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mercoledì 24 maggio 2017

TRADING ON MACRO NEWS E LE CAZZATE CHE VI VENDONO I BROKERS PT. 1

Clicca qui per la serie di post dedicati alla lettura delle news da parte degli algos.
Avete mai sentito parlare di trading on news? Certo che sì. Consiste nel prendere posizione sui mercati in attesa -quindi prima- che escano news macro (normalmente calendarizzate) oppure nel prendere posizione nel momento esatto in cui venga rilasciata, su qualsiasi medium, una qualsiasi notizia reputata price sensitive rispetto ad un qualsiasi asset (per comprendere come questo avvenga, leggi la serie di post linkata sopra).
Molti di voi si saranno imbattuti nella pubblicità dei brokers i quali assoldano presunti analisti tecnici che, nei vari webinars, vi spiegano come fare soldi inserendo un buy limit order ed un sell limit order su di un cross valutario, sull' oro, su di un indice, in modo da sfruttare la volatilità post annuncio macro (gli annunci macro sono una specie del più ampio genere “trading on news”; l'unica particolarità è la previa calendarizzazione dell' evento della release). Il trading on news, in ambito accademico, è altresì conosciuto come trading event-based.
Per poter provare ad intraprendere una discussione seria, mi servirò di un paper accademico-scientifico, già segnalatovi qualche settimana fa sulla bacheca di Facebook, dal titolo “Speed, algorithmic trading, and market quality around macroeconomic news announcements”, scritto da Martin Scholtus, Dick van Dijk, Bart Frijns. Quale sarebbe l' umile intento di questa serie di post? Lo scopo è quello di provare ad allargare gli orizzonti della conoscenza, in modo tale che ognuno di voi possa farsi un' idea sulle reali possibilità di implementare i trading systems -tra i quali quelli del trading on news- venduti/suggeriti dai vari affiliati alla sell side italiana. Nello specifico, questa serie di post nasce dalla lettura di diversi commenti pubblicati sulla mia pagina Facebook da alcuni sedicenti traders, per i quali -cito testualmente- «Basta mettere due ordini per fare profitti certi: uno in vendita ed uno in acquisto. Eseguito l'uno, si cancella l'altro». Poiché queste asserzioni si sentono anche nei webinars venduti da gente che non sapendo tirare su un gain -paga del broker a parte- si cimentano nell' indicare le vie del successo agli altri, ho deciso che fosse il caso di approfondire un po' la questione.
Le rilevazioni quantitative e le valutazioni degli autori del paper riguardano il NASDAQ e più nello specifico l' altamente liquido State Street SPDR S&P 500 Exchange Traded Fund (ETF), negoziato appunto sul medesimo mercato. Tuttavia, quanto riferito con riguardo all' ETF tradato da operatori istituzionali sul NASDAQ può essere esteso -a maggior ragione- al trading fatto tramite brokers dai trader retail. Questi, per definizione privi di DMA o di SA (clicca qui, qui, qui, qui,), in caso di ordini piazzati sul book ed in attesa di essere eseguiti risultano essere totalmente dipendenti dalle latenze proprie degli intermediari, nonché vincolati anche dai limiti degli elaboratori /connessione internet ad essi in uso in caso di market orders inseriti manualmente.

Hasbrouck and Saar (2013) and Scholtus and van Dijk (2012) hanno dimostrato che i traders più veloci riescono a prendere posizione entro 5 millisecondi, calcolati dal momento esatto in cui la notizia giunge al mercato (o meglio nei news feeds) individuato sulla base delle rilevazioni del SIRCA Global News Database; quelli meno veloci riescono invece a prendere posizione in un lasso compreso tra i 50 ed i 150 millisecondi. Sempre Scholtus and van Dijk (2012) hanno poi dimostrato come la trading speed condizioni fortemente l'efficacia delle trading rules componenti il trading system, specie nel caso in cui il trader risulti essere più lento di 200 millisecondi, rispetto all' optimum rappresentato dalla possibilità di eseguire istantaneamente l'ordine di acquisto o di vendita.
Bene. Primo quesito: quando inserisci i limit buy/sell orders, ti sei mai chiesto quanto tempo trascorra tra il raggiungimento del prezzo -da te impostato come trigger- da parte del mercato e l'effettiva esecuzione del tuo ordine? Non l' hai fatto? Credo tu debba chiederlo al tuo broker. Sopra i 150 millisecondi di ritardo probabilmente il tuo trading system inizierà ad imbarcare acqua in uno contesto di news release.
Gli autori, poi, ci dicono alcune cose molto interessanti in relazione alle macro news statunitensi (ma il discorso vale per tutte le macro news). Nello specifico, salvi gli approfondimenti futuri, ci rendono edotti di due aspetti, a dire il vero strettamente correlati. In sede di trading on news è estremante importante la precisione di esecuzione in ragione del fatto che l'aggressività operativa-in termini di maggior presenza di liquidity takers rispetto ai makers-  cresce man mano che ci si avvicina al momento esatto della release, rendendo importante ogni singolo millisecondo di ritardo. In che senso? Nel seno che laddove i takers siano molti ed makers pochi, i primi ad ottenere il matching degli ordini si accaparrerebbero tutta la liquidità presente sui primissimi livelli dei books, lasciando agli altri o un discreto slippage o un ineseguito o un eseguito in fase di pull-back.
La velocità di esecuzione è quindi importantissima, sia in termini economici che statistici, quando si tenta di tradare le news. Avendo come target un succes ratio (vale a dire la percentuale di operazioni in gain sul totale delle operazioni effettuate) pari o superiore al 60% bisogna considerare che, ogni ritardo di esecuzione compreso tra i 10 millisecondi ed il secondo, incide in maniera consistente e negativamente sulla performance. Questo ci fa capire perché molte equity lines vengano costantemente presentate, da sedicenti algo traders on news, non solo in rialzo ma anche con gain pari al tremila e passa %. Sono equity lines da backtesting, che ignorano totalmente cosa accadrebbe ai loro trading systems qualora fossero chiamati a confrontarsi con le reali condizioni di mercato in termini di velocità operativa, liquidità esistente e quindi spessore e profondità dei books. Considerate che la significatività economica della velocità cresce al crescere della capacità del trading system di predire con successo la direzione del trade. I traders in grado di predire la giusta direzione del mercato -successivamente alla news release- in almeno il 70% dei casi, perdono -sempre con riguardo all' ETF oggetto di studio (ma il concetto può essere esteso alle varie asset classes)- tra i 0,33 ed i 0,62 punti base per evento nel caso in cui i loro trades subiscano un ritardo esecutivo compreso tra 300 millisecondi ed 1 secondo, rispetto all' optimum dell' esecuzione istantanea. La perdita annua corrispondente -ad evento- è dello 0,80% in caso di ritardo pari a 300 millisecondi ed all' 1,48% in caso di ritardo di un secondo. Un trader con un success rate del 100% patisce una perdita compresa tra 0,81 ed 1,62 punti base per evento, o compresa tra l' 1,94% ed il 3,90% per anno, ad evento, in caso di ritardi compresi tra 300 millisecondi ed un 1 secondo.
In termini relativi, vale a dire con riguardo al rendimento totale della strategia, le perdite conseguenti a ritardi compresi tra 300 millisecondi ed 1 secondo, per una strategia con un success ratio del 70%, sono pari al 10,85% ed al 20,05%.
I brokers attivi in Italia, con infrastrutture hardware e software pari -in media- all'unghia destra del più scarso degli HFTs americani, invece, vi dicono per bocca dei loro chartisti (non tutti ovviamente) che per tradare le news basterebbe inserire 2 ordini limit ed il gioco sarebbe fatto. Fossi in voi chiederei loro conto dei tempi di esecuzione, posto che un secondo di ritardo arriva a costare, per chi trada sistematicamente le macro news in relazione all' ETF sopra considerato (ma i dati relativi allo strumento in oggetto possono essere considerate proxies di un'intera filosofia operativa) , circa il 20,05% all' anno di rendimento.