Translate

sabato 8 aprile 2017

BREVI CONSIDERAZIONI SULL' OBBLIGAZIONARIO, IN RELAZIONE AL RISCHIO DI VOLATILITA' E REINVESTIMENTO PT.1

Qui trovate il mio pensiero sull' obbligazionario in generale.
In questo post, invece, vorrei invece indicare -senza pretesa di esaustività alcuna- taluni aspetti che fareste bene a considerare qualora qualcuno volesse vendervi un titolo obbligazionario.
Come forse saprete, secondo molti commentatori ci troveremmo nel mezzo della fine del trend rialzista (con riguardo ai prezzi) che ha interessato il mercato obbligazionario sin dal 1981, fine che probabilmente vivrà un'accelerazione non appena il QE della BCE (e delle altre Banche Centrali) cesserà.

Rischio di volatilità.
Il rischio di volatilità può essere definito come la variazione percentuale istantanea del prezzo Tel Quel delle obbligazioni, originata da una variazione dei tassi d'interesse di mercato che, per semplicità, ipotizziamo occorra all' inizio dell' holding period.
Consideriamo l'atteggiarsi un' obbligazione a cedola fissa (BTP) ed una a cedola variabile (CCTeu) nel caso in cui i tassi dovessero salire (ipotesi più probabile sul lungo termine).
Se i tassi salgono
  • Il rischio di volatilità interesserà in negativo tanto i titoli a cedola fissa quanto quelli a cedola variabile.
  • Il rischio di volatilità interesserà maggiormente i titoli a cedola fissa e meno quelli a cedola variabile, in ragione del fatto che la variabilità delle cedole posteriori alla prima assicura una certa protezione rispetto all' aumento dei tassi d'interesse. La protezione offerta dai titoli a cedola variabile non è però assoluta per un duplice motivo: l'adeguamento delle cedole non né istantaneo nè totale, ciò significando che la loro variazione recupera solo in parte il movimento al rialzo dei tassi d'interesse del mercato verificatosi nel mentre. Ne consegue che, il rischio di volatilità per i titoli a cedola variabile diminuisce al crescere della velocità di adeguamento delle cedole ai nuovi tassi d'interesse di mercato e quanto più l' adeguamento risulti essere completo. Quindi, qualora esistesse un' obbligazione a tasso variabile che consentisse di recuperare istantaneamente ed al 100% la variazione rialzista dei tassi di mercato, potremmo giungere alla conclusione che per detto titolo il rischio di volatilità sarebbe nullo. Purtroppo, titoli di tal fatta sono mere ipotesi di scuola.
  • Sia i prezzi dei titoli a cedola fissa che a cedola variabile presentano variazioni assolute e percentuali più elevate nel caso in cui i tassi scendano anziché salire. Tale asimmetria, non regolare, dipende dall' entità della variazione dei tassi di mercato, risultando tanto minore quanto più contenuta risulta tale variazione.
Ricapitolando. Il prezzo ed il rendimento delle obbligazioni sono legati da un relazione inversa. Detta relazione presenta due asimmetrie:
  1. a parità di variazione dei tassi d'interessi di mercato o in diminuzione, le variazioni dei prezzi sono maggiori se i tassi diminuiscono e minori se i tassi aumentano;
  2. nel caso in cui tassi dovessero continuare a salire o a scendere con variazioni di pari entità, le corrispondenti variazioni dei prezzi in diminuzione sarebbero marginalmente decrescenti mentre quelle in aumento sarebbero marginalmente crescenti. Ciò vale sia per i titoli a cedola fissa che variabile.

In relazione al rischio di volatilità è dunque possibile affermare che, a parità di variazione dei tassi d'interesse di mercato, questo sarebbe più accentuato qualora i tassi dovessero scendere anziché salire e risulterebbe marginalmente decrescente o crescente a seconda che i medesimi continuassero a salire o ad aumentare. Questo concetto può essere espresso anche dicendo che le variazioni dei prezzi delle obbligazioni, vale a dire il rischio di volatilità, hanno entità differenti a seconda del livello iniziale del TRES, risultando tanto più accentuate quanto più tale livello è basso e tanto più contenuti quanto più tale livello è alto. Il TRES “Tasso di Rendimento Effettivo a Scadenza” è quell'unico tasso che rende uguale la somma dei valori attuali dei frutti intermedi e finale prodotti dal titolo obbligazionario a tasso fisso al prezzo di acquisto espresso in termini di corso tel quel del titolo stesso. Esso è definito anche tasso interno di rendimento o tasso implicito. Le considerazioni sopra esposte possono estendersi al TRET (unico tasso che rende uguale la somma dei valori attuali dei frutti certi e incerti prodotti dall'obbligazione a tasso variabile al suo prezzo di acquisto espresso in termini di corso tel quel) delle obbligazioni a cedola variabile nella misura in cui si sia consapevoli che, nel replicare l'ultimo tasso riferimento noto a tutte le cedole successive, quindi, accettando il limite di ipotizzare valori delle cedole diversi da quelli effettivamente manifestatisi, l' obbligazione a cedola variabile è trattata alla stregua di una a cedola fissa e di conseguenza il TRET diventa un TRES.