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martedì 9 maggio 2017

UNIVERSO CFD, MERCATO FOREX. IL CASO DEL BROKER FXCM USA PT. 1

Facciamo le dovute nonché rituali premesse, altrimenti quelli dell'industria italiana dei cfd vengono a piangere in chat su Facebook. Quanto leggerete riguarda solo ed esclusivamente FXCM USA (sino a qualche tempo fa primo broker USA per i forex cfd), in relazione alle condotte tenute dal 4 Settembre 2009 ad -almeno- il 2014. Tutti gli altri brokers sono corretti sino a prova contraria o, se volete, sino a quando il sottoscritto non venga a sapere qualcosa.
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Di seguito, un' anticipazione di quanto verrà approfondito nei posts futuri.
Il broker FXCM, fondato nel 1999 e registrato presso la Futures Commission Merchant nel 2001, fornisce alla platea dei retail l' accesso al mercato Forex OTC per il tramite di una piattaforma tecnologica proprietaria, agendo come controparte dei suoi clienti nelle transazioni in cui questi possono comprare una valuta venendone, simultaneamente, un'altra. Al 31 Luglio 2016, FXCM USA vantava oltre 20.000 clienti con accounts accreditati per un valore complessivo di oltre 170 milioni di dollari. Sino al 2007 circa, il broker ha fornito liquidità ai propri clienti primariamente tramite un dealing desk interno, vale a dire tramite una sua divisione deputata a determinare i prezzi loro offerti e ad assumere posizioni opposte a quelle prese dagli stessi clienti. Dal 2007 in poi, FXCM decise di modificare la propria operatività con riguardo alla maggior parte dei suoi clienti, passando dall' impiego del dealing desk all' impiego di un modello che definì “agency”, connotato dall' essere “No Dealing Desk” (quello implicante l' uso del Dealing Desk veniva invece identificato come “principal”).
All'epoca FXCM affermava che, mentre un broker dealing desk «agisce come market maker» e «potrebbe tradare contro la tua posizione» (queste le affermazioni presenti nel materiale di marketing del broker) il suo modello “agency” sarebbe stato in grado di «eliminare il maggior conflitto d'interessi intercorrente tra broker e cliente retail». Infatti, il broker sosteneva che nel model agency, i prezzi offerti non fossero forniti dal suo dealing desk bensì da banche o da market makers terzi, talvolta definiti «liquidity providers» o «Lps». Più precisamente, FXCM illustrava ai propri clienti il model agency, usando le seguenti parole: «Quando un nostro cliente esegue un trade al miglior prezzo offerto dai nostri forex market makers, noi agiamo in qualità di intermediari creditizi senza alcun rischio per il nostro capitale, in quanto apriamo contemporaneamente posizioni compensative sia con il nostro cliente che con il market maker». Il broker statunitense asseriva che il trading sviluppato in base al suo model agency fosse differente da quello offerto in qualità di intermediario dealing desk, in ragione del fatto che: «Noi traiamo guadagno dalle trading fees e dalle altre commissioni, aggiungendo un markup al prezzo offerto dai noi market makers e generando i nostri ricavi legati al trading in ragione del volume delle transazioni e non in base ai profitti ed alle perdite derivanti dalle operazioni di acquisto/vendita».
Nel 2009, Drov Niv (conosciuto anche come Drew Niv, socio fondatore della FXCM, nonché suo CEO dal 4 Settembre 2009 al 20 Maggio 2014), William Ahdout (socio fondatore della FXCM, nonché suo Manager Director dal 4 Settembre 2009) ed altri dipendenti, idearono un progetto volto a creare un sistema di trading algoritmico, vale a dire, un programma che avrebbe potuto guidare l'attività propria di un market maker nei confronti dei clienti del broker americano. In tal modo, l'algo era in grado di sostituirsi ai e/o competere con i market makers indipendenti di cui si serviva la piattaforma No Dealing Desk della FXCM.
Niv e Ahdout, assunsero dunque un high-frequency trader (HFT) in qualità di Managing Director della FXCM. L'accordo concluso con l' HFT, sottoscritto da questo e da Ahdout, prevedeva che il broker avrebbe corrisposto al primo un salario base più un bonus pari al 30% dei profitti generati dal sistema di negoziazione algoritmica creato dal trader, mentre il restante 70% sarebbe stato intascato dal broker. L' HFT iniziò a lavorare per FXCM in data 5 Ottobre 2009, sviluppando l'algoritmo richiestogli.
All'inizio del 2010, allorquando l' HFT stava per completare la messa a punto dell'algo, il Compliance Department della FXCM manifestò qualche preoccupazione circa il fatto che, qualora fosse stata svolta at attività di trading contro i propri clienti retail, la stessa avrebbe potuto contraddire l' affermazione riportata nel materiale pubblicitario della FXCM relativamente all' operatività del No Dealing Desk Model. Avranno dunque abbandonato il progetto i nostri amici della FXCM? La risposta è no. Infatti, la FXCM impose all' HFT di costituire una sua società al fine di operare quale fornitore “esterno” (al broker) di liquidità.
In data 23 Marzo 2010, l' HFT costituì la sua nuova società (HFT Co). FXCM, dal canto suo, desiderava che l' HFT, tramite la sua HFT Co, usasse l'algo commissionatogli pochi mesi prima al fine di operare sulla sua piattaforma No Dealing Desk.
In data 14 Aprile 2010, l' HFT si dimise dalla FXCM; tuttavia, concordò con la stessa che le dimissioni non avrebbero modificato le condizioni economiche del loro accordo precedente (ripartizione dei profitti da trading 30%-70%). A tal fine, in data 1 Marzo 2010, venne stipulato un contratto di servizio tra l' HFT Co. ed FXCM, poi modificato in data 1 Maggio 2010. Detto contratto prevedeva che l' HFT versasse a FXCM, con cadenza mensile, $21 dollari per ogni milione di dollari di volume tradato dall' HFT Co. Tale quota (21 $) veniva considerata dai contraenti prossima al 70% del totale dei profitti generati dal trading condotto dall' HFT Co. sulla piattaforma retail della FXCM e destinati contrattualmente al broker (il 30% lo avrebbe intascato l' HFT).
Al fine di aiutare il lancio delle operazioni dell' HFT Co., FXCM elargì alla predetta un prestito di 2 miloni di dollari a tasso zero, autorizzandola ad utilizzare le proprie strutture di brokerage attraverso l'attivazione di un “prime of a prime” account. Nonostante l' HFT si fosse dimesso da FXCM, continuò a lavorare negli uffici del broker senza pagare alcun affitto. Di fatto, HFT Co. stabilì la propria sede negli uffici della FXCM presenti a New York City, sino ad Aprile 2011, ovvero, sino quando l' HFT Co. non traslocò nei propri uffici in Jersey City (nel New Jersey). Inoltre, al fine di condurre il proprio trading, l' HFT Co. continuava ad utilizzare l'algo sviluppato dal suo titolare (l' High Frequency Trader inteso quale persona fisica) per il broker che ne vantava la proprietà intellettuale. Per un certo periodo di tempo, l' HFT CO. utilizzò i servers della FXCM ed altri apparati tecnologici, tra i quali i sistemi di posta elettronica. Più precisamente, il trader utilizzò attivamente l'indirizzo email di FXCM sino ad almeno Settembre 2011 ed il suo account continuò a ricevere posta elettronica sino al 2014. Due dipendenti della FXCM, chiamati a collaborare con l' HFT Co., ricevettero bonus supplementari da parte del broker, poi rimborsati dalla stessa HFT Co. Uno dei dipendenti spese – tra il 2011 ed il 2014- circa l' 80% delle sue giornate lavorative presso gli uffici dell' HFT Co. I rapporti intercorrenti tra FXCM e l' HFT Co., sembrano dunque piuttosto evidenti e consolidati.
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