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lunedì 22 maggio 2017

UNIVERSO CFD, MERCATO FOREX. IL CASO DEL BROKER FXCM USA PT. 4

Per la terza parte, clicca qui.
In connessione con l' indagine condotta dalla National Futures Association (NFA) sulla FXCM, in data 24.10.2013, lo staff dell' organo di controllo incontrò i dirigenti del broker a Chicago. In risposta ad un quesito formulato dalla NFA circa la relazione intercorrente con l' HFT Co., Niv (clicca qui per capire chi fosse) rispose omettendo tutte le informazioni di dettaglio riportante nei post precedenti. Inoltre, il dirigente mentì affermando di avere soltanto una relazione lavorativa con la HFT Co. e con il suo proprietario, l' HFT, sorta allorquando questo operava quale trader alle dipendenze di altri liquidity providers.
Anche i membri della compliance della FXCM fornirono false informazioni alla NFA. In data 22.10.2013, due giorni prima che la FXCM incontrasse i rappresentati della NFA, un dipendente del dipartimento della compliance dichiarò alla NFA – a mezzo e-mail- quanto segue: « FXCM LLC non ha alcun interesse proprietario diretto o indiretto o rapporti di controllo con le entità fornenti liquidità ai clienti retail». Visto, tra le altre cose, l' interesse della FXCM nell' HFT Co., l' asserzione di cui sopra poteva essere considerata falsa. Dopo che la NFA cercò di ottenere chiarimenti in ordine all' affermazione prodotta dalla FXCM via e-mail, chiedendo al broker di «Fornire prove di quanto riferito in relazione ai proprietari, associated persons, impiegati e controllate della FXCM», un altro addetto alla compliance aggravò, in data 24.03.2014, le precedenti falsità inviando alla NFA una mail nella quale dichiarava: «Per quanto di mia conoscenza, non esistono attualmente né sono esistiti in passato proprietari, associated persons o impiegati di controllate aventi interessi proprietari o relazioni societarie con le entità fornenti liquidità ai clienti retail sul nostro No Dealing Desk Model». Quanto affermato non era vero, in quanto l'addetto alla compliance sapeva che l' HFT, in precedenza dipendente della FXCM, fosse il titolare del 100% delle quote della HFT Co., la quale era il liquidity provider primario con riguardo ai clienti retail della piattaforma No Dealing Desk.
In data 04.04.2014, in risposta ad ulteriori tentativi esperiti dalla NAF al fine di chiarire gli aspetti della relazione intercorrente tra la FXCM e l' HFT Co., un dipendente della FXCM affermava in una mail: «L' HFT ha collaborato in qualità di consulente per la FXCM dall' Ottobre del 2009 all' Aprile  del 2010. L' HFT lavorò principalmente nell' ambito del software coding». Ancora una volta, un responsabile del dipartimento della compliance rese false dichiarazioni alla NFA. L' HFT, infatti, non era un semplice consulente della FXCM ma un dirigente della stessa con un contratto di lavoro subordinato e, alla luce dell'indagine condotta dalla NFA sui rapporti intercorrenti tra la FXCM e l' HFT Co., era da considerare assolutamente ingannevole il tentativo di rappresentare il lavoro svolto dall' HFT presso FXCM, vale a dire la creazione di algoritmi utilizzati poi dalla HFT Co. per tradare contro i clienti della FXCM d'intesa con questa, quale mera attività di software coding.  
Vi ricordo che, in virtù di tali condotte, la CFTC ha sanzionato la FXCM imponendo -tra le altre cose- il pagamento di una multa di 7 milioni di dollari ed il divieto di accettare nuovi clienti per sempre. 
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