a mercato previa rettifica. Allo stesso tempo, numerosi ordini retail venivano sottoposti a tutta una serie di analisi aventi ad oggetto la quantità di azioni, il valore nozionale, il livello di liquidità del titolo, il potenziale impatto di mercato, volte a stabilire se fosse opportuno inviare l'ordine verso un market maker oppure verso un algoritmo interno alla banca il quale, a sua volta, avrebbe deciso se inviarlo a mercato integralmente (parent order) o frazionato (child orders) in ragione del prezzo fatto segnare dal titolo in quel dato momento.
Nonostante gli strumenti di monitoraggio dell' ADV e del potenziale market impact esistessero già prima dell' entrata in vigore della MAR (Luglio 2011), la BofA decise di non renderli operativi per ogni trading channel ad essa in uso (come, invece, avrebbe dovuto fare nel rispetto della Rule 15c3-5).
Dopo aver stabilito la necessità di sottoporre ai 4 controlli qui descritti tutti gli ordini -provenienti dai traders o dai clienti della banca- aventi ad oggetto azioni, i managers delle varie business units impostarono, per ciascuno dei controlli, le soglie-limite da rispettare all'interno di ogni singola unità.
Al fine di garantire un più ampio rispetto della MAR, la BofA integrò -nell' ETTS- un'applicazione software centralizzata operativa nella fase di pre-trade, nota col nome di “Sidecar”. Sidecar garantiva l'esecuzione dei 4 controlli su tutti gli ordini inviati a mercato soltanto tramite ETTS. Infatti, le verifiche sugli ordini proveniente dalla cash equities business unit, venivano espletate tramite un sistema al quale avevano accesso i soli cash equities traders e non a mezzo Sidecar.
Molte delle soglie-limite selezionate dai senior managers preposti alle varie business units furono però settate a livelli talmente alti da rendere inefficaci i controlli successivi. Ad esempio, la maggior parte degli ordini generati dalla cash equities business unit erano sottoposti a due hard blocks:
  1. con riguardo al valore nozionale, il singolo trade non avrebbe potuto eccedere i 250 milioni di $;
  2. con riguardo alla size del singolo trade, questa avrebbe dovuto essere ricompresa tra i 5 ed i 25 milioni di azioni, a seconda della particolare trading strategy adottata e/o della sede di negoziazione prescelta per l'esecuzione. Nel Giungo del 2013, a seguito delle prime indagini condotte dalla SEC, la BofA ridusse -da 25 milioni di azioni a 50 mila- la dimensione massima della size correlata a due strategie operative in uso nella cash equities business.
Inoltre, parte degli ordini provenienti dal cash equities desk erano anche soggetti a blocchi hard e soft che imponevano differenti limiti di size e di valore nozionale per singolo ordine nell'ambito della gestione del sistema di immissione dei trades (quelli soft, più precisamente, allertavano il trader nel momento in cui una specifica soglia veniva superata, in modo tale che potesse agire di conseguenza, manualmente, anche disabilitando il blocco). Tuttavia, molti di questi limiti addizionali presentavano livelli di settaggio particolarmente alti, quindi sostanzialmente inutili anche ove rispettati.
Similarmente a quanto scritto sino ad ora, gli ordini provenienti dalla business unit istituzionale specializzata nella negoziazione di derivati, instradati tramite Sidecar, erano soggetti a due hard blocks:
  1. con riguardo al valore nozionale, il singolo trade non avrebbe potuto eccedere i 250 milioni di $;
  2. con riguardo alla size del singolo trade, questa non avrebbe potuto eccedere i 10 milioni di azioni.
Questi ordini erano soggetti ad hard e soft blocks, all'epoca attivi con riguardo al sistema di immissione. Anche se i limiti operativi variavano a seconda del trading desk, dell' order entry system e, talvolta, anche a seconda del trader, i blocchi applicati all'entry system dei derivati risultavano generalmente più bassi di quelli applicati ai trades monitorati dal Sidecar di circa il 10-20% per quanto riguarda la size del singolo trade e del 40% in relazione ai limiti dei nozionali i quali, tuttavia, presentavano valori assoluti talmente alti da rendere inutili i controlli su di essi strutturati. I valori di default dei soft blocks risultavano ancora più bassi di quelli degli hard blocks pur permanendo a livelli molto molto alti in termini di valori assoluti.
Gli ordini aventi ad oggetto azioni, trasmessi dai clienti della BofA tramite i canali di trading elettronico messi a disposizione della banca erano soggetti sia ai controlli praticati sul valore nozionale (compreso tra 100 e 150 mila dollari) che sulla size del singolo trade (compresa tra 10 mila e 25 mila azioni), entrambi poggianti su di un sistema di valutazione del rischio condotta impiegando il cosiddetto metodo matriciale. 

Post scritto ascoltando 

venerdì 16 dicembre 2016

L' INCUBO DI OGNI TRADER: FLASH CRASHES E FLASH RAMPS PT. 4

Per la terza parte, clicca qui
Le violazioni della Rule 15c3-5 (avente ad oggetto l'implementazione dei controlli volti a prevenire l'immissione di ordini erronei) da parte della Merrill Lynch fecero sì che la stessa, a partire da Agosto 2011, inviasse a mercato numerosi ordini irregolari danneggiando l'integrità del trading complessivamente condotto sui titoli interessati dalla sua operatività. Una volta giunti a mercato, alcuni degli ordini erronei causarono -nell' arco di qualche secondo dalla loro esecuzione- violente variazioni (> 10%) al rialzo ed al ribasso dei prezzi delle azioni e delle quote degli ETFs negoziati. In due occasioni, gli ordini sballati generati dalla banca causarono una riduzione dei prezzi pari a circa il 99% entro 2 secondi dalle rispettive esecuzioni. Eventi del genere (noti come mini-flash crashes/ramps) contribuiscono a minare la fiducia degli investitori nell'integrità del mercato. I prezzi aberranti battuti sul mercato in conseguenza degli ordini inviati dalla BofA M.L avrebbero dovuto allertarla circa l'inadeguatezza dei proprio controlli, inducendola a assumere -tempestivamente- i rimedi giudicati più opportuni. Invece, la banca non affrontò il problema sino a Maggio 2013. Perché proprio Maggio 2013? Perché qualche tempo prima, la banca inviò a mercato alcuni ordini prontamente seguiti da un crollo -pari al 99%- del prezzo di un titolo (vedremo più avanti quale), ragion per cui venne contattata dalla SEC.
Proviamo ora a compiere un passo ulteriore verso l'ignoto.
deviantart.com
Tra Luglio 2011 e Dicembre 2014, gli ordini inviati a mercato dalla BofA M.L. ed aventi ad oggetto titoli azionari venivano generati da una delle sue 5 unità operative. I traders assegnati ai trading desks organicamente collocati nell'ambito delle predette unità potevano accedere, al pari di alcuni clienti, ad uno o più sistemi di immissione i quali instradavano poi gli ordini verso il mercato utilizzando i canali di negoziazione (trading channels) interni alla banca. La maggior parte degli ordini generati dalle unità “cash equities and derivatives”, così come quelli inseriti dai clienti della banca per il tramite della suite dedicata al trading elettronico, venivano inviati a mercato attraverso una piattaforma proprietaria denominata “Electronic Trading Technology Stack (ETTS)". L' ETTS contemplava la presenza di un sistema di gestione degli ordini, di un ambiente algoritmico e di uno smart router deputato ad inviare gli ordini (parent o child) verso il/i mercato/i.
In osservanza della MAR, M.L. stabilì che l'intero order flow composto dai trades condotti sull'azionario dovesse essere sottoposto a 4 tipi controllo aventi ad oggetto:
  1. i limiti impostati con riguardo alla quantità (size) di titoli da acquistare/vendere tramite singolo ordine;
  2. i limiti impostati con riguardo al valore nozionale del singolo ordine;
  3. i limiti di prezzo dei limit orders;
  4. l' eventuale presenza di ordini duplicati.

Detti controlli operavano quali “hard blocks”, rigettando tutte le proposte di negoziazione eccedenti uno specifico ammontare (di size e/o di valore nozionale) ed impedendo quindi che giungessero a mercato.
Post scritto ascoltando

venerdì 9 dicembre 2016

L' INCUBO DI OGNI TRADER: FLASH CRASHES E FLASH RAMPS PT.3

Per la seconda parte, clicca qui.
Oggi non parleremo di flash crashes/ramps causati dalla tipica operatività degli High Frenquency Traders bensì di quelli causati da una banca: la Bank of America Merril Lynch.
Il tutto parte da una serie di condotte poste in essere in violazione della Section 15(c)(3) dell' Exchange Act e dell' Exchange Act Rule 15c3-5 (cosiddetta “Market Access Rule” di seguito MAR).
La Market Access Rule richiede, tra le alte cose, che i broker-dealers abilitati a negoziare strumenti finanziari tramite accesso diretto al/ai mercato/i o ad uno/più alternative trading system/s (ATS) adottino sistemi di gestione del rischio ragionevolmente progettati al fine di evitare l'inserimento di ordini errati o eccedenti determinate soglie di credito/capitale.
artstation.com
Dal 14 Luglio 2011 al Dicembre 2014, BofA M.L. ha violato la Market Access Rule omettendo di predisporre, documentare, mantenere sia un sistema di controllo  sia procedure di supervisione idonei a gestire i rischi finanziari e regolamentari legati alla propria attività di accesso al mercato. Più precisamente, la banca americana omise:
  • di predisporre, con riguardo ad un numero cospicuo dei suoi trading desks, sistemi di controllo da attivare nel pre-trade volti ad impedire l'inserimento di ordini eccedenti soglie di credito o capitale prestabilite;
  • di predisporre i controlli normalmente richiesti per l'operatività nel settore del fixed income;
  • di sottoporre ad adeguata -e periodica- verifica la bontà del proprio risk management e delle proprie procedure di supervisione richieste dalla Market Access Rule.
Nell' arco temporale sopra indicato, i controlli condotti informaticamente sui singoli ordini, imposti dalla Rule 15c3-5 e risultati erronei per la maggior parte dei trades componenti l'order flow della banca, consistevano primariamente:
  • di un limite massimo attinente alla size (il numero di azioni) del singolo ordine;
  • di un limite massimo concernente il valore nozionale del singolo ordine.
Lo scopo era quello di impedire che gli ordini non rispettosi delle condizioni citate fossero ugualmente inviati a mercato. Tuttavia, le soglie-limite della size e del nozionale erano settate a livelli talmente alti da risultare inadeguate a prevenire l'immissione di ordini errati. Inoltre, nonostante disponesse -sempre nello stesso periodo- anche di altri strumenti di gestione del rischio, come ad esempio quelli atti ad analizzare il market impact potenziale degli ordini per singolo titolo negoziato, BofA omise di attivarli su diversi canali del proprio order flow. Di conseguenza, gestendo migliaia e miglia di ordini soggetti -esclusivamente- alle irragionevolmente alte soglie di controllo della size e del valore nozionale degli ordini, era inevitabile che la Merril Lynch incorresse nel rischio di mandare a mercato ordini totalmente sballati, circostanza puntualmente verificatasi.