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sabato 24 dicembre 2016

L' INCUBO DI OGNI TRADER: FLASH CRASHES E FLASH RAMPS PT. 5

D. What do you especially like about this big game? 
R. Lies. 
D. Lies? Why lies?
R. Because lies are the bricks of unreal realities and I feel like an hammer. 

Per la quarta parte, clicca qui.
Alcuni dei trading channels della Merrill Lynch disponevano di parametri di controllo del rischio diversi da quelli descritti in precedenza e predisposti già prima dell' entrata in vigore della MAR. Tuttavia, detti strumenti non risultavano attivi con riguardo all'intero order flow. Ad esempio, l' algorithmic engine dell' ETTS poteva eseguire una verifica avente ad oggetto il volume medio giornaliero (Average Daily Volume) degli ordini in entrata, mettere in pausa quelli eccedenti di una % predeterminata l' ADV del titolo interessato e chiedere al personale del desk di adottare, manualmente, i provvedimenti necessari per inviarlo a mercato previa rettifica. Allo stesso tempo, numerosi ordini retail venivano sottoposti a tutta una serie di analisi aventi ad oggetto la quantità di azioni, il valore nozionale, il livello di liquidità del titolo, il potenziale impatto di mercato, volte a stabilire se fosse opportuno inviare l'ordine verso un market maker oppure verso un algoritmo interno alla banca il quale, a sua volta, avrebbe deciso se inviarlo a mercato integralmente (parent order) o frazionato (child orders) in ragione del prezzo fatto segnare dal titolo in quel dato momento.
Nonostante gli strumenti di monitoraggio dell' ADV e del potenziale market impact esistessero già prima dell' entrata in vigore della MAR (Luglio 2011), la BofA decise di non renderli operativi per ogni trading channel ad essa in uso (come, invece, avrebbe dovuto fare nel rispetto della Rule 15c3-5).
Dopo aver stabilito la necessità di sottoporre ai 4 controlli qui descritti tutti gli ordini -provenienti dai traders o dai clienti della banca- aventi ad oggetto azioni, i managers delle varie business units impostarono, per ciascuno dei controlli, le soglie-limite da rispettare all'interno di ogni singola unità.
Al fine di garantire un più ampio rispetto della MAR, la BofA integrò -nell' ETTS- un'applicazione software centralizzata operativa nella fase di pre-trade, nota col nome di “Sidecar”. Sidecar garantiva l'esecuzione dei 4 controlli su tutti gli ordini inviati a mercato soltanto tramite ETTS. Infatti, le verifiche sugli ordini proveniente dalla cash equities business unit, venivano espletate tramite un sistema al quale avevano accesso i soli cash equities traders e non a mezzo Sidecar.
Molte delle soglie-limite selezionate dai senior managers preposti alle varie business units furono però settate a livelli talmente alti da rendere inefficaci i controlli successivi. Ad esempio, la maggior parte degli ordini generati dalla cash equities business unit erano sottoposti a due hard blocks:
  1. con riguardo al valore nozionale, il singolo trade non avrebbe potuto eccedere i 250 milioni di $;
  2. con riguardo alla size del singolo trade, questa avrebbe dovuto essere ricompresa tra i 5 ed i 25 milioni di azioni, a seconda della particolare trading strategy adottata e/o della sede di negoziazione prescelta per l'esecuzione. Nel Giungo del 2013, a seguito delle prime indagini condotte dalla SEC, la BofA ridusse -da 25 milioni di azioni a 50 mila- la dimensione massima della size correlata a due strategie operative in uso nella cash equities business.
Inoltre, parte degli ordini provenienti dal cash equities desk erano anche soggetti a blocchi hard e soft che imponevano differenti limiti di size e di valore nozionale per singolo ordine nell'ambito della gestione del sistema di immissione dei trades (quelli soft, più precisamente, allertavano il trader nel momento in cui una specifica soglia veniva superata, in modo tale che potesse agire di conseguenza, manualmente, anche disabilitando il blocco). Tuttavia, molti di questi limiti addizionali presentavano livelli di settaggio particolarmente alti, quindi sostanzialmente inutili anche ove rispettati.
Similarmente a quanto scritto sino ad ora, gli ordini provenienti dalla business unit istituzionale specializzata nella negoziazione di derivati, instradati tramite Sidecar, erano soggetti a due hard blocks:
  1. con riguardo al valore nozionale, il singolo trade non avrebbe potuto eccedere i 250 milioni di $;
  2. con riguardo alla size del singolo trade, questa non avrebbe potuto eccedere i 10 milioni di azioni.
Questi ordini erano soggetti ad hard e soft blocks, all'epoca attivi con riguardo al sistema di immissione. Anche se i limiti operativi variavano a seconda del trading desk, dell' order entry system e, talvolta, anche a seconda del trader, i blocchi applicati all'entry system dei derivati risultavano generalmente più bassi di quelli applicati ai trades monitorati dal Sidecar di circa il 10-20% per quanto riguarda la size del singolo trade e del 40% in relazione ai limiti dei nozionali i quali, tuttavia, presentavano valori assoluti talmente alti da rendere inutili i controlli su di essi strutturati. I valori di default dei soft blocks risultavano ancora più bassi di quelli degli hard blocks pur permanendo a livelli molto molto alti in termini di valori assoluti.
Gli ordini aventi ad oggetto azioni, trasmessi dai clienti della BofA tramite i canali di trading elettronico messi a disposizione della banca erano soggetti sia ai controlli praticati sul valore nozionale (compreso tra 100 e 150 mila dollari) che sulla size del singolo trade (compresa tra 10 mila e 25 mila azioni), entrambi poggianti su di un sistema di valutazione del rischio condotta impiegando il cosiddetto metodo matriciale. 

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